LA PROTESTA

Università L’Aquila, borse di studio e Campomizzi: sit in in Consiglio regionale

Gli idonei non beneficiari aspettano 1 milione di euro

Redazione PdN

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Università L’Aquila, borse di studio e Campomizzi: sit in in Consiglio regionale

L’AQUILA. Gli studenti e le associazioni studentesche aquilane stamattina davanti la sede del Consiglio regionale dell'Aquila, per denunciare la questione dei cosiddetti "idonei non beneficiari" delle borse di studio universitarie.

In tutto Abruzzo, gli studenti che hanno diritto alla borsa di studio regionale sono 5749; di questi, però, solo il 65% (3708 studenti) ne beneficia effettivamente, mentre gli altri 2041 studenti (più di uno su 3) sono al momento lasciati in un limbo in cui non è chiaro se e quando la riceveranno. Questa situazione è dovuta al mancato stanziamento di fondi sul diritto allo studio da parte della Regione.

La copertura è necessaria, spiegano le  associazioni, per garantire a studenti in situazioni di bisogno un loro diritto costituzionale: l’accesso agli studi a prescindere dalla condizione socioeconomica di partenza; un diritto che la Repubblica, nella fattispecie le Regioni per loro competenza, si impegna a garantire. Ma da dicembre la Regione non fornisce risposte o garanzie su questo tema

La manifestazione ha anche il sostegno dell’Adsu che proprio ieri ha chiesto al Comune di L’Aquila la convocazione del tavolo con il Ministero della Difesa, l’Agenzia del Demanio e la Regione per definire e sottoscrivere il nuovo contratto che garantisca la presenza degli studenti nella residenza di Campomizzi fino a quando non saranno disponibili le nuove residenze universitarie, già nel programma triennale 2018-2020 approvato dal Cipe il 22 dicembre 2018.

Il presidente dell'Adsu, Beomonte Zobel, ha denunciato che la Regione non ha nè approvato i bilanci dell'Azienda, nè trasferito i fondi per le borse di studio degli studenti, oltre un milione di euro.

E quella delle borse di studio è un’altra nota dolente: Zobel ha ricordato che le Adsu finanziano al 100% le borse, grazie a fondi regionali e nazionali, da almeno 15 anni.

«Abbiamo oltre 300 studenti idonei alla Bds ma non beneficiari e ci auguriamo che la regione intervenga».


La stessa Regione che non ha risposto alla lettera dell’Adsu che chiedeva il rimborso degli oltre 500.000 euro di mancati introiti per l’esenzione dalla tassa regionale per il diritto allo studio a favore degli studenti residenti nel cratere sismico di Amatrice, fondi sottratti ad “altri studenti meritevoli e bisognosi”.