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Sit-in a Pineto contro lo sversamento in mare di 340.000 metri cubi di fanghi

Associazioni ambientaliste e di categoria, AMP, Amministrazioni e cittadini in difesa del mare

Redazione PdN

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Sit-in a Pineto contro lo sversamento in mare di 340.000 metri cubi di fanghi




 

 

 

 

 

PINETO. Domenica scorsa nonostante la pioggia circa 150 persone hanno partecipato al sit-in lanciato dal WWF contro lo sversamento di sedimenti derivanti dai lavori di dragaggio del porto di Ortona nel tratto di mare vicino al Sito di Interesse Comunitario “Torre del Cerrano”.

 

 

Oltre ai rappresentanti locali, regionali e nazionali del WWF, al sit-in hanno preso parte il Presidente dell’Area Marina Protetta, Leone Cantarini, il Sindaco di Pineto, Robert Verrocchio, il Vicesindaco di Città Sant’Angelo, Alice Fabbiani, rappresentanti di Legambiente, ProNatura, Lega Navale, Silvi in Comune, Cittadinanzattiva, Comitato di quartiere Silvi Nord, delle Associazioni di categoria Alberghiamo, NAPA e Federalberghi, nonché di partiti e movimenti politici come 5 Stelle e Liberi e Uguali, oltre ad una rappresentanza di richiedenti asilo ospitati a Roseto degli Abruzzi.

 

Tutti hanno concordato sulla necessità di impedire alla Regione Abruzzo di sversare 342.694 mc di materiale proveniente dal dragaggio del porto di Ortona nel sito denominato ABR01D, a 6 km dal confine dell’Area Marina Protetta “Torre di Cerrano” e ad appena 2,5 km dalla zona contigua di protezione esterna.

«Le aperture degli ultimi giorni da parte della Regione sono sicuramente un importante passo avanti, frutto della mobilitazione partita fin dalla fase delle osservazioni», hanno detto i rappresentanti del Wwf. «È importante però che queste aperture si tramutino in atti concreti e quindi nel ritiro delle autorizzazioni concesse».

 

La volontà comune emersa nel corso degli interventi è quella di continuare a seguire la vicenda sino alla sua positiva conclusione.

 

Per il WWF è importante che la Regione Abruzzo si apra all’ascolto e al confronto sulle questioni ambientali.

Da parte dell’Amministrazione comunale di Pineto vi è «la volontà assoluta di preservare la biodiversità e soprattutto l'immagine del sistema marino a confine con l'Area Marina Protetta e Sito d'Interesse Comunitario, asse strategico dell'offerta turistica per la nostra regione, basata sullo sviluppo, sulla tutela e sulla valorizzazione del mare e della costa».

 

«La posizione di Pineto su questa questione – dichiara il sindaco Verrocchio - è stata sempre chiara, nessuno vuole ostacolare i lavori del porto di Ortona, struttura di importanza strategica della Regione. Attendiamo però fiduciosi che la politica tutta, insieme ai tecnici, lavori per trovare una soluzione alternativa che non pregiudichi un altro asse trainante della Regione che è il turismo ambientale».

Sabato scorso, invece, c’è stato l’incontro pubblico organizzato dalla Associazione Silvi Nuova dal tema "Come salvarsi da un mare di rifiuti. Bonifica della discarica sotto l'arenile sud e Sversamento dei fanghi del porto di Ortona a ridosso dell'Area Marina Protetta".

 

All'incontro, moderato dal giornalista Ferruccio Benvenuti, sono intervenuti Augusto De Sanctis del Forum H20 e il Presidente dell'AMP Torre del Cerrano Leone Cantarini. In un'ampia e dettagliata relazione, De Sanctis ha spiegato che il sito scelto per l'immersione dei fanghi dalla Regione, con la determina del 6 febbraio 2018, fu usato fino ad una decina di anni fa. Da allora mai più utilizzato tant'è che quello previsto nel 2011 fu fermato da una inchiesta della magistratura a seguito di vari esposti. Per De Sanctis l'area mostra segni oggettivi di stress ambientale ed è incredibile che invece di pensare a come rimediare si pensi di aggravare la pressione antropica con questo progetto, tra i più grandi e invasivi degli ultimi anni in Italia. Il Presidente dell'AMP ha prodotto una serie di documenti che mostrano come, al di là delle buone intenzioni, nulla sia stato fatto per bloccare l'intento della Regione.