INESATTI

Spese condominiali, Comune Pescara chiede pagamenti ma sono già prescritti

Un inquilino: «calcoli errati e non più esigibili»

Redazione PdN

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Spese condominiali, Comune Pescara chiede pagamenti ma sono già prescritti



PESCARA. Condomini morosi, il Comune di Pescara batte cassa, ma chissà quanto riuscirà a recuperare.

Da una stima fatta all’inizio dell’anno in Commissione era emerso che decine e decine di residenti risultano morosi e occupano gli immobili senza corrispondere l’affitto da anni.

Dal 1983 ad oggi, come era già emerso nei mesi scorsi nel corso di una Commissione Controllo e Garanzia, l’amministrazione comunale ha accumulato un credito di circa un milione e mezzo di euro di affitti non riscossi.

Su 781 inquilini, circa 250 risulterebbero morosi per uno o più canoni non pagati.

Ci sarebbero famiglie che hanno accumulato un debito nei confronti del Comune di oltre 35mila euro. E c’è chi sospetta casi di evasione totale, cioè affitti mai pagati negli ultimi 35 anni.



LE SPESE CONDOMINIALI

Il Comune (attraverso l’Agenzia delle Entrate- Riscossione non dell’Avvocatura) starebbe tentando di colmare il buco ma, sulle quote imputabili alle spese condominiali alcuni residenti (nel frattempo divenuti proprietari per aver riscattato l’immobile) segnalano errori.


«Le richieste che stanno arrivando da Palazzo di città» spiega Antimo Nick Di Meola,  «sono quelle relative all'anno 2011 ma ci sono calcoli errati e soprattutto si tratta di somme  non esigibili perchè ampiamente prescritti».

Nella sua lettera al Comune Di Meola cita l’articolo 2948 del Codice civile a corredo di un messaggio chiarissimo: signori, io non pago.


Le spese condominiali, infatti, si prescrivono in cinque anni, se si tratta di spese condominiali fisse come ad esempio la pulizia o la manutenzione ordinaria di un edificio.

Un discorso a parte vale, invece, per le spese relative ai lavori di straordinaria manutenzione, per i quali il termine di prescrizione si amplia e coincide con quello ordinario decennale.

Ma da quando comincia a decorrere la prescrizione? Su questo punto si è già ampiamente espressa la Cassazione (sentenza 15288/2005), secondo la quale è la delibera di approvazione della spesa a far generare il credito in capo al Condominio , e non, ad esempio, il momento del saldo della fattura, che può essere anche antecedente.

E il riscossore che si sta muovendo adesso per crediti del 2011 è ampiamente fuori tempo.


GLI AFFITTI

Oltre alle spese di gestione dei condomini, come detto, c’è anche la nota dolente degli affitti mai pagati.

Alle famiglie prive di reddito viene applicato un canone di 12,91 euro al mese, mentre l’affitto di una casa popolare non supera i 147,88 euro per chi ha un reddito. Ma spesso, secondo il Comune, non si paga.

Insomma  recuperare il dovuto sembra quasi una impresa impossibile e si calcoli pure che secondo i dati ufficiali, il fenomeno della morosità si sarebbe addirittura accentuato dopo la delibera del 2008, con cui l’amministrazione ha concesso agli inquilini che non pagano di potersi mettere in regola con una dilazione dei versamenti.


A chi non paga non succede praticamente nulla: da Palazzo di Città  non sono mai partiti, in tanti anni, sfratti per morosità. Dunque dopo gli avvisi, i mancati pagamenti scatta la procedura di decadenza ma non si dà nemmeno seguito.  

Così il buco da 1,5 milioni di euro rischia di allargarsi sempre più.

Tra l’altro le case popolari gestite dal Comune di Pescara sono l’oggetto di un esposto inviato alla procura di Pescara nel quale si contestano una serie di fatti incolpando l’ente pubblico di aver negato diritti, trasparenza e di non fornire spiegazioni da oltre un decennio.

Alessandra Lotti