IL FATTO

Cani uccidono labrador: dopo l’aggressione tornano a casa e i vicini hanno paura

L’avvocato: «tragedia che doveva essere evitata e che potrebbe accadere di nuovo»

Redazione PdN

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Cani uccidono labrador: dopo l’aggressione tornano a casa e i vicini hanno paura

 

PESCARA. «E’ una tragedia che poteva e doveva essere evitata. Adesso i tre cani sono stati restituiti ai proprietari e i vicini di casa hanno paura che possa esserci una nuova aggressione».

 

L’avvocato Massimo Di Rocco racconta gli ultimi sviluppi dopo l’aggressione di un mese fa ai danni di un labrador di 18 mesi, di nome Zoe aggredito a morte da tre cani, un pitbull di 5 anni di nome Kyra, un american Stafford, Guido, di 10 anni e Daisy, meticcio di 3 anni.

I tre cani vivono nel cortile della villa della famiglia di Palmiro Masciarelli, ex ciclista professionista, per 10 anni il fedele gregario di Francesco Mose, oggi dirigente dell’Acqua e Sapone e titolare di un negozio di bici che porta il suo nome.

La famiglia che ha perso Zoe, invece, è quella di Claudio Di Giovanni, dirimpettai dei Masciarelli, a San Giovanni Teatino. Proprio secondo l’avvocato Di Rocco tutta la questione deve essere chiarita nei dettagli.


IL VIDEO DEL MISTERO

Dopo l’aggressione i Masciarelli hanno fornito ad alcuni giornali un video in cui si intravede una persona che proprio quel pomeriggio, poco prima della tragedia, scavalca il muro di cinta della loro villa e scappa via. Secondo i proprietari quell’uomo, forse per una bravate, sarebbe entrato nel cortile per liberare i cani, chiusi nelle loro cucce, ed aprire il cancello d’ingresso dell’abitazione. Per questo poi gli animali sarebbero riusciti ad uscire in strada ed aggredire il labrador.

Ma Di Rocco contesta questa ricostruzione e pone degli interrogativi: «come mai il giovane che si introduce nella villa non viene aggredito dal cane libero che sta sempre nel cortile? Come ha fatto ad aprire le cucce del pitbull e dell’american Stafford senza poi essere inseguito? Come mai nel video non si vede nessun cane all’inseguimento del ragazzo? Come mai se l’uomo ha aperto le cucce e il cancello ma poi se ne scappa scavalcando e non dal cancello stesso?»



«RICOSTRUZIONE INVEROSIMILE»

La consulenza del veterinario, secondo Di Rocco, ha confermato come sia inverosimile che un estraneo possa entrare all’interno di un’area delimitata,  liberare i cani ed andare via senza neppure essere inseguito «vista la rapidità ed aggressività che mostrano tali razze quando un estraneo entra nel loro ambiente». Una volta varcato il cancello, intanto, secondo le ricostruzione del veterinario, i tre cani, che non erano abituati ad essere portati fuori, avrebbero agito come un branco: «la loro ipereccitazione procurata dall’uscita verso l’esterno potrebbe averli indotto a dimostrare la propria forza e il coraggio».

Non a caso, riferisce ancora l’avvocato, prima di aggredire il labrador, i tre cani si erano avventati su un collie ed un altro cane di piccola razza. Tre contro due, in pratica.

Poi quando hanno visto Zoe, da sola, si sono avventati su di lei.

Secondo l’avvocato, inoltre, il tutto non si sarebbe concluso con l’uccisione del labrador, sotto gli occhi del proprietario e del figlio di 10 anni: «i cani si sono poi diretti verso un’altra abitazione, in via Mascagni, ed avrebbero tentato di aggredire altri cani che erano all’interno di un fabbricato.

 

I TEMPI COINCIDONO?

Secondo il video il giovane salta sul muro (dopo aver liberato i cani?) alle 16.16 ma l’aggressione sarebbe terminata solo 25 minuti dopo. «Un tempo abissale per una aggressione», analizza Di Rocco. In questo tempo sono arrivate diverse persone in aiuto di Di Giovanni così come si sono moltiplicate grida, rumori e suoni di clacson. Il figlio di Masciarelli, Andrea, è arrivato solo alla fine dell’aggressione. Da qui, secondo l’avvocato, bisogna valutare l’ipotesi dell’abbandono di animali e di loro detenzione. Così come negligenza nella custodia, omessa vigilanza, non aver adottato cautele adeguate per l’incolumità degli altri, difficoltà a richiamare i propri cani, l’essersi accorto di tutto dopo decine di minuti nonostante il quartiere fosse in subbuglio.

 

IL RITORNO A CASA

Dopo lo shock per l’uccisione sotto gli occhi e la sofferenza di averlo visto morire, la famiglia Di Giovanni adesso vive con la paura per il ritorno a casa dei tre cani.

Un ritorno che, dice Di Rocco, «sta provocando un mutamento significativo nelle loro vite. Il ragazzino non esce più a giocare nel cortile con gli amici per paura di una aggressione. Di Giovanni ha seriamente temuto per la propria vita e per quella del figlio e non aveva di sicuro possibilità per mettersi al riparo». Al momento, specifica il legale, sono in corso controlli amministrativi per valutare eventuali irregolarità nella proprietà dei cani. Sono dei Masciarelli o loro ne sono solo detentori? L’avvocato chiede anche accertamenti per dimostrare se siano stati mai coinvolti in combattimenti.

«Non si è trattato di un evento casuale», chiude Di Rocco, «ma di una gravissima aggressione, persistente e duratura, tra l’altro consumata in branco nei confronti di un animale domestico».


Alessandra Lotti