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Processo Bussi in Cassazione ma c’è lo sciopero degli avvocati e incombe la prescrizione

Il WWF: «Attendiamo fiduciosi la sentenza e la bonifica»

Redazione PdN

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Bussi: la tomba dei veleni d’Italia

ABRUZZO. È in calendario domani, martedì 13 marzo, l’udienza per il processo di Bussi davanti la Corte di Cassazione, alla quale si sono rivolti gli imputati condannati in secondo grado dalla Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila.


L’udienza è tuttavia a rischio per lo sciopero proclamato dagli avvocati.

In verità il codice deontologico dei legali stabilisce che non debba esserci astensione dalle udienze qualora sia imminente la data di prescrizione del reato e nel caso di Bussi il disastro ambientale sarebbe prescritto tra appena un mese.

In ogni caso lo sciopero, qualora fosse confermato dai legali interessati al caso a dispetto di quanto previsto dalla deontologia professionale, determinerebbe un allungamento dei tempi: il termine per la prescrizione potrebbe e anzi dovrebbe essere spostato per consentire il recupero dell’udienza eventualmente saltata.

«La Giustizia – commenta il delegato Abruzzo del WWF Italia Luciano Di Tizio – dovrà necessariamente avere modo di esprimersi chiudendo finalmente questa lunghissima pagina. La nostra associazione, parte civile con l’avv. Tommaso Navarra sin dall’inizio del procedimento, attende fiduciosa il responso della Corte. Resta il fatto che il territorio, al di là della decisione definitiva che attendiamo presto, sarà veramente risarcito soltanto con una totale bonifica dei terreni contaminati».


A Roma Bussiciriguarda (Ecoistituto- Mila Donnambiente- Italia Nostra – Marevivo) sarà presente in udienza con alcuni esponenti del Comitato e con gli avvocati Veronica Dini e Pierluigi Tosone.


«Non ci piace, ma ci dispiace ricordare come la discarica Tremonti continui  tutt’oggi a percolare il suo contenuto nelle acque del fiume, essendo “parata” solo da palancolature assolutamente insufficienti, realizzate dal Commissario Goio  dopo decine e decine di denunce di Bussiciriguarda e con una piccola parte dei soldi dal parlamento stanziati per richiesta dell’allora senatore Legnini e di pochi deputati della vallata pescarese», denunciano le associazioni.


L’OMICIDIO DELL’ORSO

Sarà invece certamente aggiornata ad altra data l’udienza, in calendario sempre per domani davanti al Tribunale di Sulmona, del processo a carico del 64enne di Pettorano sul Gizio accusato di ucciso un orso bruno marsicano nel settembre del 2014. L’astensione degli avvocati in questo caso comporterà inevitabilmente un ulteriore rinvio. Si tratterà soltanto di stabilire la data della nuova convocazione. Il WWF, rappresentato dall’avv. Michele Pezone, anche in questo procedimento penale si è costituito parte civile.


PERCHE’ LO SCIOPERO

Processi penali a rischio domani e dopodomani in tutta Italia e non solo in Abruzzo. La protesta è contro la mancata approvazione della riforma dell'ordinamento penitenziario ed è stata proclamata dall'Unione delle Camere penali, che ha anche organizzato per domani una manifestazione nazionale a Roma. L'ultimo Consiglio dei ministri prima delle elezioni avrebbe dovuto varare in via definitiva il cuore della riforma, e cioè l'unico decreto attuativo che ha già avuto i pareri delle Commissioni competenti di Camera e Senato e che amplia l'accesso alle misure alternative al carcere: sia innalzando il limite di pena per poter fruire dell'affidamento in prova ai servizi sociali sia modificando l'articolo 4 bis della legge penitenziaria, che esclude in via automatica la concessione dei benefici ai responsabili di determinati tipi di reati.

Modifiche criticate dalla Commissione Giustizia del Senato. Contro ogni previsione della vigilia però il testo - che prevede anche una maggior tutela del diritto all'assistenza sanitaria, equiparando l'infermità psichica a quella fisica - è finito in stand by: il governo ha approvato altri tre decreti sulle carceri, rimandando la parte più importante della riforma alle settimane successive ,anche per tener conto delle "indicazioni del Parlamento".


Una scelta dettata da ragioni elettorali, hanno protestato i sostenitori della riforma, penalisti in testa, che temono una definitiva battuta d'arresto per via dell'imminente fine della legislatura. Quella degli avvocati non è affatto una battaglia solitaria.

La loro mobilitazione ha il sostegno dell'associazione Antigone e di Rita Bernardini del Partito radicale che per la riforma, assieme a migliaia di detenuti, ha attuato un lungo sciopero della fame. E i penalisti sono tra i firmatari di un appello al governo, che vede in campo uno schieramento ampio e variegato.