IL VERBALE

Mare-Monti.  Ecco che cosa disse il testimone che ha tentato l’estorsione a D’Alfonso

Una storia lunga 20 anni di un appalto truccato, di enti pubblici piegati e accuse prescritte

Redazione PdN

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d'alfonso sindaco

D'Alfonso ad una inaugurazione nel 2005


ABRUZZO. «Una vicenda di criminalità economica davvero inquietante, che da un lato configura una nuova e più “evoluta” forma di esercizio della corruzione, dall’altro costituisce il segnale dell’avvenuta destrutturazione del procedimento di evidenza pubblica, relegato al ruolo di mero simulacro, una formale veste giuridica cucita su di una pervicace ed apparentemente invincibile volontà di saccheggio delle risorse pubbliche».

Parole del giudice Luca De Ninis nel lontano 17 aprile 2010 inserite nell’ordinanza che disponeva l’arresto di Carlo Strassil nell’ambito dell’inchiesta Mare-Monti la strada mai finita (di cui si è interessato anche come presidente di Regione Luciano D’Alfonso).

L’Anas affidò alla Toto spa i lavori dopo una licitazione privata tenutasi a Roma tra ottobre e novembre 2000, con base d’asta di  61,4 miliardi di lire. L’azienda abruzzese offrì appena 32,6 miliardi «con la preordinata intenzione di non darvi corso e di ottenere, invece, approvazione di perizia di variante (sulla quale, sin dall’inizio potevano contare, a causa dell’illecito accordo concluso tramite il presidente della Provincia Luciano D’Alfonso, per tale ragione concorrente nel reato..)», scriveva De Ninis.

Dopo 8 anni il processo è andato prescritto per tutti, compreso D’Alfonso che però ha chiesto di essere assolto nel merito e dunque ha rinunciato alla prescrizione.

Nel frattempo l’appena eletto senatore è stato vittima di una presunta estorsione dal tecnico Giuseppe Cantagallo, proprio l’unico testimone sulla faccia della terra che lo abbia mai accusato in ogni epoca. Un record da Guinnes per il progettista occulto della Mare-Monti che si appaia all’altro record di essere anche l’unica persona ad aver tentato una estorsione a D’Alfonso, peraltro via mail...

Cantagallo voleva 130mila euro (secondo lui l’equivalente del prezzo del lavoro svolto per redigere il progetto nel 1999) in cambio della sua mancata testimonianza (o verosimilmente la ritrattazione della stessa).

Una sortita tardiva (perchè arriva 10 anni dopo la prima testimonianza resa alla Forestale) ma tempestiva perchè l’emal estorsiva parte esattamente il giorno dopo in cui la stessa Forestale gli avevano notificato la comparizione in udienza per confermare la sua testimonianza (l’udienza saltò a novembre ed ora è stato convocato per il 10 aprile 2018).

Prima, il 29 marzo 2018, Cantagallo sarà ascoltato in merito all’accusa di tentata estorsione ed in quella sede potrà ammettere gli addebiti o negarli.

Cantagallo poteva essere già ascoltato durante il processo Housework ma versava in precarie condizioni di salute ed il pm Varone vi rinunciò.


COSA DISSE CANTAGALLO: IL VERBALE

Ma cosa disse Cantagallo nel 2008?

E’ il 1 settembre 2008, l’Abruzzo viveva il tempo delle “grandi inchieste”, c’era già stato  il Ciclone montesilvanese e da un mese e mezzo Sanitopoli, D’Alfonso sarebbe stato arrestato tre mesi e mezzo dopo per l’inchiesta Housework dalla quale lui e gli altri sono usciti completamente assolti da tutti i 40 capi di imputazione.

Cantagallo davanti a Forestali e carabinieri raccontò:


«Nel 1986 la Comunità Montana propose una strada di collegamento tra Montesilvano e Penne. I progettisti erano Arch. Alimonti, Arch. Giancaterino, Ing. Capone, Ing. Palumbo, Ing. Petrucci, Ing. Sablone. I predetti professionisti dopo aver ricevuto l’incarico si misero in contatto con me in quanto ero una persona esperta conosciuta in zona. L’ing. Capone mi commissionò il lavoro ed io lo realizzai. Il lavoro che io ho realizzato è stato consegnato alla Comunità Montana Vestina, che lo ha approvato ed ha commissionato un 1° Lotto esecutivo che riguardava un tratto di strada di circa un chilometro. Il tratto di strada non è stato mai realizzato ma io sono stato liquidato dall’Ing. Capone con la somma di circa 5 milioni delle vecchie lire. Dopo circa 10 anni, nell’anno 1996, sono stato contattato nuovamente dall’Ing. Capone in  quanto c’era la volontà politica per la riattivazione del progetto preliminare e definitivo per la realizzazione della strada Mare-Monti. Dopo la presentazione del progetto definitivo, l’allora Presidente della Provincia di Pescara Luciano D’Alfonso premeva per la redazione del progetto esecutivo e mi convocò in Provincia»



