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Teatro romano di Teramo, tecnici ristudiano progetto

Le immagini diffuse in passato non sono quelle definitive

Redazione PdN

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Teatro romano di Teramo, tecnici ristudiano progetto


TERAMO. Ieri mattina presso la sede Municipale di via Carducci, si è svolto un incontro per esaminare lo stato della progettazione relativa al recupero funzionale del Teatro Romano di Teramo.

Nel corso dell'incontro sono state ripercorse le fasi sia amministrative che tecniche propedeutiche alla realizzazione del progetto, ad iniziare dal Protocollo di Intesa sottoscritto il 22 dicembre 2009 tra  Regione Abruzzo, Provincia di Teramo, Comune di Teramo, Direzione Regionale del MIBAC, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, Fondazione TERCAS.

Dall’intesa si è sviluppato l’iter del procedimento, che ha avuto un fondamentale passaggio con lo studio di fattibilità realizzato da Giovanni Carbonara, Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio e Restauro dei Monumenti all’Università La Sapienza di Roma, il quale, su esplicito incarico conferito dal Comune e previsto nel citato Protocollo di Intesa,  aveva presentato quattro diverse ipotesi di recupero.

Tra queste, il 17 Dicembre del 2010, il Consiglio Comunale di Teramo scelse quella redatta dallo Studio di Architettura Giuseppe Bellomo di Palermo, ritenuta la più coerente rispetto all’obiettivo di coniugare le finalità di  recupero funzionale del Teatro Romano con quelle più generali di riqualificazione e valorizzazione del contesto urbano ed edilizio entro il quale esso si colloca.

Ieri mattina, quindi, la Sovrintendente ha evidenziato l’assoluta rilevanza che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo attribuisce al progetto di riqualificazione strutturale del Teatro di Teramo per il quale, come noto, ha stanziato la somma di un 1.500.000 euro cui si aggiungerà la somma già accantonata dalla Fondazione Tercas di pari importo, nonché il residuo importo da parte della Regione Abruzzo.

Si è dato atto della piena collaborazione che si sta realizzando tra la Sovrintendenza e i progettisti, per consentire il recupero dello storico manufatto e la futura piena fruibilità dello stesso sia da parte della collettività che degli studiosi.

I tecnici progettisti hanno precisato che le immagini finire sui giornali nei giorni scorsi non sono più attuali, in quanto si sta sviluppando un'altra ipotesi progettuale per il cui completamento sarà necessario realizzare una serie di indagini prospettiche sul sito.

Quando sarà pronto sarà illustrato all'opinione pubblica locale e alle associazioni, nel corso di un apposito evento.

La procedura prevede poi, anche l'acquisizione del palazzo Salvoni in ordine al quale si stanno effettuando le verifiche sia strutturali che catastali, ai fini del successivo abbattimento.