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Dopo sciame di settimane terremoto 4.7 a Macerata: «nuovi danni»

E’ stato registrato poco dopo le ore 5

Redazione PdN

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Dopo sciame di settimane terremoto 4.7 a Macerata: «nuovi danni»


MACERATA. Ci sarebbero nuovi danni: lo conferma il sindaco di Muccia il paesino del Maceratese scosso da uno sciame sismico da alcune settimane a questa parte.

La scossa di terremoto di magnitudo 4.7 è stata registrata alle 5:11 con epicentro a 2 km da Muccia, in provincia di Macerata, ed ipocentro a 9 km di profondità. Lo riporta l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). Oltre che nelle Marche, la scossa è stata chiaramente avvertita anche in Umbria.

Dopo il forte sisma del Centro Italia del 2016, nella zona di Muccia la terra era tornata a tremare con frequenza e intensità già da alcuni giorni.

In particolare, il 4 aprile se ne erano registrate una di magnitudo 4 alle 4:19 e una di magnitudo 3.6 alle 20:41. L'epicentro di questa ultima scossa di magnitudo 4.7 è stato a 53 km da Perugia, 65 da Terni e 85 dall'Aquila.

Nell’ora successiva si sono già verificate diverse repliche anche forti di  magnitudo 3.5.

Ci sarebbero dunque «ulteriori danni rispetto a quelli già avuti» spiega il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci, «la popolazione è molto provata - commenta Gentilucci al telefono con Rai News24 -. Si ricominciano ora i sopralluoghi per verificare che la tenuta statica degli edifici sia adeguata. Siamo stamani in giro con l'auto della protezione civile per verificare i danni».

«Grande paura e insicurezza tra le persone» il sindaco di Muccia (Macerata), Mario Baroni, dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4.7 avvenuta alle 5:11 con epicentro a 2 km dal comune del Maceratese.

«Stiamo controllando sia le casette che le case rimaste agibili - afferma Baroni al telefono con Rai News24 -. E' uno stillicidio continuo, che ci sta snervando e che non si ferma: le scosse si ripetono da svariati giorni, anche con un'escalation nell'intensità».

Trenitalia ha deciso di sospendere a scopo precauzionale la circolazione lungo la linea interna Civitanova Marche-Macerata per effettuare controlli sulla tenuta della strada ferrata. La circolazione dovrebbe riprendere alle 9.

Non risultano al momento comunque feriti.

Le scuole rimarranno chiuse in molti comuni.




LA STESSA FAGLIA, SCIAME PRECURSORE

Gli eventi di questi giorni rientrano nella sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 con l’evento di magnitudo Mw 6.0  avvenuto nei pressi di Amatrice e Accumoli (RI) e culminato con l’evento sismico del 30 ottobre 2016 di magnitudo Mw 6.5 . Tale sequenza si è gradualmente sviluppata interessando un’ampia fascia dell’Appennino centrale, un’area di circa 1200 km2, estesa per circa 80 km in direzione NNW-SSE e larga circa 15-20 km, dalla provincia di Macerata, nelle Marche, alla provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

La zona interessata dai terremoti di questi ultimi giorni si era attivata a fine ottobre 2016, tra il 26 e il 30 ottobre, quando sono avvenuti alcuni dei più forti eventi sismici della sequenza: quelli del 26 ottobre di magnitudo Mw 5.4 e magnitudo Mw 5.9 e quello di magnitudo Mw 6.5 del 30 ottobre 2016.

Negli ultimi mesi del 2017 sono stati rilevati una media di 30-40 eventi al giorno. I primi di marzo 2018 la sismicità è aumentata superando in un caso i 100 eventi al giorno e anche in questi primi giorni di aprile ha superato i 140 eventi al giorno. Questo aumento di sismicità è prevalentemente concentrato nel settore più settentrionale del sistema di faglie attivato nel 2016, vicino ai comuni di Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana (MC). L’andamento descritto è ben visibile nella figura sotto, che mostra l’andamento del numero giornaliero di eventi sismici in un’area circolare di 5 km di raggio attorno a Muccia (MC) dal 23 agosto 2016 al 6 aprile 2018.