VIOLENZA IN FAMIGLIA

Pescara, 10 anni di percosse e minacce. Donna denuncia l’ex compagno

L’ultimo episodio la sera dell’ultimo dell’anno con lei che finisce al pronto soccorso

Redazione PdN

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Pescara, 10 anni di percosse e minacce. Donna denuncia l’ex compagno

   

PESCARA. Dieci lunghi anni di vessazioni psicologiche, minacce, botte. Poi la donna ha detto basta dopo essere finita, la sera dell’ultimo dell’anno, al pronto soccorso con una profonda ferita alla testa.


Adesso l'uomo, Y.R. 35 anni di Pescara,  ha un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex compagna e dovrà attenersi almeno a 500 metri di distanza da lei.  E’ quanto stabilito dal gip Elio Bongrazio su richiesta del pm Rosangela di Stefano.

 

Dalle indagini, portate avanti dalla Squadra Mobile di Pescara diretta da Pierfrancesco Muriana, è emerso che l'uomo avrebbe maltrattato l’ex convivente picchiandola frequentemente con pugni e calci per futili motivi ma soprattutto per la sua ossessiva gelosia.

Durante i frequenti litigi l'avrebbe anche minacciata di morte. Sarebbero state decine e decine di telefonate e messaggi dal contenuto minatorio e ossessivo anche quando la donna ha chiuso la relazione e ha trovato rifugio a casa dei suoi genitori.

 

La ex compagna ha raccontato che già all'inizio della loro relazione, 9 anni fa, lui era stato manesco, in più occasioni, per futili motivi, ma lei non aveva mai denunciato per paura di ritorsioni e sperando, comunque, che lui potesse cambiare.

 

Anche dopo essere rimasta incinta lui non ha smesso di assumere comportamenti prevaricanti e secondo la donna se in quei mesi lui non ha mai alzato le mani è stato solo perché lei era andata via di casa.

La vittima ha descritto quella del convivente come una gelosia ossessiva che non le avrebbe permesso di avere una vita sociale normale. Lei poteva uscire soltanto con lui, le era vietato frequentare altre amicizie e lui minacciava le persone che su Facebook le lasciavano un like.

 

 Quando lei ha tentato di chiudere la storia è andata a casa dei genitori e ha portato con sè anche il figlio.

Ma lui non si è rassegnato ed ha cominciato ad inviarle numerosissimi messaggi chiedendole di ritornare a casa, minacciando di suicidarsi e minacciandola di morte qualora avesse deciso di frequentare altre persone.

 

L’ULTIMA LITIGATA LA NOTTE DI CAPODANNO

 

Un crescendo di rabbia culminata la notte di capodanno quando lui si è presentato a casa della ragazza pretendendo di rimanere lì. Ad assistere alla scena anche il figlio di 5 anni: l'uomo lo ha preso in braccio per portarlo via .

La donna ha cercato di farselo riconsegnare. Lui, non curante nemmeno della sofferenza del figlio, con la mano libera ha afferrato la testa della donna scaraventandola contro la parete delle scale.

A causa dell'urto violento la donna ha riportato una profonda ferita: è stata accompagnata dall'ospedale dove sono stati necessari anche dei punti di sutura e i sanitari le hanno detto che la ferita era talmente profonda che si vedeva l'osso cranico.

L'anno nuovo è cominciato con nuove minacce telefoniche da parte dell'uomo.

 Il giudice nell’ordinanza di custodia cautelare descrive l'uomo come una «persona violenta e priva di autocontrollo» e pone l’accento sulla «gratuità delle violenze verbali e morali volte unicamente a fini di sopraffazione».

Il divieto di avvicinamento richiesta dal pm secondo il giudice e la misura più idonea a salvaguardare «l’integrità psicofisica della donna  e la libertà personale dell’indagato».

a.l.