LA PROTESTA

Restituzione tasse L’Aquila. Migliaia in piazza: no a terremoto fiscale

Annunciate migliaia di manifestanti a corteo in centro storico

Redazione PdN

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Restituzione tasse terremoto L’Aquila: oggi tutti in piazza per dire no

La manifestazione di oggi


L'AQUILA. L'Aquila e il suo territorio si mobilitano per dire no alla restituzione delle tasse sospese a imprese e professionisti nel cratere del sisma del 2009 richiesta dalla Commissione Europea che considera le somme aiuti di Stato: sono attese migliaia di persone oggi nel capoluogo d'Abruzzo alla manifestazione di protesta promossa da Regione e Comune cui hanno aderito forze sociali, produttive, amministratori, parlamentari.

Prevista anche la partecipazione di alcuni leader di partiti.

Secondo quanto si è appreso, sono circa 350 le imprese e le partite Iva a cui sono state notificate cartelle esattoriali per complessivi oltre 100 milioni di euro a cui vanno aggiunte sanzioni e interessi.

Scenderanno in piazza anche tanti cittadini e studenti che hanno avvertito, a nove anni dal terremoto del 6 aprile 2009, il momento decisivo per un territorio che cerca il rilancio tra difficoltà e ritardi. Unanime, da questo punto di vista, la considerazione che il pagamento delle tasse sospese causerebbe il fallimento di molte imprese e la perdita di centinaia di posti di lavoro.

Sono annunciate bandiere e striscioni neroverdi, i colori della città. La comunità ha confermato la mobilitazione nonostante la proroga di 120 giorni dell'efficacia delle cartelle esattoriali stabilita con un provvedimento dal Governo uscente.

E' stata confermata anche la opposizione al Tar contro la nomina del commissario incaricato del recupero delle somme nominato dalla Presidenza del Consiglio che si discuterà il prossimo 18 aprile.

«Abbiamo ricevuto adesioni da ogni parte e da ogni categoria, speriamo di essere in migliaia - spiega ettore barattelli, presidente dell'associazione costruttori della provincia dell'aquila, una delle categorie piu'' esposte -. E' una occasione per far risentire forte la voce dell'aquila in un periodo particolare della storia della citta' che a nove anni dal sisma si trova a meta' della ricostruzione. E' importante che la citta' si faccia ascoltare su temi, a partire da quello della restituzione delle tasse sospese, per i quali si registra un sentire comune. Vogliamo in particolare la questione sia risolta definitivamente».

Il corteo partirà alle 10:30 dalla Fontana luminosa e si snodera' per le vie del centro storico, lungo Corso Vittorio Emanuele e Corso Federico II per concludersi alla Villa comunale dove sarà allestita una postazione da cui i rappresentanti delle Istituzioni terranno i loro interventi.

Per consentire l'afflusso dei manifestanti l'Azienda comunale di trasporti metterà a disposizione, dalle 9 e 30, navette gratuite che partiranno, con cadenza ogni quindici minuti, dal parcheggio di Collemaggio.

In occasione della giornata di mobilitazione, il traffico veicolare sarà interdetto nella zona della Fontana luminosa dalle ore 8 alle 12:30 e, temporaneamente, nelle aree interessate dal passaggio del corteo, ovvero corso Vittorio Emanuele, Corso Federico II e viale Crispi.


«Dopo mesi di trattative portate avanti cercando di far capire le ragioni di un territorio che ha rischiato di morire, ora è la volta della voce di popolo, con la manifestazione di domani diciamo no ad una palese ingiustizia, ad una burocrazia e una politica che non vogliono fare fino in fondo i conti con quello che accadde qui a L'Aquila e nei territori colpiti quel maledetto 6 aprile 2009».

Così in una nota il deputato aquilano del Pd Stefania Pezzopane, sul corteo di protesta in programma domani a L'Aquila contro la restituzione delle tasse sospese a imprese e professionisti del cratere che parla anche di «errori, distrazioni, falsa coscienza hanno prodotto una richiesta assurda ed inaccettabile».

«Quando nel 2009 e 2010 volevano farci restituire tutto e subito, manifestammo sull'autostrada, fui denunciata ed indagata. Lo rifarei 1000 volte. Diamoci una mossa, tutti insieme», ha detto Pezzopane.



NO A TERREMOTO FISCALE

Uno striscione recita "No al terremoto fiscale" e su un camion campeggia un cartello con la scritta: "È incomprensibile. Reduci dal terremoto, vittime dello Stato". Con questi slogan sono partiti in corteo all'Aquila migliaia di cittadini, imprenditori, commercianti e studenti, con politici e amministratori, nella manifestazione organizzata da Comune dell'Aquila e Regione Abruzzo per dire no alla restituzione delle tasse, sospese a imprese e professionisti nel cratere del sisma del 2009, richiesta dalla Commissione Europea che considera le somme aiuti di Stato.

«Vogliamo rispondere così a questa iniquità - dice il presidente dell'Ance L'Aquila, Ettore Barattelli - a Roma andremo se non ci saranno risultati da questa nostra azione».

Chiuse le saracinesche dei negozi, sfilano anche parlamentari, il vice presidente della Regione Giovanni Lolli, il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio. Aprono il corteo i gonfaloni di Comune e Provincia, con due moto della Polizia Municipale.


Il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli ha detto: «Al governo Letta, al governo Renzi, al governo Gentiloni, mettendoci a disposizione in un tavolo che ha funzionato e ha spiegato quali argomenti usare, abbiamo chiesto fondamentalmente di trattare con l'Europa da forza politica, cioè quello che era stato fatto con le quote latte, quello che questo governo sta facendo con l'Ilva. Invece la nostra vicenda è stata lasciata trattare da funzionari, magari gli stessi che avevano dimenticato di fare la notifica, e abbiamo visto com'è andata a finire: c'è stata la procedura di infrazione, il governo ha resistito un anno poi ha mollato, ha fatto il provvedimento di nomina di un Commissario che dovrà recuperare in 60 giorni, all'inizio, con gli interessi, in una sola rata, tutte le tasse non versate».

Menter il sindaco Pierluigi Biondi: «è una manifestazione partecipata. C'è quella rabbia positiva che ha consentito anche in passato di rivendicare diritti negati. Bisogna combattere perché la proroga di quattro mesi non risolve il problema. Lotteremo fino alla fine con mezzi civici, politici e giuridici».

La comunità ha confermato la mobilitazione nonostante la proroga di 120 giorni dell'efficacia delle cartelle esattoriali stabilita con un provvedimento dal Governo uscente. Confermata anche l'opposizione al Tar contro la nomina del commissario incaricato del recupero delle somme nominato dalla Presidenza del Consiglio che si discuterà il prossimo 18 aprile. Accanto al sindaco Biondi, tra gli altri, il leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, i senatori Gaetano Quagliariello, leader di Idea, e Nazario Pagano di Forza Italia.