SINDACATO ISPETTIVO

Chieti, «annunci di lavoro discriminatori». Interrogazione al ministro Poletti

Il M5S chiede spiegazioni

Redazione PdN

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Chieti, «annunci di lavoro discriminatori». Interrogazione al ministro Poletti

 

CHIETI. A novembre scorso il centro per l'impiego di Chieti ha pubblicato offerte di lavoro per categorie protette con mansioni incompatibili con una condizione di disabilità.

 

La denuncia è arrivata direttamente in Parlamento tramite una interrogazione della senatrice del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo rivolta al ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti.

«Negli avvisi di pubblicazione sono elencate mansioni incompatibili con una condizione di disabilità, in quanto i destinatari del collocamento mirato non sono evidentemente in possesso dei requisiti fisici necessari allo svolgimento di tali prestazioni di lavoro», si legge nel documento.

Nell’interrogazione si richiamano le norme di legge che stabiliscono che i datori di lavoro privati e pubblici, con più di 15 dipendenti al netto delle esclusioni, siano tenuti ad avere alle proprie dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie protette (disabili) iscritti in appositi elenchi gestiti dall'agenzia del lavoro della provincia di riferimento. Il 7% dei dipendenti se l’azienda occupa tra i 50 e i 150 dipendenti.

La senatrice e i colleghi firmatari fanno notare come questi avvisi non risulterebbero conformi a quanto previsto dal comma 6 dell'articolo 9 della legge n. 68 del 1999 e apparirebbero «fortemente discriminatori» nei confronti di soggetti portatori di handicap psicofisici.

Immancabile un riferimento all'articolo 4 della Costituzione che dispone: «la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società».

A questo punto i senatori chiedono di sapere se il ministro del Lavoro sia a conoscenza dei fatti e  quali iniziative intenda assumere al fine di accertare se i comportamenti descritti siano conformi alla disciplina.