TASSE UGUALI

Piattaforme petrolifere devono pagare Ici, Imu, Tasi: Comune Vasto incasserà 2,5 mln

Legittimi gli accertamenti tributari notificati per la piattaforma Rospo Mare C

Redazione PdN

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Rospo Mare - Edison

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VASTO. La Commissione Tributaria Provinciale di Chieti ha depositato otto sentenze sugli altrettanti ricorsi promossi dalla Edison S.p.A  avverso avvisi di accertamento ICI, IMU e TASI del Comune di Vasto.

Con tali provvedimenti, la Commissione Tributaria ha rigettato i ricorsi della società, accogliendo la tesi del Comune di Vasto sulla legittimità degli accertamenti tributari notificati e relativi alla Piattaforma “Rospo Mare C”.

La somma complessiva degli accertamenti impugnati è di quasi 2,5 milioni di euro.

La società è stata condannata anche al pagamento delle spese di giudizio.

L’Amministrazione comunale ringrazia particolarmente l’Ufficio Tributi e l’Avvocatura Comunale che «con un notevole impegno comune hanno “combattuto” in tutte le sedi per veder confermato il principio della legittimità dei Comuni nel richiedere il pagamento dell’ICI, dell’IMU e della TASI anche alle piattaforme petrolifere presenti lungo le coste dei nostri mari».

La Cassazione esattamente due anni fa aveva stabilito l'imponibilità delle piattaforme petrolifere in particolare con la sentenza 3618 del 24 febbraio 2016 (le strutture dovevano essere accatastate nella categoria D/7). Secondo tale pronuncia, le piattaforme devono pagare l’imposta locale sugli immobili come qualsiasi altra officina, magazzino o attività commerciale.

Il Consiglio dei Ministri aveva provato a rendere non imponibili le piattaforme, anche con effetto retroattivo, in quanto queste –secondo un decreto legge poi non approvato - non costituirebbero fabbricati iscrivibili in catasto.

La nuova interpretazione da parte della Cassazione invece permette ai Comuni di far partire gli avvisi di accertamento per le imposte arretrate, che le varie aziende petrolifere impugnano davanti alle varie commissioni tributarie.

Era già successo nei mesi scorsi a Pineto quando il Comune si è vista riconoscere la maxi cifra di 6 milioni di euro.

A livello nazionale si stima un contenzioso intorno alle 119 piattaforme petrolifere censite nel mare italiano, che vale almeno 300 milioni di euro, e che abbraccia tutte le imposte fino al 2016, somme che in alcuni casi sono già state acquisite o considerate nei bilanci degli enti locali.