ANTICIPAZIONI

Inchiesta appalti Regione Abruzzo: D’Alfonso verso archiviazione

11 filoni tra il quale quello principale su appalto di Palazzo Centi da 13 mln di euro

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

990

Nomina Mattioli Zooprofilattico: verso l’archiviazione le due indagini per falso e abuso

Fabio Picuti

 

L'AQUILA.  Verso la richiesta di archiviazione della posizione del presidente della Giunta regionale dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, nell'ambito dell'inchiesta della procura della Repubblica dell'Aquila relativa all'appalto per il restauro di palazzo Centi, sede della presidenza, gravemente danneggiato nel sisma del 6 aprile 2009.

 

La notizia viene rilanciata dall’Ansa dopo molte settimane di silenzio assoluto sulle sorti delle inchieste che via via sono diventate più voluminose e sembravano persino insidiose.

Magari per gli altri indagati ma non per D’Alfonso candidato senatore per il Pd.  

Da fonti interne al Tribunale trapela che dal voluminoso carteggio non emergerebbero responsabilità penali a carico di D'Alfonso e, nelle prossime settimane, la procura aquilana potrebbe presentare istanza di archiviazione al Gip.

La maxi inchiesta, arrivata a 11 filoni e oltre 30 indagati, era coordinata dal pubblico ministero Antonietta Picardi, nel settembre 2017 trasferita presso la procura generale della Corte di Cassazione.

Il procuratore capo, Michele Renzo, ha affidato i vari filoni ad altri pm. Nel caso di palazzo Centi, il testimone è stato raccolto dal sostituto Fabio Picuti.

Sulla ricostruzione di palazzo Centi gli indagati emersi pubblicamente finora sono 11 tra funzionari regionali, imprenditori e tecnici. Secondo quanto si è appreso, per alcuni ci sarà la richiesta di rinvio a giudizio. Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono di corruzione, turbativa d'asta, falso ideologico e abuso d'ufficio.

La commessa, molto ambita, ha un valore di circa 13 milioni, messi a gara con ritardo e cambi di commissioni dalla Regione come stazione appaltante: secondo l'accusa sarebbero state attuate procedure per favorire la Iciet Engineering di Castelli (Teramo), arrivata terza, il cui titolare, Eugenio Rosa, è attualmente sotto inchiesta.

Estranea all'inchiesta la vincitrice, Edil Costruzioni Generali di Venafro (Isernia) con un ribasso del 35%. Attualmente i lavori sono fermi in attesa del pronunciamento della giustizia amministrativa alla quale ha fatto ricorso l'impresa teramana Cingoli Nicola e Figlio Srl, conosciuta all'Aquila per le numerose commesse nell'ambito della ricostruzione privata. I lavori nei mesi scorsi erano cominciati anche dopo il dissequestro dei documenti da parte della procura.

 

Come detto i filoni sono 11 ed è probabile che il rallentamento sia dovuto al cambio del pm. Si attende ora di conoscere la sorte dei vari filoni tra i quali non mancano stralci inviati ad altre procure come quella di Pescara.

 

D’ALFONSO: «GRAZIE ALLA MAGISTRATURA»  

«Ringrazio la magistratura per l’opera di analisi scrupolosa sulla vicenda. Sottolineo che ho sempre continuato a lavorare con tranquillità realizzativa, anche dopo aver conosciuto le esigenze di accertamento della Procura, senza dare mai spazio agli sballottamenti tipici dell’emotività e della paura, poiché convinto della liceità del mio operato, sempre orientato all’esclusivo interesse pubblico anche quando l’azione amministrativa si presentava difficile, complessa e bisognevole di coraggio».

E’ il commento  a caldo di D’Alfonso che aggiunge: «Ad oggi ho messo in campo 45 mesi lavorando 16 ore al giorno senza mai cedere ad una visione attendista, anche quando denuncisti isolati hanno scommesso tutte le proprie energie per farmi perdere tempo.

Sono sicuro che la stampa farà la sua parte nel far sapere la notizia, così come è accaduto quando essa si diffuse un anno fa, arrivando in qualche caso a mettere a repentaglio il delicato lavoro condotto nel cuore del cratere sismico».