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Cementificio Punta Penna, non c’è l’autorizzazione ma un primo  parere positivo

Via libera emesso dall’ufficio tecnico comunale

Redazione PdN

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Cementificio Punta Penna, non c’è l’autorizzazione ma un primo  parere positivo

Punta Penna

 

 

 

 

 

 

VASTO. Parere positivo espresso nei giorni scorsi dall’Ufficio Urbanistico del Comune di Vasto in relazione alla Valutazione di Incidenza Ambientale (Vinca) sul cementificio di Punta Penna.

Il Comune chiarisce che non è una autorizzazione ad iniziare una attività ma gli ambientalisti esprimono perplessità.

 Infatti il 15 gennaio scorso il dirigente del Settore Urbanistico comunale, ha provveduto a pubblicare il provvedimento conclusivo della sola Valutazione di Incidenza predisposta sull’Intervento in esame.

 Il procedimento di Valutazione di Incidenza è stato richiesto proprio dal Comune di Vasto con impugnativa al TAR Pescara di annullamento della autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Chieti nel 2013.

 

A quella data, infatti, come ricordano oggi da Palazzo di Città, la Provincia di Chieti aveva rilasciato la “Autorizzazione alle emissioni in atmosfera” in favore della Vastocem, senza aver richiesto la prescritta valutazione di incidenza.

 Dunque, dopo l’ impugnativa al Tar Pescara, il Comune di Vasto ha ottenuto l’annullamento del provvedimento provinciale.

 

La società Escal (subentrata nel frattempo alla Vastocem) pur avendo impugnato innanzi al Consiglio di Stato la sentenza del TAR, a maggio del 2016 ha presentato lo Studio di Incidenza, con successive integrazioni, che il Comune (tramite il consulente ambientale incaricato) ha contro dedotto con chiarimenti, integrazioni istruttorie e prescrizioni di misure di mitigazione e compensazione che tale procedura consente.

 «Nell’ambito del procedimento gli uffici comunali competenti hanno scrupolosamente verificato ogni elemento utile alla valutazione degli effetti dell’impianto sul vicino SIC di Punta Aderci», dicono oggi dal Comune .

 

«Tant’è che il 13 ottobre scorso, seppur non richiesto dalla disciplina vigente al momento della presentazione della Valutazione di incidenza, il Comune di Vasto ha provveduto alla pubblicazione di tutta la documentazione inerente lo Studio di incidenza in esame al fine di permettere la presentazioni di osservazioni da chi ne avesse interesse. Pertanto, il procedimento di Valutazione di incidenza, non poteva avere esito differente atteso che sono state affrontate e risolte le criticità emerse nel corso della istruttoria».



NON E’ UNA AUTORIZZAZIONE

A questo punto, sempre da Palazzo di Città si spiega che la Valutazione di Incidenza, seppur positiva, non è di per se sufficiente ad autorizzare l’esercizio della attività.

Infatti, la società richiedente, dovrà avviare un nuovo ed autonomo procedimento amministrativo di richiesta alla “Autorizzazione alle emissioni in atmosfera” questa volta presso la Amministrazione competente (Regione Abruzzo).

 

Nell’ambito di tale procedimento, il Comune di Vasto (insieme a tutte le Amministrazioni interessate quali l’ARTA, la ASL, il Consorzio, ecc.) dovrà tornare ad esprimersi sia con il Settore urbanistico che (circostanza di estrema importanza) con il Comitato di gestione della Riserva di Punta Aderci.

 

E proprio quest’ultimo ha già avuto modo di precisare, nella seduta del 25/05/2017, che si riserva ogni valutazione sulla «Pratica ESCAL” “…allorquando la proposta progettuale sia ufficialmente portata all’attenzione del Comitato stesso per la richiesta del parere di competenza».

 

Solo all’esito di tutti questi passaggi amministrativi, obbligatori e vincolanti, si potrà comprendere se la società ESCAL potrà o meno essere autorizzata all’esercizio della attività di “produzione di leganti idraulici (cemento)”.

 

«Certamente il Comune di Vasto sarà molto attento nel valutare tutte le criticità che dovessero emergere nella fase istruttoria che, si ripete, non è ancora stata avviata», assicura l’amministrazione Menna.

 

WWF HA ANCORA DUBBI

Soddisfatto solo in parte il Wwf Abruzzo secondo cui, comunque, il parere positivo darebbe adito a non poche perplessità, in particolare per le motivazioni con le quali vengono di fatto considerate poco pertinenti le osservazioni presentate da associazioni ambientaliste e da altri soggetti interessati. «Tali osservazioni, com’è nella logica della VINCA, segnalano le criticità, che sta ad altri risolvere. Confutarle semplicemente facendo riferimento alla consulenza ambientale che le osservazioni stesse confutavano appare più come un esercizio di dialettica che come un approfondimento tecnico».

  

Secondo gli ambientalisti, inoltre, sarebbe risibile la soluzione di limitare l’enorme impatto di circa 50 camion al giorno che trasportano 504.000 tonnellate l’anno di materia prima dal porto allo stabilimento semplicemente con l’obbligo per tali mezzi di procedere a 30 km orari. «Una soluzione che nei mesi estivi, quando in quell’area c’è un enorme afflusso di turisti, peggiorerà addirittura la situazione anziché alleviarla per l’inevitabile rallentamento anche del traffico privato».

 

LA ZONA INTERESSATA

 La zona industriale è addossata alla Riserva Regionale di Punta Aderci, nonché al Sito di Interesse Comunitario IT7140108 e alla Via Verde. Una situazione delicata che merita sicuramente molta attenzione.

E secondo gli ambientalisti proprio le osservazioni di contrarietà delle associazioni, che entravano nel merito delle tante criticità già presenti in quell’area e di quelle aggiuntive che inevitabilmente si andrebbero ad aggiungere con l’impianto di insacchettamento di cemento sfuso di acquisto e macinazione di inerti della ES.CAL non sarebbero state valutate a nostro parere con la dovuta attenzione. Il WWF per questo sta anche valutando con il proprio ufficio legale un eventuale ricorso alla giustizia amministrativa.

 

«A venti anni dalla legge che tutela la Riserva di Punta d’Erce datata 1998», denuncia invece Ivo Menna, «la pseudo sinistra non ha voluto mettere mano alla pianificazione di quella area tutelandola da aggressioni industriali, realizzando il vero piano regolatore ovvero il Piano di Assetto Naturalistico. Adesso registriamo la ennesima sconfitta delle forze democratiche e ambientaliste che illusoriamente hanno creduto ai compromessi. In politica o si è radicali e duri o altrimenti i piccoli compromessi ti portano alla sconfitta. Altro vero scandalo è il silenzio del Partito democratico, il cui segretario Lapenna, che porta intera la responsabilità di questa situazione da 10 anni continua a latitare mettendo in difficoltà il Sindaco Francesco Menna».