SOLDI DELLE IMPRESE

Inail, il maxi tesoretto di 70 miliardi a restituire… non c’è

Lo Stato non vuole restituire le somme indebitamente percepite

Redazione PdN

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Inail, il maxi tesoretto di 70 miliardi a restituire… non c’è

 

ROMA. Sconti, tariffe agevolate: l’Inail sostiene che sta correndo ai ripari per restituire il maxi tesoretto indebitamente percepito negli ultimi 10 anni.

Circa 70 miliardi di euro secondo le stime dell’associazione  per la Tutela delle Attività Economiche, presieduta da Alessandro Bonzio  perché ogni contribuente della Gestione Industria avrebbe il diritto di  richiedere la quasi totalità di quanto pagato nel periodo 2007-2016.

E questo per il semplice assunto ribadito anche dalla Corte di Costituzionale che l’Inail non potrebbe avere utili ma chiudere il bilancio in pareggio, cioè incassare premi solo in proporzione alle spese.

Secondo l’associazione che sta promuovendo una class action nel periodo 2007-16 il premio medio corrisposto dalle aziende della Gestione Industria dell’INAIL  sarebbe stato oltre 200% in più di quanto dovuto, con un indebito medio per azienda di oltre 70% di quanto corrisposto.

Significa dunque poter recuperare il 70% di quanto versato e si tratta di belle cifre che variano a seconda della grandezza dell’azienda, anche se, dagli studi fatti, in proporzione, le richieste dell’Inail sono state maggiori nei confronti delle piccole imprese.

E intanto Inail ci guadagna producendo anche un utile che non potrebbe, così come già stabilito dalla Cassazione che in merito si è già espressa ritenendo che « l’utile d’impresa è un “fattore estraneo” alle assicurazioni sociali».

Eppure c’è da anni, sembrerebbe una buona notizia invece si tratta di soldi sottratti al tessuto economico e produttivo per riversarlo nelle casse dello Stato che incassa enormi somme dal gettito dell’inail.

Sono già partite  azioni giudiziarie in cui sono state rivendicate le restituzioni di circa il 95% del premio pagato in 10 anni, oltre interessi e danni. Adesso si tenta di promuovere l’azione di classe per riprendersi quanto incamerato indebitamente dall’Inail .

Ma quel tesoretto, in realtà, non sarebbe nelle casse dell’istituto ma in quelle dello Stato e già spesi per finanziare le spese correnti. Da anni ormai con il debito pubblico che aumenta a dismisura si racimolano soldi dove si può e per questo rinunciare a somme come quelle che l’Inail dovrebbe restituire potrebbe essere molto complicato e lo Stato non vuole rinunciarvi anche se illegittimamente incassato. Anche se può sembrare un paradosso.



Anche il consiglio di vigilanza dell’Inail in passato era stato chiesto ed aveva chiesto di «verificare... l'entità ed i criteri di recupero dei consolidati avanzi economico-finanziari per una riduzione dei premi».

Secondo il direttore dell’Inail Giuseppe Lucibello la mancata revisione delle tariffe (si è in attesa da 17 anni) sarebbe un problema politico e comunque l’Istituto avrebbe già cominciato a restituire «somme importanti» alle imprese sotto forma di incentivi agli investimenti in sicurezza.

Secondo i loro calcoli dal 2010 sono stati erogati quasi 2 miliardi, soprattutto alle piccole imprese in più agevolazioni tariffarie.

Intanto a novembre scorso la Corte dei conti ha recepito il decreto condiviso dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il ministero dell'Economia e delle Finanze, con il quale è stata deliberata la misura della riduzione dei premi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dovuti dalle imprese artigiane.

Si prevede la riduzione dei premi assicurativi per le imprese che non hanno avuto infortuni nel bienno 2015-2016 in misura pari al 7,22% dell’importo dovuto per il 2017.

«Ovviamente una riduzione del 7,22% del premio dovuto dagli artigiani», spiega l’avvocato Matteo Castelli, «rappresenta noccioline… e lascia sempre un impatto del premio (rispetto alle retribuzioni) in media di circa 7% (infatti si tratta di una riduzione del 7,22% di un premio che rappresenta in media 7,53% delle retribuzioni).  Pertanto considerata la riduzione, il premio degli artigiani si ridurrà di pochissimo, mantenendo comunque un rapporto di 6,98% rispetto alle retribuzioni (mentre il rapporto tra premio e retribuzioni nell’industria resta 2,43%)».

Dall’associazione  per la Tutela delle Attività Economiche si fa anche notare che la retribuzione media di un artigiano è 8.000 euro mentre nell’industria la retribuzione è in media 20.000. «Il premio medio Inail è 603 euro  per i primi (7,5%) e 612 euro per i secondi (2,5%), fa notare Castelli. «Peccato che i primi con 8000 ci arrivano a stento a fine anno».