MALUMORI

Fusione nucleare a Manoppello: «l’unico felice per ora è il sindaco che sapeva da gennaio»

Trasparenza e condivisione zero sul mega progetto dell’Enea da almeno 500milioni

Redazione PdN

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Interporto di Manoppello: D’Alfonso scopre un altro “mostro” e denuncia

Interporto di Manoppello


MANOPPELLO. La Regione dice, il Comune fa ma senza dirlo in giro, nè pubblicare documenti e tantomeno organizzare occasioni di condivisione e informazione.

Eppure il progetto Dtt per sua natura è una cosa talmente mastodontica che tenerla riservata è una cosa che riuscirebbe difficile persino nel tranquillo, sonnolento e clientelare feudo d’Abruzzo.

Così dopo sei ore di consiglio snervante il sindaco di Manoppello, Giorgio De Luca, ha illustrato brevemente e in maniera sommaria e non supportata da documenti il progetto che il presidente-senatore D’Alfonso ha voluto sfruttare proponendo l’interporto di Manoppello come sede “naturale” del mega laboratorio scientifico che ambisce a risolvere il problema dei problemi: fonti inesauribili energetiche post petrolio.   

Ma dalle parti di Manoppello nessuno ne sa nulla e quel poco che si può leggere lo si fa sui giornali. Un pò poco per decidere il destino di una terra, destino affidato nelle mani dell’attuale governo regionale che mira a vincere la gara nazionale dell’Enea.


«A sentir parlare di “fusione nucleare”, in tanti si sono allarmati», spiegano dalla minoranza le consigliere comunali del gruppo “Manoppello l’Alternativa”, Barbara Toppi e Antonella Faraone, «e c’era da aspettarselo, non si può dare avvio ad una attività nucleare  senza coinvolgere la cittadinanza interessata e senza dare la massima informazione possibile. Il Sindaco era perfettamente a conoscenza del progetto già dal mese di gennaio. A marzo ha perfino rilasciato un'attestazione di disponibilità a concedere ulteriori aree comunali limitrofe all’Interporto, per possibili ampliamenti, senza neppure interpellare le altre forze politiche presenti in Consiglio Comunale».

«Abbiamo persino un Assessorato alla trasparenza e partecipazione, che fa capo all'assessore Giulia De Lellis, e poi di fronte ad un argomento così importante, si tace», aggiunge la minoranza, «rinnoviamo a gran voce la richiesta avanzata lo scorso 24 marzo, insieme ai consiglieri del gruppo "Futuro in Comune", di un Consiglio Comunale da tenersi in seduta aperta prima del 10 aprile (data in cui sarà reso pubblico il sito prescelto dall’Enea), alla presenza di rappresentanti della Regione, esperti del settore, enti, associazioni e cittadini interessati.  Non possiamo sempre accettare scelte calate dall'alto e avvisare la cittadinanza a fatti avvenuti; abbiamo il diritto di ricevere la giusta informazione da persone competenti su cosa sia la fusione nucleare, sui pro e i contro. Dobbiamo farci un’idea nostra su ciò che si propone di realizzare, a prescindere se esso si farà o meno. Siamo stanchi di non essere protagonisti sul nostro territorio, che appartiene in primis ai suoi abitanti. Basta con le decisioni prese nelle segrete stanze da parte di politicanti che scavalcano la volontà popolare».


Intanto i consiglieri comunali del Pd Lorenzo Esposito e Katia Colalongo, insieme al gruppo consiliare l'Alternativa, hanno chiesto ufficialmente che si convochi un Consiglio comunale ad hoc nel quale si parli a fondo e nei particolari del progetto dell’Enea.