DENUNCIA BIS

Concorsone Sasi, dopo l’indovino anonimo Febbo presenta denuncia

«Bisogna arginare gestione poco trasparente»

Redazione PdN

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Concorsone Sasi, dopo l’indovino anonimo Febbo presenta denuncia

Mauro Febbo


ABRUZZO. Il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, ha depositato un esposto sul concorsone della Sasi alla Procura della Repubblica e via pec anche alla Procura della Corte dei Conti, all’  Autorità Anticorruzione e Collegio Sindacale Sasi.


Una decisione arrivata dopo che un anonimo ha azzeccato i nomi di 54 vincitori su 64 (con una schiera di oltre 1.200 partecipanti).

Tutti precari poi stabilizzati, come ha spiegato il segnalatore nella lettera recapitata a Febbo.

L’anonimo aveva scritto al presidente della Commissione Vigilanza inserendo in una busta chiusa una lista di nomi e cognomi, indicati come vincitori del concorso-avviso per l’assunzione a tempo indeterminato di personale tecnico e amministrativo pubblicato dalla Sasi Spa.

Ma già prima, Febbo aveva già segnalato l’illegittimità del concorso perchè in contrasto con la legge Madia che prevede per le società in controllo pubblico, il blocco fino al 30 giugno 2018, di nuove assunzione a tempo indeterminato, se non attingendo, con le modalità stabilite da un decreto ministeriale, all’elenco dei lavoratori dichiarati eccedenti a seguito della ricognizione del personale in servizio alla data del 30 settembre 2017».

Tutte precisazioni inserite anche nel nuovo esposto.


«Il presidente della  Sasi deve capire che i tempi sono cambiati e certi metodi di assunzione sono un’offesa al rispetto delle norme, alle regole della trasparenza e, cosa più importante, alla stessa meritocrazia soprattutto in un momento così difficile che vede i nostri ragazzi sempre più spesso costretti a lasciare l’Abruzzo», spiega Febbo, annunciando di aver firmato la denuncia.

L’esponente di centrodestra spiega che il suo documento non vuole essere in nessun modo un atto ostile o ledere i diritti e i posti di lavoro di coloro che negli anni hanno maturato esperienze e professionalità.


«DENUNCIA CONTRO L’ARROGANZA»

«Il mio esposto nasce, non per colpire i lavoratori precari che dovevano e devono essere stabilizzati, ma contro chi agisce arrogantemente senza rispettare norme e leggi continuando a calpestare le regole della meritocrazia e della trasparenza. I lavoratori precari possono stare tranquilli, non sarà la mia azione a danneggiare e ledere i loro diritti pregressi, e oggi ulteriormente acquisiti, perché dovranno essere regolarizzati secondo quello che già prevedono le disposizioni vigenti».

Febbo si dice dispiaciuto del fatto che le stesse Organizzazioni Sindacali diano il proprio assenso a tutto ciò solo perché si prospettano nuove assunzioni.

«Queste nuove operazioni contrastano palesemente con la situazione economica finanziaria deficitaria in cui versa la SASI e ricordano quanto accaduto all’ACA di Pescara e di recente al CAM della Marsica. Nel bilancio della  SASI vengono evidenziate situazione debitorie, deficitarie e di impossibilità di certezza di partite creditorie, che fanno temere a una prossima richiesta di procedure concordatarie e concorsuali che danneggerebbero l’intera economia territoriale oltre che a mettere a rischio i posti di lavori. Altro che regolarizzazione e nuovi posti di lavoro. Di questo si dovrebbe occupare il Presidente Baserebbe, magari individuando le opportune e idonee strategie risolutive, piuttosto che dedicarsi a continui viaggi romani (tutte a spese della collettività) per chiedere protezioni ed indicazioni».