LA BATTAGLIA

Restituzione Tasse, oggi l’udienza al Tar. Sentenza tra due giorni

Imprese a partite Iva stanno già restituendo 40% in 10 anni

Redazione PdN

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Restituzione Tasse, oggi l’udienza al Tar  

 

 

L'AQUILA. Confermata per oggi l'udienza dinanzi al Tar cui hanno fatto ricorso Regione, Comuni e imprese in relazione alla problematica della richiesta di pagamento per intero fatta a societa', artigiani, professionisti ma anche persone fisiche delle tasse sospese in seguito al sisma di L'Aquila del 2009.

 

Sono circa 350 le imprese e le partite Iva chiamate a restituire in una unica trance complessivamente circa 100 milioni più le sanzioni che ammontano al 30 per cento della somma, relative alla sospensione delle tasse per 18 mesi nel cratere del terremoto. Queste imprese hanno già rateizzato il 40 per cento delle tasse sospese in dieci anni, come fatto dai cittadini e imprese. Ora però, a differenza di quanto accade ai cittadini e alle imprese che sono sotto la soglia del cosiddetto de minimis, 200mila euro, ai quali è stato abbonato il 60 per cento, ai circa 350 operatori economici è stato richiesto anche la quota del 60 per cento perché considerato dalla commissione europea aiuto di stato (Leggi qui tutto quello che è accaduto)

 

«Il ricorso al Tar è uno dei tre cardini su cui abbiamo fondato la protesta», ha spiegato il sindaco Pierluigi Biondi: «quello giudiziario non è per noi un pretesto, ci sono fondati motivi che abbiamo scritto nel ricorso, e la sospensiva, riteniamo sia sacrosanta, perché il danno, sia il fumus, sono lampanti. Senza con questo voler condizionare in alcuni modo magistrati che non sono condizionabili».

In particolare, il ricorso impugna la nomina da parte del Consiglio dei Ministri del commissario incaricato del recupero che ha notificato circa 350 cartelle esattoriali ad altrettanti operatori economici per complessivi circa 100 milioni di euro.

Al Tar si arriva due giorni dopo la manifestazione di protesta che ieri all'Aquila ha richiamato 5mila persone che hanno sfilato nel centro storico per dire no «a misure che faranno chiudere un intero territorio già martoriato dal terremoto di nove anni fa».

«Come abbiamo detto in occasione della protesta non ci fermiamo al livello amministrativo locale, siamo disposti a andare avanti con altre azioni legali e anche altre occasioni di mobilitazione» - spiega ancora il primo cittadino che ha promosso insieme al vice presidente della Regione Giovanni Lolli la protesta.

Secondo il primo cittadino, la proroga di 4 mesi dell'efficacia delle cartelle esattoriali decisa dal governo uscente «è un rilanciare la palla avanti, la cosa positiva è solo il messaggio politico, che la mobilitazione sia politica, sia di piazza, ha generato i suoi effetti. infatti, se fosse stata di secondo ordine, a Roma non si sarebbero mossi così».

Biondi parla anche dell'allarme che si è fatto largo nel pomeriggio di ieri, qualche ora dopo il corteo di protesta, sull'assenza di un documento ufficiale su cui basarsi sulla proroga di quattro mesi.

«L'ha annunciata all'Ansa il sottosegretario uscente e commissario per il terremoto De Micheli dopo aver sentito il premier uscente Gentiloni - chiarisce il sindaco -. Questa cosa mi sembra paradossale, non posso credere che sia stata una boutade, ho grande rispetto per le istituzioni».

Per il futuro, Biondi sottolinea che «il nuovo governo deve risolvere definitivamente la vicenda iniqua ed ingiusta che mette in ginocchio l'economia dell'Aquila e del suo circondario una seconda volta dopo il terremoto».  

 

 


TRA DUE GIORNI LA DECISIONE DEL TAR

Entro due giorni si conoscerà il pronunciamento del Tar sul ricorso presentato da associazioni di categoria e imprese contro la restituzione delle tasse sospese nel cratere del terremoto a circa 350 aziende e partite Iva chiesta dalla Commissione Europea. E' il termine entro il quale i giudici amministrativi, in conclusione dell'udienza nel pomeriggio di oggi, a L'Aquila, si sono riservati una decisione.

I ricorrenti si ritengono soddisfatti della discussione avuta in udienza e sono ottimisti di poter ottenere la sospensiva alle cartelle esattoriali notificate nelle passate settimane. Sono stati almeno sette i ricorsi discussi oggi, tutti contro la restituzione delle tasse, nei quali si impugna la nomina da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri del commissario per il recupero che nelle passate settimane ha notificato cartelle esattoriali per complessivi circa 100 milioni di euro.

Il più corposo è quello presentato a nome delle associazioni come Ance, Confindustria e Apindustria, e di imprese associate; poi, quelli del Comune di L'Aquila.


Quindi la Regione Abruzzo, rappresentata dall'avvocato Stefania Valeri, coinvolta con le società partecipate come Tua e Abruzzo Engineering, imprese non associate, e la Gran Guizza del gruppo di acqua minerale San Benedetto.

«Il Tar si è riservata una decisione che potrebbe arrivare venerdì - spiega l'avvocato Colagrande -. Abbiamo fatto un'ampia discussione e a mio avviso ci sono i presupposti per l'accoglimento della istanza cautelare. Ad esempio, abbiamo dimostrato che è una cosa disumana dimostrare in trenta giorni, questo il termine delle cartelle esattoriali, i danni subiti con il terremoto e metterli in relazione agli aiuti di stato. A tale proposito, ci dà ragione anche il fatto che la presidenza del consiglio dei ministri starebbe per pubblicare un decreto di proroga di quattro mesi. Anche se questo documento non esiste, quindi, rimaniamo legati al termine di 30 giorni. Oltre al tempo non congruo, abbiamo dimostrato di avere ragione anche su altri profili giuridici».