LA SENTENZA

Aumenti Tarsu illegittimi, Comune Lanciano condannato ancora

Ennesimo ricorso: amministrazione perde, paga pure le spese ma non fa marcia indietro

Redazione PdN

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Aumenti Tarsu illegittimi, Comune Lanciano condannato ancora

 

LANCIANO. Nuova condanna per il Comune di Lanciano chiamato questa volta a restituire ad un cittadino 65 euro per la TARSU 2013 riscossa illegittimamente.

Non è il primo caso e probabilmente non sarà l’ultimo: sono infatti tanti i cittadini che negli anni scorsi si sono rivolti al tributarista Francesco Paolo D’Orsogna contestando l’illegittimità degli aumenti.

E D’Orsogna oggi ammette: «il mio studio tributario  sta curando tanto contenzioso contro l’Ente, e ne farei a meno se lo stesso Comune recepisse i principi affermati dal Giudice tributario».

Ma da palazzo di Città nessuno, evidentemente, vuole recepire e nemmeno si costituisce in giudizio.

Alla fine non solo deve restituire i soldi ma deve farsi carico anche di spese di giudizio che in questo ultimo caso ammontano a 130 euro.

Il problema è sorto nel 2013 quando il Comune di Lanciano ha deciso di non applicare la nuova tassa (Tares) e di prorogare la Tarsu in vigore fino all’anno prima, come previsto dalla legge 124/2013.

Ma proprio la legge vietava «un aggravio, a carico degli utenti, dei costi eventualmente non coperti dal gettito del tributo».

Ed invece la tariffa del 2012 è stata rideterminata.

Dunque la Commissione Tributaria ha ravvisato «la non conformità dell’operato del Comune di Lanciano alla normativa».

Soldi da restituire, con spese legali annesse. E via così fino al prossimo ricorso. Al momento se ne contano almeno una decina che hanno visto soccombere il Comune di Lanciano.