CONSEGUENZE

Precari Provincia Pescara, prima tranche di risarcimento da mezzo milione di euro per i 62 licenziati

L’Ente condannato a versare in totale 841 mila euro

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

1653

Precari Provincia Pescara, prima tranche di risarcimento da mezzo milione di euro per i 62 licenziati

 

 

 

 

PESCARA. Nel 2010 62 lavoratori dei CPI della Provincia di Pescara, che per la maggior parte lavoravano con contratti a tempo determinato negli uffici del Lavoro, furono licenziati dalla Giunta Testa, dopo il mancato accordo sul percorso di stabilizzazione avviato dalla giunta precedente.

Il 20 aprile 2017 la Corte d’appello dell’Aquila, Sezione Lavoro e Previdenza, ha condannato la Provincia di Pescara al pagamento di 10 mensilità (al posto delle 20 richieste) per i 56 che avevano proposto un ricorso collettivo, ai quali, qualche giorno fa, è stata pagata dagli uffici provinciali la somma corrispondente a 5 mensilità, oltre gli interessi.

 Dopo l’approvazione del bilancio preventivo dell’Ente, il 27 dicembre scorso, nel quale il Consiglio ha approvato la legittimità del debito fuori bilancio per l’importo complessivo di 841.000,00 euro (comprendenti anche le spese legali) per chiudere il contenzioso, e il parere espresso dall’Assemblea dei Sindaci, in questi giorni la Provincia, con determina del dirigente del settore finanziario, ha liquidato la prima tranche di risarcimento, corrispondente 451.163.00 euro per 56 ex lavoratori, comprendente anche l’80% degli interessi complessivi. 
«Questa somma, di cui l’attuale amministrazione non è minimamente responsabile», commenta Antonio Di Marco, «pesa inevitabilmente come un macigno sulle casse di un Ente che è in continuo affanno e ha dovuto tagliare qualsiasi spesa non strettamente indispensabile. Non era il momento per poter affrontare questi debiti, che si sommano ad altri debiti accumulati dalla precedente amministrazione. E la cosa più paradossale è che i Centri per l’Impiego sono rimasti privi di personale professionalizzato, in grado di far fronte alle esigenze degli uffici del Lavoro, ora svuotati di funzioni e servizi per un’utenza sempre più numerosa».

Ma i precari non assolvono del tutto Di Marco ed in una lettera aperta accusano: «anche Lei Presidente non è immune da responsabilità, visto che continua ad accanirsi con un ulteriore ricorso in Cassazione sulla nostra pelle. Finora la Sua giunta ha deciso di ricorrere per ben due volte alla Corte di cassazione e sappiamo bene, lo sa anche Lei, che se ci fosse stata la volontà di tutte le forze politiche, compresa la Sua, di restituirci il lavoro, i centri per l' impiego e tutti gli sportelli provinciali al pubblico cittadino sarebbero ancora perfettamente funzionali ed efficienti. Cosa che oggi non si può proprio dire. Un ex precario che dopo aver perso il lavoro prende i soldi,  ma non può usarli perché deve aspettare la prossima sentenza della Corte di cassazione, col rischio di dover restituire una cifra gia ridotta da 20 a 10 mensilita' e da 10 a 3, grazie ai Suoi due ricorsi alla corte di cassazione ed un ennesimo grado di giudizio che Lei ha voluto insieme alla Sua giunta e che si pronuncera' fra 2 o 3 anni, certo non puo' ritenersi soddisfatto.  Mi dica Lei se può ritenersi soddisfatto.   Non lo sia, perche' la verita è che, anche se siamo in campagna elettorale, Lei come Guerino Testa e Giuseppe de Dominicis siete responsabili a pari merito».