GAS LACRIMOGENO

Operatori turistici, culturali e ambientali contro la centrale Snam

Il 21 aprile a Sulmona grande manifestazione per dire no

Redazione PdN

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PIANA SULMONA PACENTRO


SULMONA. Il 9 marzo, con decreto dirigenziale, il Ministero dello Sviluppo Economico ha concesso l’autorizzazione finale alla realizzazione della centrale di compressione gas della Snam in Valle Peligna.

Il provvedimento è stato emanato in extremis da parte di un governo dimissionario, che invece di sospendere qualsiasi decisione in merito, ha speditamente concluso la procedura autorizzativa.

Tutto ciò a fronte delle contrarietà delle Istituzioni parlamentari, regionali, provinciali, comunali e soprattutto delle intere popolazioni interessate.

Queste ultime decisioni hanno spontaneamente spinto operatori del settore culturale, turistico ed ambientale a sottoscrivere un documento finalizzato a ribadire e rafforzare la contrarietà al progetto della Snam S.p.a.

«E’ importante ribadire», ricorda il fronte No Snam, «che l’articolo 9 della nostra Costituzione recita che “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura…tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione” e chi vive quotidianamente nel campo della promozione e dell’associazionismo culturale, della ristorazione, dell’accoglienza e informazione turistica, dell’agricoltura specializzata, ben conosce la necessità di mantenere intatto e tutelato il patrimonio ambientale e culturale, che verrebbe irrimediabilmente compromesso dalla realizzazione dell’opera in oggetto. Non serve ricordare che Sulmona “città d’arte” conserva un centro storico tra i più belli d’Abruzzo, che la località di Case Pente è un sito archeologico di notevole interesse, che Pacentro è uno dei “Borghi più belli d’Italia” e porta d’ingresso del Parco Nazionale della Majella, luogo di estrema bellezza naturalistica, di ricchissime specificità animali e botaniche nonché importante meta di ricerca e turismo ambientale. CNN Travel, Forbes, New York Times sono solo alcune tra le testate della stampa internazionale che hanno descritto recentemente lo straordinario paesaggio di questi luoghi e della regione Abruzzo».



I PROBLEMI

Gli oppositori sostengono che l’impatto visivo ed acustico, nonchè le emissioni che verranno prodotte dalla centrale, avranno ripercussioni, oltre che sulla salute dei cittadini, sulla bellezza paesaggistica del sito, «creando una contraddizione di fatto alla naturale vocazione del territorio ed impedendone uno sviluppo consono».

E’ per questi motivi che il Comitato chiede a tutti, cittadini, operatori economici, forze sociali e politiche, «di unire energie e voci in difesa di quanto ci è stato lasciato in eredità e di cui siamo solo custodi e responsabili. Il nostro patrimonio può e deve essere preservato, per il suo valore intrinseco ed anche in chiave di sviluppo di opportunità turistiche, culturali e sociali».