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Omicidio Alessandro Neri, assassinio per colpire famiglia ricca ritornata dal Venezuela?

Comunità venezuelana sotto shock. Tra le ipotesi che si valutano anche il passato in Sud America

Redazione PdN

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Omicidio Alessandro Neri, assassinio per colpire famiglia ricca ritornata dal Venezuela?


PESCARA. Vanno avanti senza sosta le indagini per risalire al killer di Alessandro Neri, il giovane di 29 anni scomparso lunedì scorso e trovato morto giovedì pomeriggio nei pressi del cimitero di San Silvestro.


Come riporta Il Messaggero in un articolo di Paolo Vercesi gli inquirenti non escludono alcuna pista (ad eccezione del suicidio non compatibile con lo sparo al torace e la posizione del corpo), nemmeno quella della pista venezuelana dal momento che Alessandro era il rampollo di una famiglia ricchissima. Una fortuna accumulata in Venezuela dal nonno, poi tornato in Italia con tanti soldi. E tanti affari che possono aver creato gelosie, forse addirittura il movente per un omicidio.

Ci si domanda anche se ad uccidere il giovane sia stato di un killer professionista o qualcuno che lo conosceva bene. Proprio il colpo d’arma da fuoco al petto lascia intuire che si sia trattato di una vera e propria esecuzione. Un gesto incomprensibile per una città tutto sommato tranquilla come Pescara.

Ma chi poteva volere la morte del ragazzo? Gli inquirenti stanno scandagliando le amicizie, le frequentazioni e anche il passato dei suoi parenti.


IL RAMPOLLO DI UNA RICCA FAMIGLIA

Alessandro, che lavorava nell’azienda vitivinicola di famiglia, ‘Il Feuduccio’ di Orsogna, era infatti rampollo di una ricca famiglia, grazie alla fortuna del nonno fatta in Venezuela. E a questo punto ci si domanda se i suoi affari potrebbero aver creato gelosie e spinto fino al terribile gesto.

Papà Paolo è un  orafo a Firenze, mentre la mamma Laura appartiene  alla famiglia dei Lamaletto, originaria di Giuliano Teatino, che grazie a nonno Gaetano in passato ha fatto fortuna in Venezuela nel ramo dell’edilizia.

Poi qualche anno fa la decisione di tornare in Abruzzo e scappare da un paese violento e pericoloso, non si sa se per scappare da qualcosa o da qualcuno. Qui la vita, hanno riferito amici e conoscenti, scorreva tranquilla.

Per nessuno di quelli che lo conoscevano Alessandro era il tipo da fare colpi di testa o frequentare ambienti strani.



IL PORTAFOGLIO

Manca ancora all’appello il portafoglio del ragazzo. Alessandro, stando quanto riferito dai familiari agli investigatori, lo aveva con sè.

Nella stradina sterrata dove è stato trovato il corpo, invece, i carabinieri hanno isolato tracce di pneumatici. Fondamentale sarà capire se siano compatibili con la vettura di Alessandro.

Il titolare della pizzeria di via Mazzini, a Pescara, che si trova proprio a pochi passi dal parcheggio dove è stata trovata la vettura  avrebbe dichiarato agli inquirenti che quella automobile martedì non c’era. Una versione che sarebbe confermata anche da alcune telecamere della zona che hanno ripreso il passaggio della vettura, la mattina presto di mercoledì. Qualche ora dopo è stata segnalata, individuata e portata via per i rilievi del caso.

A questo punto sarà fondamentale capire a quando risale la morte del giovane, se sia stato ammazzato subito o se la morte risalga a qualche giorno dopo. Chi ha messo l’auto lì? Alessandro o il killer? I rilievi sulla vettura daranno risposte anche in questo senso.



LA COMUNITA’ VENEZUELANA IN ABRUZZO

Intanto la comunità venezuelana in Abruzzo (circa 500 persone) esprime il proprio cordoglio e in una nota ufficiale scrive: «da ogni parte del mondo arrivano messaggi di cordoglio alla famiglia Neri-Lamaletto, alla quale, tanti di noi sono legati da una decennale amicizia. Proprio per questo motivo ci  permettiamo di esprimere pubblicamente lo sgomento per una notizia a cui non riusciamo a dare nessuna spiegazione. Siamo testimoni di una famiglia normale, madre amorevole, nota anche al mondo imprenditoriale abruzzese. Non abbiamo mai avuto nè abbiamo nessun tipo di elemento che ci potesse far immaginare una cosa del genere».


TELEFONO SPENTO LUNEDI’ SERA
Novità potrebbero arrivare dai tabulati telefonici della vittima e dalle ultime persone con cui il 29enne e' entrato in contatto. Il telefono del ragazzo, che ha consentito di individuare la zona e poi di trovare il corpo senza vita di Alessandro con l'ausilio dei cani molecolari, e' stato acceso fino a lunedi' sera e poi si e' spento. Gli inquirenti hanno anche eseguito una perquisizione nell'abitazione del giovane, acquisendo vario materiale, tra cui dei vecchi telefoni.
Ascoltati piu' volte i familiari del 29enne, che hanno fornito indicazioni utili in questa fase dell'attivita' di indagine.
Intanto un ufficiale del Ris esperto di balistica sta seguendo l'autopsia. Dall'esame autoptico del medico legale Cristian D'Ovidio, si potranno accertare i tempi della morte, da quale distanza e' stato esploso l'unico colpo che, apparentemente, avrebbe ucciso Alessandro. Determinare la distanza da cui il colpo e' partito potrebbe chiarire il tipo di luogo in cui si e' consumato il delitto, un'automobile o un ambiente piccolo.