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Imprenditore aquilano batte in tribunale la banca: annullato decreto ingiuntivo da 90 mila euro

Il caso seguito da Sos Utenti

Redazione PdN

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Imprenditore aquilano batte in tribunale la banca: annullato decreto ingiuntivo da 90 mila euro

ABRUZZO. Un piccolo imprenditore della provincia di L’Aquila si è opposto e si è visto azzerare un debito da 90 mila euro dal Tribunale aquilano.

La vicenda, seguita da Sos Utenti di cui è presidente onorario Gennaro Baccile, è cominciata nel 2014 e qualche giorno fa c’è stato il primo punto a favore dell’imprenditore abruzzese difeso dall’avvocato Emanuele Argento. Il giudice ha accertato che il difensore della banca era sprovvisto di procura notarile alle liti.

In pratica il Tribunale Civile di L’Aquila, ha revocato un decreto Ingiuntivo di oltre 90.000  € tra sorte capitale, interessi legali e spese processuali notificato appunto nel 2014 all’imprenditore aquilano.

Nelle more del giudizio non era stato possibile definire transattivamente il contenzioso, con il versamento di una somma di denaro da parte dell’imprenditore alla Banca. Questa ha respinto convinta delle sue ragioni.

In sede di Lavori peritali d’Ufficio, pur di far valere correttamente le ragioni a sostegno della prova dell’applicazione di interessi usurari a danno del malcapitato imprenditore aquilano, Baccile ha sporto querela anche alla Banca D’Italia per abuso d’ufficio. Al momento l’esito di questa querela non è ancora noto.

Ma è arrivata comunque la prima vittoria perché il Tribunale  ha accolto la tesi dell’Equipe Giurimetrica SOS UTENTI stilata dall’avvocato Argentotto: difetto di legittimazione ad agire della Banca e carenza documentale.

«In tema di rapporto di conto corrente», si legge nella sentenza, «qualora la Banca ricorrente (con decreto ingiuntivo) agisca quale mandataria della Banca creditrice deve fornire prova della procura notarile nell’ambito del mandato con rappresentanza; in difetto della produzione di tale atto, non è provato il mandato all’incasso e la procura dovuta al terzo contraente ai sensi dell’art. 1393 c.c. ed i conseguenti poteri processuali derivanti dalla rappresentanza sostanziale. Inoltre la produzione degli estratti conto è tardiva quando, non attenendo l’esposizione dei movimenti alla prova dei fatti, ma alla allegazione degli stessi, andava compiuta, a seguito di eccezione dell’opponente in causa di opposizione a decreto ingiuntivo, con la comparsa di costituzione e risposta».

Con questa pronuncia si conferma un positivo orientamento giurisprudenziale che ha comportato per tanti utenti bancari il passaggio da una posizione fortemente debitoria nei confronti delle Banche a quella di azzeramento del debito ovvero di creditori delle stesse. 

«La leggerezza gestionale di molte Banche», spiega Baccile, «ha arrecato non pochi guai all’imprenditoria abruzzese privandola del suo tradizionale sistema bancario locale; ma ora inizia ad emergere anche la leggerezza e confusione amministrativa nell’approntare le proprie difese e provare i propri crediti in sede giudiziale con la conseguenza che i dubbi in capo agli Utenti Bancari se fidarsi o meno dei Banchieri sono sempre più ricorrenti e, soprattutto, dipanare il dubbio principe se fidarsi della Vigilanza Bancaria che ha manifestamente abusato della delega affidatagli dalla legge Antiusura attuata per proteggere e incentivare le malefatte dei Banchieri».