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Sulmona, Comandante vigili urbani denuncia 9 consiglieri comunali. Pd insorge

«Consiglio comunale delegittimato»

Redazione PdN

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Sulmona, Comandante vigili urbani denuncia 9 consiglieri comunali. Pd insorge


SULMONA. E’ diventata un caso politico in città la vicenda del Comandante dei Vigili Urbani, Antonio Litigante, che ha denunciato una parte del Consiglio.


La saga che ormai da qualche anno contrappone l’attuale Comandante del Corpo dei vigili urbani al Comune di Sulmona ha infatti visto, di recente, aggiungersi un nuovo capitolo.

Si parla proprio di una querela di Litigante per i reati di abuso d’ufficio e diffamazione nei confronti di 9 consiglieri dopo l’interrogazione relativa alla sua messa in quiescenza per superati limiti d’età (ma secondo alcune interpretazioni di legge così non è).


Adesso il circolo del Pd si dice «sconcertato».  In occasione della riunione del Consiglio Comunale in cui si dibatteva della questione amministrativa del suo collocamento a riposo, il comandante, prima ha diffidato l’ organismo a discuterne in seduta pubblica e, successivamente, a richiesta rigettata, ha inoltrato esposto denuncia nei confronti di quei consiglieri comunali che hanno sollevato la questione, per eventuali risvolti giudizialmente rilevanti.



«L’episodio, che ha avuto una vasta eco nell’opinione pubblica cittadina, non può non essere oggetto di una puntuale censura da parte delle forze politiche presenti in Consiglio», dicono i consiglieri del Pd, «visto l’evidente danno di immagine arrecato alla Città, delegittimata nel suo massimo Organo di autogoverno che è il Consiglio Comunale».

Il Partito Democratico, dunque non ci sta anche se ci tiene a precisare che non vuole entrare nel merito del problema «la cui competenza spetta sicuramente agli Uffici amministrativi comunali, ed ora, alle competenti autorità giurisdizionali, a seguito dell’esposto».

Secondo il Pd non può più essere derubricata a mera questione amministrativa interna agli uffici comunali, la situazione che si è determinata «di una evidente lesione di un sacrosanto diritto ad esercitare – nelle forme che ritiene opportune - le sue legittime funzioni da parte dell’Organo elettivo deputato per eccellenza al governo cittadino, quale è il Consiglio Comunale. La gravità del comportamento tenuto nella circostanza, con una azione sicuramente censurabile se non altro sotto il profilo "morale" da parte del dipendente comunale in una posizione apicale di evidente rilievo, pone evidenti problemi di incompatibilità di questa persona con l’Amministrazione, che non può più oltre essere ignorata».

Secondo il Partito Democratico, in pratica, «l’ulteriore ferita inferta questa volta al massimo Organo di rappresentanza dell’intera collettività comunale, non può essere sottaciuta e più oltre tollerata, visto il rapporto fiduciario che dovrebbe legare la persona che esercita la funzione di Comandante del Corpo dei Vigli Urbani cittadino all’ Amministrazione nel suo insieme ed, in particolare, alla figura del Sindaco da cui dipende direttamente».

A questo punto i consiglieri del Pd ritengono che il sindaco Anna Maria Casini debba «promuovere ogni possibile azione volta a rimuovere qualsivoglia ostacolo si frapponga alla soluzione del problema in esame. Ciò a tutela dell’immagine cittadina e delle casse comunali che, ad oggi, hanno dovuto sopportare un danno erariale di proporzioni intollerabili, e di cui gli amministratori potrebbero essere chiamati a rispondere in sede di giustizia amministrativa-contabile».