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Scantinati abitabili, Giulianova dice no

L'assessore Fabio Ruffini: «garantita la sicurezza della popolazione»

Redazione PdN

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Dopo Livorno i prossimi scantinati allagati (e abitabili) saranno quelli abruzzesi?

 



GIULIANOVA.  Il Consiglio comunale di Giulianova, nella seduta di lunedì scorso, non ha inteso recepire la legge regionale 40 del 2017 contenente sugli scantinati abitabili che prevede il recupero di vani accessori e locali del patrimonio edilizio esistente attraverso il cambio di destinazione d’uso.

Nelle stesse ore anche il Comune di Pescara ha detto no, mentre a L’Aquila è arrivato il sì ma con alcune modifiche sostanziali.


«Questa legge, peraltro impugnata dal Governo alla Corte Costituzionale», dichiara l'assessore all'Urbanistica Fabio Ruffini, «in primo luogo non tiene conto delle nostre condizioni geomorfologiche. Il nostro territorio, infatti, è totalmente esposto a fenomeni alluvionali essendo circondato da due fiumi, dalla quinta collinare urbanizzata a ridosso del Lido e dal mare».

L’assessore si dice «assolutamente soddisfatto» dell'atteggiamento dell'intero consiglio comunale: «grazie anche all'ottimo lavoro portato avanti dalla Commissione urbanistica, ha voluto unanimemente escludere, con una stringente motivazione, l'applicabilità della legge al nostro territorio comunale garantendo così la sicurezza della popolazione».

Ma non è tutto. La legge 40/2017 avrebbe infatti contrastato con le normative del Piano regolatore alterandone significativamente gli standard urbanistici.

«Si pensi che veniva data addirittura la possibilità di riconvertire anche i parcheggi interrati», denuncia l’assessore.

«Il risultato sarebbe stato un forte consumo del territorio con le auto costrette a parcheggiare in area pubblica. Davvero singolare per una legge che invece si propone di contenere l'utilizzo del suolo. Non era quindi accettabile. Anche perché le nostre politiche sono andate sempre nella direzione di consumo zero del suolo».