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Pescara, approvato mercatino etnico. Maggioranza Alessandrini salva

Centrodestra: «opera sbagliata nel luogo, nella sostanza, nel metodo»

Redazione PdN

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Mercato senegalesi Pescara, via libera al trasferimento e stop alla merce contraffatta

Durane il consiglio straordinario





PESCARA.  La lunga vicenda del Mercatino, dallo sgombero del 2016 alle centinaia di emendamenti di questi giorni, è giunta al termine.



Dopo oltre 19 sedute, il Consiglio Comunale ha approvato ieri il progetto di realizzazione dell’area da destinare a mercato etnico e dell’integrazione. Il Comune stanzierà 250 mila euro. La delibera è passata con 16 voti favorevoli, 12 contrari 27 presenti.

A questo punto il risultato è doppio: gli ambulanti riavranno le loro postazioni ad un centinaio di metri di distanza da dove era collocato prima e la maggioranza Alessandrini è salva.

Dalla notte del 16 maggio 2016 sono state oltre 10 delibere di Giunta (le prime nel 2015), un Consiglio straordinario, decine di Consigli ordinari, 19 solo quelli di quest’ultima approvazione con 868 emendamenti e centinaia di subemendamenti discussi.

Emendamenti e subemendamenti di centrodestra e 5 stelle che hanno riguardato per la maggior parte l’altezza dei cancelli, la distanza dei muretti, la larghezza delle porte e la distribuzione delle telecamere.

Entusiasti dell’approvazione Daniela Santroni, capogruppo di Sinistra Italiana al Comune di Pescara, e Ivano Martelli, consigliere comunale e Candidato per Lineri e Uguali all’Uninominale di Pescara. I due nei mesi scorsi hanno richiamato più volte all’ordine il sindaco Alessandrini minacciando anche di uscire dalla maggioranza nel caso in cui la delibera sul mercatino non fosse andata in porto.

 «Ci siamo impegnati con la comunità senegalese per intraprendere un percorso comune e trovare una soluzione», dicono oggi Santroni e Martelli. «Dall’opposizione non è mai pervenuta in questi giorni nessuna proposta alternativa che fosse anche minimamente fattibile e praticabile. Per i 5 stelle e il centro-destra non si possono spendere risorse pubbliche per i lavoratori migranti. Loro considerano uno scippo l’utilizzo di risorse pubbliche per gli stranieri … peccato, però, che non gridano “al ladro” quando con i contributi Inps versati dagli immigrati paghiamo le pensioni ai nostri nonni».

Per il sindaco Marco Alessandrini «questo voto è la risposta ad un impegno concreto. Un impegno che mette insieme inclusione e legalità, perché Pescara è una città inclusiva e nel rispetto di questa vocazione storica ci siamo mossi, per riportare nell’alveo della legalità situazioni che nel centro della città evidenziavano una realtà diversa, lasciata così e “tollerata” da quanti ci hanno preceduto a Palazzo di Città».

Alessandrini ha spiegato di non voler essere ricordato solo come quello che ha sgomberato l’area di risulta, in oltre vent’anni diventato uno dei luoghi più sensibili: «vogliamo essere coloro che hanno avviato concretamente un percorso che porterà all’istituzione di un vero mercato etnico e dell’integrazione, visto che le regole di convivenza implicano l'obbligo del rispetto della legge, per tutti».


Alessandrini ha assicurato che lì non ci sarà illegalità e dunque niente merce contraffatta.

«Questa maggioranza di sinistra ha approvato la spesa di 250.000 euro per quell'opera sbagliata nel luogo, nella sostanza, nel metodo», contesta il consigliere di centrodestra Carlo Masci. «Abbiamo combattuto per evitare uno sfregio inutile per Pescara, abbiamo sempre detto che la vera integrazione si fa permettendo agli ambulanti senegalesi di frequentare i mercati rionali, non sistemandoli in un'area creata per loro a spese della comunità pescarese. I numeri non erano dalla nostra parte, ma il 2019 è vicino».


LO SCONCERTO DI CONFCOMMERCIO

«Non possiamo nascondere la profonda delusione mista a sconcerto per l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Pescara del mercatino etnico nel sottopasso ferroviario contro il quale la nostra associazione si è sempre battuta  motivando la propria forte contrarietà e proponendo soluzioni alternative», commenta il presidente di Confcommercio Franco Danelli.

«Si tratta di un progetto sbagliato che utilizza preziose risorse pubbliche, osteggiato dai commercianti e dalla maggior parte del cittadini e che anziché integrare andrà a creare un vero e proprio ghetto di cui non si avverte il bisogno».

La Confcommercio aveva invece sempre teso la mano agli operatori senegalesi al fine di integrarli davvero nei tanti mercati all’aria aperta già esistenti nei quali avrebbero potuto lavorare affianco agli altri venditori ambulanti «con eguali diritti e doveri nel pieno rispetto delle regole».

A questo punto l’associazione chiede al Comune la riapertura al doppio senso di marcia di Corso Vittorio Emanuele, l’automatizzazione e messa in sicurezza del parcheggio dell’Area di Risulta e il sostegno al progetto “A Pescara Parcheggi Gratis” dell’ associazione.