RIFIUTI E CONSENSI

Discarica Atri, incarico ad un legale per impugnare Piano rifiuti che frena l’ampliamento

La denuncia del comitato: «oltre al danno pure la beffa»

Redazione PdN

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Discarica Atri: «ampliamento previsto da 10 anni»

 

 

 

ATRI. Il commissario straordinario del Consorzio Piombo Fino, Laura D’Alessandro, ha dato incarico all'avvocato Lorenzo Passeri di Pescara (tra gli 8 e i 9 mila euro) di impugnare la legge regionale che di fatto impediva l'ampliamento della discarica Consortile Santa Lucia di Atri.

Non l'hanno presa affatto bene dal Movimento Civico ‘Atri non si tocca’ che da mesi scongiurano l’ampliamento del sito, limitrofa, tra l’altro, all’Oasi Regionale del WWF dei Calanchi.

La procedura era stata iniziata dall’allora Commissario Straordinario del Consorzio Piomba Fino, Italiani, nominato dal presidente della Regione Abruzzo D’Alfonso e portata avanti dal nuovo Commissario Laura D’Alessandro, sempre nominata con atto del Presidente della Regione e già candidata alle ultime elezioni regionali in una delle liste dell’attuale maggioranza regionale di centrosinistra.

La Regione, «tardivamente», ricordano oggi dal Movimento civico, modificò il Piano Regionale dei Rifiuti e già allora i cittadini avanzarono il timore che si stesse assistendo ad una farsa in quanto, nonostante i toni trionfalistici soprattutto del Sottosegretario Regionale Mazzocca e del Consigliere Monticelli per aver bloccato l’ampliamento (portato avanti da Commissari nominati dalla loro parte politica), il Consorzio Piomba Fino andò avanti per la sua strada pubblicando il Bando Europeo per la gestione della discarica in questione.

Ora il nuovo atto, quello firmato il 15 febbraio 2018 con il quale il Commissario ha dato incarico legale per fare ricorso al TAR contro le modifiche della Legge Regionale che avrebbero impedito l’ampliamento della discarica.

 

«Oltre al danno anche la beffa quindi», dicono dal movimento, «perchè vediamo pure pesare sulle casse del Consorzio, che riceve anche somme di denaro pubbliche derivanti dalle quote annuale versate dai Comuni consorziati e quindi di fatto ricadenti sulle tasche dei cittadini, il gravoso costo di un ricorso al TAR».

«Non vogliamo più sottostare a questo che ci sembra essere un teatrino sulla pelle dei nostri cittadini e siamo pronti, sempre nel rispetto della civiltà e delle leggi, alla mobilitazione generale contro lo scempio rischioso per l’ambiente e la salute (ed economicamente dannoso per la svalutazione delle abitazioni presenti nelle vicinanze) che comporterebbe l’ampliamento della discarica», chiude il comitato.