LA SETENZA

Traffico rifiuti, a 7 anni dagli arresti sono stati tutti assolti

Quindici le persone che erano finite a processo

Redazione PdN

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Traffico rifiuti, a 7 anni dagli arresti sono stati tutti assolti

 

LANCIANO. A sette anni dagli arresti e da quella inchiesta che risvegliò l’Abruzzo con il rumore degli elicotteri del Noe i 15 imputati sono stati tutti assolti in primo grado.

 

Il processo “Spiderman” finisce per ora vedendo sgretolarsi tutte le accuse del presunto traffico di rifiuti pericolosi tra Abruzzo e Puglia. Cadute le accuse di associazione per delinquere dedita al traffico di rifiuti ma anche il falso documentale, la truffa aggravata ai danni delle Regioni Abruzzo e Puglia.

L’inchiesta coinvolse le discariche Di Florio a Cerratina, Vergine di Taranto e Macero Maceratese di Macerata.

Tirano, dunque, un sospiro di sollievo Anna Linda Di Paolo, titolare di Sistema 2000 servizi ecologici, Andrea Fassone, organizzatore di attività smaltimento rifiuti per Sistema 2000 e Amedeo Ciampoli, dipendente della Sistema 2000.

I tre sono stati difesi dall’avvocato Vittorio Supino.

Assoluzione anche per Nicola Giorgio Di Florio, titolare dell’impianto di trattamento a Cerratina, Vincenzo Cocca, chimico, Riccardo Di Mascio e Claudio Leccese ovvero gli ex operatori della polizia provinciale, Enrico Iesari, legale rappresentate della ditta Macero Maceratese, Andrea Francesco Di Liberato, dipendente della Di Florio, Antonio Anglano, responsabile della discarica Vergine di Taranto, Matteo Garbo, tecnico campionatore, Fiorentino Giangiordano, dipendente di Ecologica Sangro, e Francesco Lombardi, consulente tecnico di Di Florio e Di Paolo, Simona Romeo della Laser Lab di Chieti, Raffaello Marino, addetto al laboratorio.

«Venti giorni agli arresti domiciliari, una vita di sacrifici frantumatasi in poche ore e la voglia fin dal primo momento di dimostrare la propria innocenza», ha commentato su Facebook Anna Linda Di Paolo. «La giustizia ha trionfato, quella giusta, che legge gli atti processuali e che cerca la verità. Che dire? Sono felice».


L’inchiesta fece molto scalpore e in giudizio sia la Regione Abruzzo che la Regione Puglia si erano costituiti parte civile.

Secondo l’ipotesi accusatoria che non ha retto davanti ai giudici, i responsabili del traffico, attraverso l'illecita miscelazione dei rifiuti, simulando operazioni di selezione, trattamento e recupero con la sistematica falsificazione dei documenti analitici e di trasporto, avrebbero illecitamente smaltito principalmente presso le due discariche ingenti quantitativi di rifiuti speciali sostenendo costi molto contenuti.

Inoltre, dichiarando che i rifiuti da loro gestiti e trattati provenivano da attività di selezione automatica (tecnologia di cui la ditta non dispone) ottenevano un forte sconto sull'applicazione dell'ecotassa regionale (500.000 euro circa).