LA STORIA

Ricostruzione Barisciano, il sindaco tuttofare boccia 8 progetti all’avversario politico

Pm chiede archiviazione posizione del sindaco ma Salvatore si oppone

Redazione PdN

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Ricostruzione Barisciano, il sindaco tuttofare boccia 8 progetti all’avversario politico

 

BARISCIANO.  Contrasti con il sindaco che poi ha deciso le sorti dei sui progetti, una denuncia che sembrava aver prodotto qualcosa ma che poi si è avviata verso l’archiviazione.

Resta in piedi una opposizione che non si sa che effetti potrà produrre.

La vicenda in cui da anni è ormai incastrato Walter Salvatore a Barisciano sembra non avere fine. Lo scenario è quello della ricostruzione post sisma che già da solo è complicata e irta di problemi. Ma nel caso di Salvatore la storia è ancora più difficile e ha preso la strada delle denunce alla procura. Lui per qualche tempo in politica nella parte opposta all’attuale sindaco con il quali da tempo ci sono tenzoni e scintille.

In pratica Salvatore, presidente di una serie di aggregati di immobili di Barisciano, danneggiati dal sisma aquilano di 8 anni fa, ha denunciato il sindaco Francesco Di Paolo che con le sue scelte avrebbe sistematicamente escluso dai contributi per la ricostruzione di ben 8 aggregati. Tutti bocciati e la cosa non è andata giù al proponente che ha illustrato una situazione complessa e conflittuale tipica dei piccoli centri.

 Proprio Di Paolo  in questa vicenda ricopre diversi ruoli: primo cittadino Di Barisciano, responsabile dell’Ufficio Sisma Comunale per i procedimenti per il rilascio del contributo di ammissione al finanziamento, per la stesura delle graduatorie, per l'assegnazione ed erogazione dei fondi, presidente delle commissioni tecniche per il rilascio di pareri e nulla osta, dipendente del Provveditorato alle Opere Pubbliche dell’Aquila (MIT) in qualità di tecnico.

Insomma difficile non incrociare Di Paolo se ti capita di operare nel feudo di Barisciano.

E già su questo Salvatore ha segnalato una anomalia riscontrando una «condizione di incompatibilità per eccessiva sovrapposizione e cumulo di ruoli che attengono ad entrambe le fasi attive e passive del controllo».

 

«TROPPE CONTRADDIZIONI»

Le accuse mosse nei confronti del primo cittadino sono gravissime: «diffuse anomalie e coincidenze, rinvenibili nella graduatoria sembrano avvantaggiare i consiglieri, i loro parenti ed i parenti di alcuni dipendenti comunali», scriveva Salvatore nel primo documento inviato in procura alla fine del 2014.

E poi ancora «frequenti interpretazioni, pareri e decisioni espresse dal sindaco –rup». Ma anche «attività messe in atto dall’amministrazione, contrarie alle disposizioni contenute nel Tuel tese al contrasto del conflitto di interesse».  E poi ancora «difetti di istruttoria, disparità di trattamento, illogicità nelle motivazioni» che penalizzano sempre lui, Salvatore che ha iniziato a pensare ad una sorta di preconcetto magari dettato da rapporti non idilliaci con il sindaco.

 

Il pm ha prima iscritto il sindaco nel registro degli indagati con l’accusa di aver  «attribuito artatamente punteggi illegittimi per la formazione della graduatoria finale volti a favorire intenzionalmente» alcuni soggetti»,  poi dopo l’interrogatorio di garanzia ha ritenuto di voler archiviare, convinto delle spiegazioni ricevute.

Il giudice ha dato l’ok ma Salvatore a questo punto si oppone.
 

LE GRADUATORIE

Secondo una prima ipotesi accusatoria la graduatoria, in forza della quale viene concesso il contributo economico, sarebbe stata arbitrariamente stilata, dal RUP, sulla base di regole distorte rispetto a quelle promulgate dal Consiglio Comunale e comunque «sistematicamente» in danno degli 8 aggregati presieduti da Salvatore.

Ma perché? Lo stesso Salvatore nelle sue denunce racconta di «contrasti» e «forte inimicizia» con il sindaco che sono sfociati in almeno due denunce  penali. Inimicizie probabilmente riconducibili anche a ragioni politiche di lunga data: Walter Salvatore era esponente di opposizione del Consiglio Comunale di Barisciano.

E proprio Salvatore sostiene che questi contrasti avrebbe dovuto portare il sindaco ad astenersi.


 

L’INTERROGATORIO RISOLUTORE

Il pm ha prima ascoltato Salvatore, poi chiesto il sequestro della documentazione amministrativa in Comune, a Barisciano, e poi ha nominato il consulente Tecnico Gabriele Di Natale, affinché verificasse la correttezza dell'iter amministrativo.

Il sindaco ha chiesto di essere sentito e sulla base di quanto emerso nel corso dell'interrogatorio (e della memoria difensiva) il pm ha formulato la richiesta di archiviazione, ritenendo che Di Paolo avesse fornito una ricostruzione dei fatti «alternativa e credibile» rispetto alla contestazione mossa.

«Erroneamente», scrive Salvatore nell’opposizione all’archiviazione, «il pm ha scritto anche, a sostegno della propria istanza, del rigetto del ricorso presentato da me dinanzi al TAR, relativo proprio alla formazione della graduatoria. Ma forse non si è accorto che il ricorso era stato rigettato non nel merito ma per difetto di legittimazione processuale del ricorrente stesso. Il pm non ha nemmeno chiarito come le precisazioni dell'indagato abbiano potuto modificare quanto emerso nel corso delle indagini e l'orientamento che lui stesso aveva manifestato, predisponendo l'imputazione».


 

«PENALIZZAZIONE IMMOTIVATA»

Intanto nel corso delle indagini la Forestale ha segnalato, ad esempio, che uno degli aggregati di Salvatore, il 49/B risulta «immotivatamente penalizzato di 4 punti», mentre ad altri, sempre presieduti da Salvatore, «è stata invece negata la possibilità di cumulare i singoli punteggi con ogni conseguenza (negativa) in ordine di punteggio e posizione in graduatoria».

In un altro caso l’aggregato di Salvatore è risultato di gran lunga primo in graduatoria ma l'iter amministrativo si è bloccato due anni fa «a causa di un pretestuoso chiarimento che il Rup», specifica Salvatore della denuncia, «pretende da un Ente che non ha nessuna competenza in materia, ovvero la soprintendenza.



LE MODIFICHE IN CORSA

La consulenza tecnica del perito della procura ha rilevato che le modifiche apportate alla delibera consiliare che approva il disciplinare con le regole per la formazione della graduatoria per la ricostruzione  poteva essere variata/chiarita/interpretata esclusivamente dal Consiglio comunale, dunque non autonomamente.

Sulla formalità degli atti con cui il sindaco- Rup ha caratterizzato la fase di formazione e redazione della graduatoria, la stessa CTU ha evidenziato pure che «gli atti/documenti risultano tutti privi di data e firma nonché degli estremi di avvenuta pubblicazione all'albo pretorio del Comune seppure redatti su carta intestata del Comune di Barisciano».

Ora spetterà al giudice, il prossimo 28 gennaio, decidere se accettare le argomentazioni del pm e archiviare o quelle di  Salvatore e andare avanti.