LA SVOLTA

Ernesto è tornato a casa: «esaurimento nervoso e pressioni da persone cattive»  

Redazione PdN

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Ernesto è tornato a casa: «esaurimento nervoso e pressioni da persone cattive»  

 

 

MANTOVA. Ernesto Valerio è tornato a casa.  Da sabato sera è di nuovo con la moglie e la figlia di 4 anni.  Dopo essersi allontanato lunedì 11 dicembre volontariamente ed aver viaggiato fino a raggiungere Barcellona, giovedì ha deciso di chiamare un amico che è andato a raggiungerlo per riportarlo a Mantova.

Ora ad Ernesto, 34 anni di Lanciano, forse tocca la cosa più difficile:  risolvere i problemi che sono stati alla base del suo allontanamento affinché possa trovare nuova linfa ed  equilibrio.

Restano, però, ancora molte cose da chiarire:  domenica, infatti, Ernesto è stato già ascoltato dai carabinieri per oltre 3 ore e la notizia certa è che le indagini dei Carabinieri continuano per accertare alcuni aspetti. Secondo la moglie avrebbe ricevuto «pressioni da persone cattive»,  è questa l'espressione che ha utilizzato e questo avrebbe creato «un forte stress» al marito troppo attivo, oberato di lavoro e con ritmi troppo elevati.

Per certi versi finisce l'incubo per la moglie Giulia Cavicchini,  i genitori e i tanti amici che da Lanciano hanno incrociato le dita e sperato che nulla di grave fosse accaduto.

Da quanto si è poi saputo, i carabinieri dopo aver visionato le telecamere erano riusciti a ricostruire i movimenti di Ernesto, escludere diverse ipotesi peggiori, e sapere che era salito su un treno per Torino per poi raggiungere con i mezzi pubblici Barcellona.  

Secondo quanto riporta La Gazzetta di Mantova che ha seguito il caso fin da subito, l'uomo si sarebbe tagliato i capelli, avrebbe regalato i propri vestiti ad alcuni senzatetto per non farsi riconoscere,  gettato in mare il cellulare per non sentirlo squillare e, prima di ritornare, giovedì avrebbe chiamato un amico, suo testimone di nozze, chiedendogli di riportarlo a casa.  

Venerdì  i due erano già sulla via del ritorno da Barcellona con tappa a Marsiglia e poi Genova dove Ernesto ha incontrato i genitori che lo aspettavano per portarlo a casa dove è arrivato all'una di notte.

La moglie Giulia, davanti la caserma dei carabinieri, ha parlato a La Gazzetta di Mantova sotto shock: «Mio marito è stanco. Sotto choc. Pesantemente sotto choc. Ha voluto staccare ma lo ha fatto in modo troppo forte. Troppe pressioni su di lui. Il telefono era diventato un’ossessione e il motivo di nostre frequenti discussioni. Ma ci sono tante cose da vedere. Lui è vittima di se stesso ma anche di qualcun altro».

Parole pesanti che inducono a pensare che ci sia dell’altro.