LA SOCIETA' FA ACQUA

Cam, Tribunale Avezzano da l’ok per il concordato preventivo

Entro il 16 luglio dovrà essere presentata la domanda

Redazione PdN

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Cam, Tribunale Avezzano da l’ok per il concordato preventivo

 

 

 

AVEZZANO. Il Tribunale di Avezzano, ufficio fallimentare, ha dato via libera al concordato preventivo e nominato tre commissari giudiziali per il Consorzio acquedottistico Marsicano, l’ente pubblico che gestisce il servizio idrico in 35 Comuni.

 

 

La strada è ancora in salita ma il passo più importante è stato fatto se si considera che quattro anni fa era arrivato il no da parte del Tribunale. A questo punto si può guardare avanti e pensare alla salvaguardia dei posti di lavoro, al risanamento del debito e alla continuità del servizio.

Ieri i giudici hanno fissato il termine del 16 luglio 2018 (dunque 120 giorni di tempo in tutto) per il deposito della proposta che dovrà arrivare insieme ad una domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti.

Dunque da questo momento sono i tre commissari Giacomo D'Attorre, Riccardo Tiscini e Valerio Dell'Olio a dover vigilare sull'attività della società.

Tre in tutto, «viste», si legge nel decreto di ammissione, «le caratteristiche dimensionali della società e della complessità della procedura».

Entro 15 giorni dovranno essere depositati 80 mila euro in cancelleria, sul conto corrente aperto dai commissari giudiziali.  A loro spetterà anche il compito di avvisare i giudici di un eventuale mancato rispetto del termine.

A questo punto ci sono una serie di obblighi informativi che dovranno avere una periodicità mensile:  servirà una relazione riepilogativa degli atti di ordinaria è straordinaria amministrazione, una relazione per arrivare a un accordo di ristrutturazione, e un report sulle progressive verifiche in corso sulla veridicità dei dati aziendali e sulla fattibilità del Piano concordatario.

Oltre agli obblighi informativi che sono stati imposti dal tribunale, la società potrà andare avanti con gli atti di ordinaria amministrazione e dovrà però richiedere l'autorizzazione del tribunale  per gli atti urgenti di straordinaria amministrazione.

Quella del concordato preventivo è parsa nelle scorse settimane l’ultima spiaggia per la società travolta dai debiti.

Nei mesi scorsi la nuova governance ha scovato  13 milioni di euro di debiti non registrati, che vanno ad aggiungersi ai circa 80 milioni accumulati negli anni.

Le carte sono state inviate anchealla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, per l’accertamento delle responsabilità connesse allo stato di grave dissesto.

 

a.l.