SANITA'

Atto aziendale Asl Chieti, il documento diverso dagli atti propedeutici

Febbo: «dopo 4 versioni siamo alle comiche»

Redazione PdN

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Atto aziendale Asl Chieti, il documento diverso dagli atti propedeutici


CHIETI. Una mancata corrispondenza dell’atto aziendale della Asl di Chieti approvato a febbraio scorso con gli atti propedeutici (DM 70/2015 e i successivi decreti commissariali) fa ipotizzare come alla base dell’approvazione ci sia stata una valutazione politica e non tecnica.

Il dubbio lo avanza il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, che fa notare come le criticità e i timori sollevati in questi mesi vengano tutti confermati dalla delibera del Direttore Generale numero 322 del 14 marzo con la quale si recepisce il parere della Giunta regionale.


Secondo Febbo, però, si continuerebbe a penalizzare l’Ospedale di Chieti con il declassamento da UOC a UOSD di Chirurgia Vascolare e Pneumologia, la sottrazione di Dermatologia, spostata ad Ortona e, unico caso in Italia laddove ci sono i Policlinici Universitari, non sono state denominate Clinica Medica e Patologia Medica ma semplicemente Medicina Generale 1 e Medicina Generale 2.

Inoltre, non sono state denominate Patologia Chirurgica e Clinica Chirurgica ma anche qui, genericamente, Chirurgia Generale  e Chirurgia Oncologica.

Febbo spiega anche che vengono confermate tutte le «modifiche penalizzanti»  per l’Ospedale di Vasto con la trasformazione da UOC a UOSD di Gastroenterologia e la mancata previsione di Emodinamica (nonostante i tanti incontri e le tante promesse). Per l’Ospedale di Atessa non è previsto il tanto sponsorizzato Ospedale di Area Disagiata, promesso sotto campagna elettorale.

Inoltre, la delibera n.322 del direttore generale non prevede il Pronto Soccorso per la Stabilimento di Ortona, mentre modifica ancora l’atto aziendale per l’ Area Tecnico Amministrativa e per altri contenuti descrittivi e organizzativi dell’atto aziendale di appena tre mesi fa per cui  si torna necessariamente e nuovamente a chiedere il parere di compatibilità alla Regione.

« Credo – conclude Febbo – che bisogna smetterla con la demagogia. Una programmazione sanitaria seria e credibile deve essere fondata sui dati, casistiche, conoscenza delle realtà sanitarie attive e domanda di bisogni che non compaiono mai negli atti propedeutici alla classificazione dei Reparti. Inoltre, è essenziale che questa analisi venga svolta nel pieno rispetto delle strutture e delle attività esistenti e non sui capricci, molte e troppe volte cangevoli del governo regionale. In sanità le specificità devono essere salvaguardate, i lavoratori tutelati e gli assistiti garantiti. Questo è quanto si aspettano gli abruzzesi».