ANNIVERSARI

Terremoto L’Aquila 6 aprile: e sono 9. Ancora battaglie per la sopravvivenza

Ricostruzione avviata ma ancora troppo lontana dal traguardo. Tasse sospese: manifestazione il 16 aprile

Redazione PdN

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Terremoto L’Aquila 6 aprile: e sono 9. Ancora battaglie per la sopravvivenza

L’AQUILA. ...e sono 9 anni. Eppure sembra passato un secolo dal quel 6 aprile del 2009.

Dalle 3.32 L’Aquila non è stata più la stessa e la sua storia e quella dell’Abruzzo è cambiata per sempre.

Si rinnovano come ogni anno le manifestazioni per commemorare i 309 morti e per raccontare quello che è stato fatto ed i molti problemi ancora in piedi, al netto di propaganda ed interessi politici che da sempre hanno inquinato dibattito e informazione.

«Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilita' che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo».

Con questa frase dello scrittore Jose' Saramago, il Comune dell'Aquila intende ricordare, insieme alle istituzioni, associazioni e dal comitato vittime del terremoto, il nono anniversario del sisma.

Come ogni anno, l'appuntamento principale sara' la fiaccolata, quest'anno con un nuovo percorso ridotto, che domani sera, alle 22.30 dal Tribunale giungera' fino alla Villa Comunale per la lettura dei nomi delle 309 vittime. Prevista la deposizione di una corona di fiori a piazzale Paoli, futura sede del Piazzale della Memoria.

Al corteo seguiranno le due commemorazioni religiose.

La messa di mezzanotte nella Basilica di San Giuseppe Artigiano che verra' celebrata dall'arcivescovo monsignor Giuseppe Petrocchi. All'1.30, la veglia nella Cappella attigua alle Anime Sante che, alle 3,32, culminera' con i 309 rintocchi delle campane in ricordo delle vittime.

Ad aprire il corteo ci saranno gli esponenti dei comitati familiari delle vittime riuniti nella rete "Noi non dimentichiamo", di cui fanno parte moltissime associazioni legate ai fatti piu' drammatici della recente storia d'Italia.

Tutte vicende accomunate dalla necessita' di accertare responsabilita' che faticano ad emergere in sede giudiziaria.

Per la prima volta sara' presente anche il sindaco di Longarone, (Belluno) in rappresentanza dei comuni distrutti dal disastro del Vajont.

«La citta' deve svegliarsi per il vero senso della memoria - ha detto Vincenzo Vittorini, presidente Vittime del 6 aprile - memoria collettiva, memoria di tutti non e' ricordo nostro».

«Prestare molta attenzione al bene comune e credo che questo sia il lascito di una tragedia cosi' grande a cui tutti dovrebbero rivolgersi, - ha detto Antonietta Centofanti sempre del Comitato Vittime del 6 aprile - dico dovrebbero perche' non e' cosi' scontato che si ponga al centro della propria esistenza il bene comune. Se cosi' fosse - ha aggiunto - noi non avremmo delle stragi perennemente annunciate, che sono il risultato del maltrattamento del territorio, della non sicurezza posti di lavori, della cattiva costruzione, dell'abusivismo edilizio e cosi' via».

Per il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi: «si rinnovano i sentimenti di commozione e di vicinanza soprattutto ai familiari delle vittime e a tutti coloro che a vario titolo hanno sofferto per la tragedia del 6 aprile del 2009. Da sindaco quando si avvicina questo momento i carichi di responsabilita' sono maggiori proprio in virtu' della sofferenza che in tanti hanno patito. Carichi anche di impegno nei confronti di una comunita' in ripresa - ha aggiunto - sempre con la stella polare del dovere, della dirittura morale e intellettuale nei confronti dei cittadini ai quali va raccontata questa ricostruzione».




LA RICOSTRUZIONE LENTA

Ma dopo 9 anni L’Aquila è rinata? Un “no” sarebbe troppo pessimista ma un “sì” poco reale. La verità è che ci si sta muovendo con lentezza degna della peggiore burocrazia e quello che si è fatto in 9 anni di sicuro si poteva fare nei primi 3. Gli edifici sono ancora in costruzione e sono molti, il tessuto sociale sfilacciato, il territorio con le new town cambiato e sparpagliato, e dopo 9 anni si sente tutto il peso di quelle sistemazioni “provvisorie” che iniziano a crollare, cedere e ad essere inadeguate.

L’ultima puntata di Report ha toccato di striscio il tema della ricostruzione aquilana semplicemente illustrando in una manciata di minuti due esempi di “ricostruzione virtuosa” legata alle imprese considerate la vera ricostruzione sociale perchè concretizza la speranza di continuare. A Rai 3 sono finiti la Alenia Spazio e la Dompè due esempi di “buona economia” del territorio che però hanno forse lasciato informazioni non così aderenti ad una realtà molto più complessa. Perchè L’Aquila è molto di più di quelle due sole realtà, due esempi che non fanno il totale, e purtroppo da sole Alenia e Dompè non spostano quasi nulla se consideriamo globalmente la “ricostruzione economica”.  

