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Teramo, tutto normale: trimetilbenzene nei parametri di legge in una fontanella pubblica

Nessun pericolo per la salute ma è normale che questa sostanza si trovi nell’acqua potabile?

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TERAMO. Tutto normale, nessun allarme nè pericolo per la salute: c’è solo del trimetilbenzene in una fontanella pubblica abbondantemente dentro i parametri di legge.

Ma è normale che questa sostanza finisca dentro il nostro bicchiere d’acqua?

La notizia non è stata diffusa da fonti ufficiali perchè non ritenuta tale da dover essere divulgata ma la cosa è emersa lo stesso anche in seguito ad una missiva che la Asl di Teramo ha inviato alla Ruzzo per chiedere spiegazioni di due sostanze chimiche emerse dalle analisi, tra cui il trimetilbenzene,  in via Porta Carrese.

Bisogna prendere provvedimenti? chiede la Asl.

Ma no, non ce n’è bisogno, risponde la Ruzzo.

Messaggio ribadito anche in una nota ufficiale “indotta” per evitare altri allarmismi sempre accresciuti dalla mancanza di informazioni istituzionali.

La Ruzzo Reti Spa allora spiega che «non vi è stato alcun riscontro nelle analisi effettuate in autocontrollo in altri punti della rete, né nelle analisi effettuate nel campione prelevato ieri in tarda mattinata presso lo stesso fontanile. Oggi, peraltro, sono stati effettuati nuovi prelievi e campionamenti nel medesimo punto e in ulteriori due fontanili nella stessa zona, con risultati tutti negativi».

Dunque stando alle notizie fornite dalla Ruzzo o si tratta di un errore della Asl o di un fenomeno passeggero e fugace.

«Quanto alle cause, si possono ipotizzare possibili inquinamenti da fattori esterni al fontanile, come la pulizia di oggetti contaminati nelle vicinanze del beccuccio in ottone o anche la permanenza prolungata di autovetture con motore acceso nella fase immediatamente precedente il prelievo», dice la Ruzzo, che ha imparato la lezione fornita settimane fa dall’Aca in una riunione tecnica a proposito di strane sostanze trovate anche in quel caso in diverse fontane pubbliche a Pescara.

 Ad ogni modo sempre secondo il gestore della rete idrica le tracce di trimetilbenzene rilevate (complessivamente 0,285 microgrammi per litro) «erano comunque ampiamente sotto la soglia massima prevista dalla legge per le acque sotterranee (limite a cui ci si riferisce in assenza di altre specifiche norme per le acque potabili) che è pari a 10 microgrammi/litro».

Tutto normale, anzi tanto normale che cose del genere accadono ogni giorno dice la Ruzzo: «quanto accaduto rientra nella quotidiana e sistematica prassi di controllo delle acque destinate al consumo umano da parte del soggetto deputato a tali attività, in questo caso la Asl di Teramo, e che tali controlli si affiancano al “Piano di autocontrollo” realizzato dal soggetto gestore, ovvero la Ruzzo Reti».

Segue poi l’avvertimento ai media nel porre attenzione nel divulgare notizie simili perchè la gente potrebbe «male interpretare» e forse per questo anche la legge prevede un obbligo in capo alle società pubbliche nel comunicare certe notizie, specie se riguardano la salute pubblica, proprio per evitare effetti collaterali.

Invece nonostante tutto quello accaduto nell’ultimo anno e mezzo la comunicazione istituzionale segue sempre le “notizie allarmanti”.  

 Ad ogni modo appare singolare che la Ruzzo preferisca spiegare la contaminazione con una serie di ipotesi e non ricordi minimamente che proprio il trimetilbenzene è sostanza conservata a tonnellate nei Laboratori del Gran Sasso e proprio quella sostanza fu la causa dell’incidente Borexino del 2002.

E non bisognava andare indietro di così tanto tempo: bastava fermarsi allo scorso maggio, periodo nel quale risalgono le notizie rese pubbliche di altre tracce della stessa sostanza nell’acqua.