8 APRILE 1999 IN PROVINCIA DI PESCARA

«In quell’occasione, precisamente l’ 8.04.1999, presenti io, Luciano D’Alfonso, Rocco Petrucci, il Geom. Leombroni della Provincia e l’Ing. Rossini, venne decisa la revoca dell’incarico ai professionisti precedentemente nominati dalla Comunità Montana e contestualmente l’incarico fu affidato all’Ing. Rossini che doveva effettuare solamente il calcolo delle strutture in cemento armato (muri, viadotti e ponti). A detto professionista fu stabilito di erogare un compenso di 30 milioni delle vecchie lire, mentre a me fu affidato l’incarico “a parole” per la redazione dell’intero progetto esecutivo.(...) Inoltre, mi fu promesso l’affidamento di altri incarichi».


L’INVESTITURA DA D’ALFONSO

«Ricordo bene che fu Luciano D’Alfonso a dirmi espressamente di occuparmi della progettazione, mentre fu Rocco Petrucci a dirmi che sarei stato ricompensato con gli affidamenti diretti sopra menzionati. Effettivamente, in seguito, nell’estate del 1999, il Rocco Petrucci mi affidò il piano particellare per quanto attiene la Mare-Monti, che mi venne poi retribuito con un bonifico di circa 11.000 euro direttamente sul mio conto acceso presso la banca BCC di Penne; poi nel 2001 ho ricevuto un altro affidamento, sempre da parte del Rocco Petrucci, presumo su disposizioni del Luciano D’Alfonso, tenuto conto degli accordi della riunione del 08/04/1999, per la somma di 5.000 euro per realizzare il piano quotato per la realizzazione del Ponte sul Fiume Tavo».


IL GEOMETRA DELLA TOTO SPA

«Nel periodo aprile-maggio 1999, io ero alle prese con la redazione dell’elenco prezzi necessario per la redazione del computo metrico ed avevo dei dubbi su alcuni prezzi; poiché il Luciano D’Alfonso mi aveva detto di procedere celermente, lo contattai rappresentando le mie difficoltà nella redazione di detto elenco; lui mi invitò, per risolvere il problema, a contattare un certo Rapposelli, comunicandomi il telefono dell’ufficio dello stesso. Preciso che il D’Alfonso si limitò a dirmi che era un geometra, senza specificare altro. Non so se ho ancora il numero di telefono, ma quando chiamai quel numero scoprii che era quello della Toto spa di Pescara».


ALTRI PAGAMENTI DALLA PROVINCIA

Il giorno dopo Cantagallo viene riconvocato per concludere la sua verbalizzazione.

Racconta che nel 1999 ricevette altri pagamenti dalla Provincia dell’allora presidente D’Alfonso di 30 mln di lire per la redazione del progetto esecutivo della Mare-Monti.

Cantagallo ricorda di essere stato aiutato dal geometra Di Giansante impiegato nello studio tecnico di Petrucci e dipendente della Regione Abruzzo per velocizzare il lavoro.

Il tecnico lavora ma richiede altri soldi e D’Alfonso gli promette altri 30 milioni e una assunzione all’Anas e di altri lavori da parte dello stesso ente.

Nell’autunno 1999 Cantagallo consegnò al tecnico ufficiale Rossini il progetto esecutivo presentato all’Anas che richiese 17 chiarimenti ai quali lo stesso tecnico rispose.

Il 27 marzo 2000 il progettista ufficiale Rossini, D’Alfonso e Lucio Marcotullio consegnarono i chiarimenti.


MANCATA GRATITUDINE

Poi Cantagallo racconta di non riuscire più a vedere e incontrare D’Alfonso:


«all’epoca non riuscivo a spiegarmene il motivo, mentre in seguito sono giunto alla conclusione che forse lui si aspettava di ricevere da me parte dei soldi erogatimi dalla Provincia. Ad essere sinceri, se lo avessi intuito prima, considerato il mio stato di bisogno dell’epoca, con una famiglia da sostenere con tre figli all’università, probabilmente avrei anche acconsentito».

Poi Cantagallo sta male ed è ricoverato per due volte e lavora meno, dirada i contatti, siamo verso la fine del 2000 inizio 2001.

Nel frattempo vi fu l’affidamento a Toto.



