DIMENTICANZE

Concessione ‘Valle Reale’, slitta aggiudicazione: Regione non nomina segretario

E da Canistro ancora accuse a Colella: «fa meglio a stare zitto»

Redazione PdN

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Palazzo della Regione

POPOLI. Nulla di fatto questa mattina: la Commissione giudicatrice della gara per la Concessione di acque minerali ‘Valle Reale’ nei comuni di Popoli e San Benedetto in Perillis è saltata perchè la Regione Abruzzo non ha nominato il segretario.

Dunque la seduta pubblica è stata rinviata a data da destinarsi.

Un mese fa la Santa Croce dell’imprenditore molisano Camillo Colella, con una diffida legale, aveva invitato formalmente la Regione Abruzzo a bloccare l’attività di sfruttamento della sorgente in questione,  perché la concessione alla Gran Guizza, del gruppo San Benedetto, sarebbe scaduta lo scorso 10 febbraio.

Negli ultimi due anni, la captazione sarebbe andata avanti  a seguito di proroghe: secondo la società del patron Camillo Colella, l’ultima proroga, concessa il 10 maggio 2017 in attesa del nuovo bando di gara, prevedeva il termine del 10 febbraio.

E proprio contro Colella si scagliano in queste ore il sindaco di Canistro Antonio Di Paolo e l’assessore competente Ugo Buffone.

I due spiegano, con il supporto legale degli avvocati del Comune Salvatore Braghini e Renzo Lancia - che la Santa Croce ha beneficiato non di una ma di ben 3 proroghe, e ciò è agli atti della Regione, mentre la concessione gli è stata revocata nell’ottobre 2015 per irregolarità del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) e nel gennaio 2016 il TAR ha annullato il bando della regione.

«Colella - affermano sindaco e assessore - ha avuto le sue chance ma invece di incrementare un’azienda lanciatissima nel mercato delle acque minerali ha progressivamente ridotto il personale rompendo le trattative con la Regione, perché voleva portarlo al di sotto delle 40 unità. Di qui una crisi irreversibile che è all’origine della frattura sociale con i lavoratori, i quali non sono stati più pagati, e oggi, pur dopo aver viste riconosciute le loro ragioni dal Tribunale, ancora non ricevono quanto loro spettante. Come può proprio Colella parlare di danno erariale e violazione di norme quando sui suoi beni grava un sequestro di 30 milioni per evasione fiscale e su di lui  una condanna penale emessa dal Tribunale di Milano per il reato di corruzione tra privati. E’ una vergogna. Farebbe meglio a tacere Colella e a non sviare le sue responsabilità attuali, atteso che proprio il Comune ha allertato le Autorità competenti per verificare quale acqua viene imbottigliata nello stabilimento. Ed anzi sollecitiamo ancora una volta Regione, ASL, NAS e Procura ad intervenire tempestivamente per fare chiarezza, a tutela della salute dei consumatori, i quali sono fortemente disorientati dalla presenza di prodotti sotto il marchio Santa Croce contenenti acque minerali di provenienza eterogenea, senza dimenticare che qualche mese fa è stato sequestrato un lotto di acqua Santa Croce immessa nel mercato con una presenza di muffa che supera i limiti fissati dal D.Lgs. 08.10.2011 n. 176».