Per bloccare facili strumentalizzazioni (che pure ci sono state) la Cna ha voluto precisare che «il sisma del 2009 non ha prodotto alcun beneficio economico e occupazionale alle imprese artigianali locali. Solo nell'ultimo anno, in provincia dell'Aquila, ci sono state 504 cancellazioni a fronte di 344 nuove iscrizioni, con un saldo negativo di 160 imprese, pari a -2,26%».

A sostenerlo è il direttore della Cna provinciale, Agostino Del Re, sulla base dell'analisi dei dati diffusi da Unioncamere- Infocamere.

«Un trend, quello aquilano, che ricalca l'andamento nazionale», sottolinea Del Re, «dove nel 2017, si sono perse 11mila piccole aziende artigianali, anche se il confronto nell'ultimo biennio resta il migliore degli ultimi 5 anni, con una crescita dei servizi alle imprese (+3,6%), in particolare noleggio e agenzie di viaggio. Andamento in leggera salita anche per i servizi alla persona e di comunicazione, mentre vanno in segno negativo edilizia (-1,4%) e manifattura (-1,5%). Un dato in linea», evidenzia Del Re, «con l'Abruzzo e con la provincia dell'Aquila, dove la ricostruzione post- sisma non rappresenta un elemento di traino e di sviluppo per l'artigianato locale» cioè  tutto l'indotto che ruota intorno ai cantieri della ricostruzione, alle opere specialistiche in subappalto come impiantistica, finiture, falegnameria, che continuano a segnare valori negativi, quanto a numeri e occupazione, pur avendo il territorio un artigianato valido e qualificato.

E se il saldo, in Abruzzo, tra il 2016 e il 2017 è di -600 imprese artigiane, con un calo dell'1,91%, L'Aquila è fanalino di coda in classifica, con 160 artigiani costretti a chiudere bottega nell'ultimo anno. Più giù solo Chieti, dove le imprese perse sono 221.

«Dati utili a capire anche come dare un approcciare differente al sisma 2016 che ha colpito le province dell'Aquila e di Teramo», conclude del Re, «occorre lavorare ad un maggiore coinvolgimento dell'artigianato locale. Pensiamo, ad esempio, alla rinascita dei centri storici e degli antichi borghi e al valore aggiunto che possono dare figure dall'alto profilo professionale come i restauratori, oltre a tutta la manodopera qualificata che il mondo delle piccole imprese rappresenta».



IL 16 APRILE TUTTI A PROTESTARE PER LE TASSE

E la storia si ripete anche sul fronte dei benefici fiscali che finiscono. Una vicenda che si è ripetuta più volte negli anni e che può godere dell’aggravante di diversi pasticci stratificati compiuti da chi ha governato a tutti i livelli in questi anni generando ulteriori grane da risolvere.

Così anche nel 2018 gli aquilani scenderanno in piazza per protestare contro la restituzione delle tasse.

Una manifestazione cittadina è fissata il 16 aprile prossimo alle ore 10.

Si tratta di una proposta fatta in apertura di summit dal vice presidente della Regione Giovanni Lolli che si è tenuto ieri a L'Aquila, per esaminare la vicenda della restituzione delle tasse sospese nel cratere del sisma chiesta dalla Commissione europea che le ha considerate aiuti di Stato poichè mai notificati come prevede la legge.

L'allarme nei territori colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009 è scattato dopo la notifica di circa 350 cartelle esattoriali ad altrettante imprese e partite iva con pagamenti a 30 giorni. Ora si sta discutendo sulla proposta di Lolli e sulle altre iniziative per bloccare le varie azioni.

La discesa in piazza e' stata decisa con un fronte unico dopo ben tre ore di discussione nel summit , convocato dalla Regione, che si e' svolto nel pomeriggio all'aquila nella sede della giunta regionale a palazzo silone.

Oltre alla manifestazione del 16 aprile, in particolare gli imprenditori hanno intenzione di promuovere una marcia su Roma con sit - in davanti a palazzo Chigi. Tra le azioni decise c'e' anche quella del pressing su palazzo Chigi per chiedere un decreto legge che sospenda l'effetto delle cartelle esattoriali in attesa dell'insediamento del nuovo governo che si incaricherà di colloquiare con l'Europa.

A tale proposito, martedì prossimo e' previsto un incontro tra i parlamentare abruzzesi e il presidente del consiglio uscente Paolo Gentiloni e il sottosegretario con delega alla ricostruzione Paola De Micheli. A proposito di parlamentari, oggi ne erano presenti molti: a spiccare l'assenza del senatore Luciano D'Alfonso che e' ancora presidente della Regione. L'obiettivo di tutti i presenti e' quello di riaccendere i riflettori sull'Aquila e il suo circondario prima dell'udienza davanti al Tar fissata per il 18 aprile quando si discutera' il ricorso collettivo di associazioni di categoria, comune e regione contro la nomina da parte del governo del commissario incaricato del recupero delle somme che ha inviato le cartelle esattoriali.


«Ribadirò che l'obiettivo è di dare battaglia a livello politico, civico e giuridico perché il provvedimento sulla restituzione delle tasse è iniquo e intollerabile», ha detto il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi.

Il terremoto non è affatto passato e storia chiusa. E’ ancora tempo di lotta per la sopravvivenza.