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Nuovo depuratore Pescasseroli, perplessità anche da Italia Nostra

«Localizzazione in località di alto pregio»

Redazione PdN

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Nuovo depuratore Pescasseroli, perplessità anche da Italia Nostra

 

 

L’AQUILA.  La Sezione dell’Aquila “Carlo Tobia” di Italia Nostra si unisce alle perplessità espresse da più parti sulla localizzazione del nuovo depuratore in località “Peschiera” del Comune di Pescasseroli, di cui è stato scientificamente rilevato l’alto pregio ambientale e paesaggistico all’interno del territorio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

 

Vista anche la procedura della Comunità Europea verso la Regione Abruzzo per infrazione alla Direttiva 2000/60/CE sulla qualità delle acque, l’associazione riconosce l’assoluta urgenza di risolvere il problema di un’efficiente depurazione delle acque reflue, a Pescasseroli e Opi come in tanti altri piccoli centri montani ad alta vocazione turistica e con significative oscillazioni di utenza nei periodi di maggior presenza. Del resto lo stesso Vittorio Sgarbi, intervenendo nel dicembre scorso contro quella localizzazione, ha riconosciuto «di indubbia utilità sociale ed anche ecologica» un efficiente depuratore.

 

Così l’associazione aderisce alla richiesta di recente avanzata dalle consorelle associazioni WWF e ProNatura Abruzzo perché il progetto e la localizzazione siano riconsiderati in un’apposita Conferenza di servizi, di cui può ben farsi promotore l’Ente Parco.

 

Italia Nostra inoltre chiede l’assoluto rispetto del principio del contenimento del consumo di suolo agricolo, fatto proprio dalla Regione Abruzzo con L. R. 28-04-2014, n. 24, tanto più valido in tale area pregiata e tutelata.

 

Propone di conseguenza di considerare una soluzione di ridotto impatto ambientale e paesaggistico, quale un intervento di efficientamento dei due impianti di depurazione già esistenti a Pescasseroli e Opi.

«Si potrebbe fare mediante riqualificazione tecnologica ed eventuale ampliamento in loco, potenziamento della loro capacità di depurazione con integrativi e innovativi impianti di fitodepurazione posti subito a valle, prima dello sversamento nel Fiume Sangro (le cui acque sono purtroppo stimate di mediocre qualità pur in tali zone montane del Parco)».

L’associazione fa notare che tali impianti di fitodepurazione sono di facile ed economica gestione e d’indubbia efficienza, in quanto agiscono con processi bio-ecologici, e soprattutto sono indicati per i piccoli comuni dalle normative esistenti.

 

 

Quindi si chiede  alle Autorità competenti che le risorse finanziarie già impegnate «per il nuovo e devastante impianto intercomunale (oltre 4 milioni di euro) siano destinate a diverse, possibili e rapide soluzioni del problema, nel rispetto del pregevole ambiente naturale e paesaggistico, vero patrimonio locale e universale da salvaguardare anche in nome di Erminio Sipari, lungimirante fondatore nel 1922 del Parco Nazionale d’Abruzzo».