L’INCONTRO AD INIZIO 2001

«All’inizio del 2001 ho avuto modo di incontrare più volte Luciano D’Alfonso, spesso nell’ufficio di Marcotullio, e nel corso degli incontri si parlava prevalentemente degli sviluppi della Mare-Monti. Di tutti questi incontri ne ricordo due in particolare: uno avvenne presso l’ufficio di D’Alfonso, ancora in allestimento in via Del Circuito di Pescara, dove mi accompagnò con la macchina il mio assistente (Geometra Gianluca Melone) nel corso del quale il D’Alfonso mi chiedeva in quale modo potesse aiutarmi, prospettandomi un’immediata pensione da parte del Collegio dei Geometri di Roma oppure l’affidamento di lavori da parte dell’Anas e/o della Provincia di Pescara. Tuttavia tutte le promesse rimasero tali, non vennero mai mantenute».



RIUNIONE ALLA BRIONI: TOTO PAGO’ UN MILIARDO DI LIRE

«Un altro (incontro) avvenne nell’ufficio di Lucio Marcotullio presso la Brioni Roman Style di Penne; eravamo presenti io, Lucio Marcotullio e Luciano D’Alfonso. Quest’ultimo, nell’occasione, aveva con sè una fotocopia della gazzetta ufficiale che pubblicava l’aggiudicazione della gara d’asta indetta per la realizzazione della Mare-Monti, che era stata definita come opera di interesse nazionale. Mentre parlavamo di questo aspetto, che in pratica era una sorta di assicurazione per l’erogazione dei fondi, rivolgendosi a Lucio Marcotullio, D’Alfonso chiese se poteva parlare liberamente in mia presenza e Marcotullio replicò dicendo che con me poteva stare tranquillo. Allora, Luciano D’Alfonso, in maniera entusiasta, disse che per fortuna Toto era riuscito a riprendersi l’appalto, spiegando che inizialmente l’asta se l’era aggiudicata una ditta del Nord Italia, se non ricordo male dell’Emilia Romagna, mentre in seguito Toto era riuscito a riprendersela pagando un miliardo delle vecchie lire alla ditta stessa affinché si ritirasse, in modo tale che la Toto potesse subentrare come secondo miglior offerente. Spiegando la cosa, D’Alfonso la commentava positivamente ed in maniera entusiasta dicendo testualmente, tra l’altro, “…con Toto ci si può parlare!… è un’azienda vicina al nostro gruppo … ”. Ricordo bene che l’incontro avvenne prima della consegna dei lavori alla ditta Toto».



DOPO LA CONSEGNA DEI LAVORI: INCONTRO PER FUTURA VARIANTE

Cantagallo continua a raccontare fatti, circostanze, nomi ed aneddoti per arrivare a metà 2001 quando D’Alfonso lo convocò per un altro incontro il cui tema doveva essere la futura variante dei lavori assegnati a Toto.

La riunione si tenne al Comune di Penne iniziata alle ore 9 ma Cantagallo venne convocato solo qualche ora dopo.

Il verbale continua:


«Una variante io avevo già capito che sarebbe sopraggiunta dai discorsi dell’epoca di D’Alfonso che faceva spesso riferimento alla stessa (...)

Quando arrivai, alle ore 11.00 circa, trovai nell’ufficio il sindaco Paolo Fornarola, Lucio Marcotullio, Carlo Toto (che mi venne presentato in quell’occasione, tant’è vero che Fornarola gli chiese di darmi del lavoro, ma questi disse che se ne sarebbe riparlato in seguito), Luciano D’Alfonso (questi mi salutò e se ne andò subito), Rapposelli (dipendente della Toto spa, che mi venne presentato in quell’occasione, ma con il quale io avevo già parlato telefonicamente per conoscere i prezzi da inserire nel capitolato) e due Ingegneri che mi vennero presentati come dipendenti della stessa Toto spa; entrando in ufficio notai aperta sulla scrivania una planimetria (scala 1:5.000) sulla quale era già stata tracciata una variante alla Mare-Monti che sicuramente aveva portato Carlo Toto, che prevedeva una sostanziale modifica del tracciato con l’inserimento di un viadotto; io riconobbi la planimetria perché sulla stessa, che non recava più l’intestazione originale, c’era il mio progetto e sopra vi era stata tracciata a matita una variante; i presenti mi chiesero cosa ne pensavo ed io, esaminando la variante, replicai seccato, anche perché mi avevano chiamato due ore dopo l’inizio della riunione,  “ … ma cosa me lo chiedete a fare? … ormai l’avete già studiata voi!...”. Terminata la riunione, andammo via tutti quanti insieme e gli elaborati tecnici con la bozza di variante li portarono via i tecnici della Toto spa. Voglio precisare anche un altro particolare, in quella sede io non mi resi conto che la variante entrava nella riserva naturale, perché quando avevo realizzato il progetto mi era stato detto di seguire il Prg comunale ed io avevo ricalcato a grandi linee il percorso fognario del Comune per evitare di dover affrontare dislivelli eccessivi».