LA DENUNCIA

Omicidio Neri, la mamma: «cacciati dall’azienda perchè onesti al contrario della mia famiglia»

«Alessandro era avvelenato per quello che era successo»  

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

25274

Omicidio Neri, la mamma: «cacciati dall’azienda perchè  onesti al contrario della mia famiglia»




PESCARA.  Parole dure, durissime, quelle che in queste ore delicatissime ha riferito la mamma di Alessandro Neri, Laura Lamaletto, ai microfoni Rai di Daniela Senepa del Tg3 Abruzzo.

Per la prima volta, pubblicamente, la donna, ha raccontato dei problemi con la sua famiglia d’origine, i Lamaletto, non risparmiando critiche durissime, in un momento in cui gli inquirenti stanno scavando proprio tra i dissidi familiari per risalire ai killer di Alessandro.

Cadono alcune barriere e la donna si libera di quanto teneva dentro e che nei giorni scorsi aveva pure smentito, forse consigliata.  

Così la mamma di Alessandro ha raccontato quello che avvenne improvvisamente a novembre del 2014: «mia madre e mio fratello (Camillo Lameletto, ndr), si presentano nel mio ufficio e mi dicono “hai tre ore di tempo per liberare il tuo ufficio”. Me ne sono andata perchè volevo proteggere la mia famiglia. Ho abbandonato qualsiasi cosa. Massimiliano (uno degli altri tre figli, ndr) era già negli Stati Uniti, l’altro era a Dublino. Ale sempre vicino alla famiglia. Lui è tutto d’un pezzo, come mio marito. Io ho sposato l’onestà che è la cosa all’antitesi della mia famiglia. Ci hanno messo in mezzo ad una strada perchè non mi piegavo al loro volere».

Un addio improvviso, dunque, che sarebbe coinciso anche con i problemi di salute di Gaetano Lamalletto, proprietario della tenuta.

A quel punto il fratello Camillo avrebbe quindi chiesto di prendere in mano la gestione, poi affidata a suo figlio, Gaetano Junior a partire dalla primavera del 2015.     


Per i primi tempi Laura avrebbe tentato comunque di restare in azienda ma la convivenza sarebbe stata veramente impossibile. I Neri avevano problemi economici notevoli, i Lamaletto offrirono un aiuto mensile di 2 mila euro ma poco dopo chiusero i rubinetti.

Le famiglie non hanno più rapporti anche se pare che recentemente Alessandro e il cugino avessero ripreso a frequentarsi, seppure in modo conflittuale e con quel tarlo che si agitava sempre nella testa.



«ALE ERA AVVELENATO»

Intanto proprio in queste ore i carabinieri non confermano che il cugino di Alessandro sia realmente partito il giorno prima della sparizione del ragazzo.


Di sicuro non è nella casa di via Mazzini, presa in affitto dai suoi genitori, e non è nemmeno nella casa dei nonni a Giuliano Teatino. Ma potrebbe essere ovunque, anche essere rimasto in Italia.

Sempre la mamma di Alessandro ha chiarito i rapporti tra i due ragazzi : «non ho capito subito perchè Ale non mi avesse chiamato, ho pensato che era pieno di problemi perchè i problemi c’erano e ci sono e quindi pensavo avesse bisogno di stare da solo. Poi ho avvertito come una sensazione che fosse in pericolo, non lo so… Quando gli amici hanno trovato vicino alla casa ‘dei signori’ (intende i Lamaletto, ndr) ho pensato che Ale… aveva dente avvelenato dopo questa cosa, avesse avuto voglia di fare qualcosa in più per me. Comunque lo sapremo.... Non rimango in piedi per gli altri miei figli ma solo per vedere la faccia di chi ha ucciso Alessandro e se c’è un mandante voglio vedere anche quella faccia».



ANCORA ASCOLTATI IN CASERMA

Intanto oggi pomeriggio i carabinieri del capoluogo adriatico stanno ascoltando i familiari di Alessandro. Si tratta del padre Paolo Neri e del fratello del giovane, Massimiliano. Con loro anche il marito della sorella del padre. Paolo Neri e' gia' stato ascoltato nei giorni scorsi. Mentre per il fratello, rientrato ieri sera da Miami, si tratta della prima volta.