LA RIUNIONE STRAORDINARIA

Saga, il mistero sulle dimissioni di Mattoscio. Se n’è andato?

Sabato Santo riunione straordinaria del cda

Redazione PdN

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Tua e Saga. Forza Italia presenta denuncia: «su Mattoscio Regione ha mentito al Ministero»

Nicola Mattoscio (Saga)


PESCARA. Che cosa è successo sabato 31 marzo, ‘sabato santo’, nella riunione straordinaria convocata dal Consiglio d’Amministrazione della Saga?


Dopo l’annuncio della convocazione nulla è trapelato su ciò che sia effettivamente avvenuto.

Pare che la riunione fosse stata convocata per approvare l’uscita di scena del presidente Nicola Mattoscio, qualcuno parla di un ‘naturale fine mandato’, altri di vere e proprie ‘dimissioni’.


Un addio che stona con i toni trionfalistici che provengono sempre dall’aeroporto e che alcuni addebitano proprio alle ultime tormentate vicende che hanno segnato, in maniera negativa, la vita dello scalo regionale. Di certo Mattoscio in più occasioni aveva raccontato a qualcuno di voler andare via. Una decisione maturata già prima della fine dell’anno.

Sicuramente la scelta della data dell’assemblea straordinaria, in piena festività, la dice lunga sull’urgenza della riunione, lasciando presumere, inevitabilmente, colpi di scena.

«Chiediamo direttamente ai vertici di Saga di chiarire l’arcano e di spiegare ai cittadini cosa sta accadendo nel nostro aeroporto e quale sarà il futuro della stessa società», spiega Armando Foschi, membro della Associazione ‘Pescara – Mi piace’, ufficializzando la notizia della convocazione assembleare.

«Sono almeno tre anni, ormai, che stiamo assistendo al lento declino dell’aeroporto di Pescara – ha sottolineato Foschi -, fino a poco tempo fa, scalo di assoluto rilievo, tanto da essere considerato, a pieno titolo, il ‘terzo aeroporto di Roma’, ovvero della Capitale, capace di ospitare collegamenti internazionali, di attirare l’interesse delle maggiori compagnie aeree, e da essere sede dei voli notturni postali. In pochi anni tutto questo, frutto del lavoro intenso condotto dalle precedenti gestioni, è andato disperso».

E Foschi ripercorre quello che è accaduto negli ultimi anni: la battaglia condotta con Ryanair che ha lungamente tenuto sulla corda una regione intera minacciando di tagliare le rotte per Londra, Barcellona e la Germania; poi la perdita dei voli notturni; appena nel giugno del 2017 è arrivato il piatto più indigesto, ovvero il declassamento dello stesso scalo, dichiarato dall’Enav ‘aeroporto a basso traffico’ con il trasferimento di 7 unità operative, e il demansionamento di 11 dipendenti che hanno deciso di restare comunque a Pescara, dove di fatto hanno costruito, negli anni, la propria vita. Quel declassamento significava, in sostanza, la perdita, per Pescara, di un ruolo strategico e rilevante nel panorama degli aeroporti nazionali e internazionali, e il suo essere considerato alla stregua di un piccolo scalo d’emergenza di provincia.

«Non abbiamo mai condiviso le attività messe a segno dall’attuale direttivo della Saga», ricorda Foschi, «chiusa a ogni forma di confronto sul territorio e alla quale più volte abbiamo inutilmente chiesto di mostrare alla città carte e documenti per rendere conto del lavoro svolto mentre la Regione ricorreva, continuamente, alla procedura della ricapitalizzazione per mettere riparo alle lacune di bilancio».

Poi a sorpresa l’ultima novità: voci ben accreditate parlano delle dimissioni del presidente Mattoscio. All’insaputa di tutti è spuntata fuori la convocazione di sabato scorso, giorno del Sabato Santo, vigilia di Pasqua, della riunione straordinaria del Consiglio d’Amministrazione di Saga per approvare quelle dimissioni, che qualcuno sembra voglia far passare come ‘fine mandato’ del Presidente.

«A questo punto – ha aggiunto Foschi – chiediamo, per l’ennesima volta, un’operazione trasparenza alla Governance di Saga, ovvero di chiarire pubblicamente se la notizia sia accreditata e se sia vero».

Ma soprattutto quali siano le motivazioni? Improbabile che un eventuale addio sia dovuto all’inchiesta che la Procura di Pescara ha aperto 2 anni fa e che a questo punto può essere già stata archiviata (visti i tempi trascorsi) nonostante alcune notizie trapelate anche sulla stampa parlassero anche di presunti illeciti di bilancio segnalati dal perito della Procura.