CONSENSI E RIFIUTI

Nella discarica Civeta anche i rifiuti dalla Puglia

C’è un accordo per il conferimento extraregionale?

Redazione PdN

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Discarica a Furci, la Vallecena Srl presenta il nuovo progetto da 150.000 mc in variante

Furci


CUPELLO. La discarica Civeta accoglie anche rifiuti proveniente da fuori Abruzzo ma questo lo sapevano in pochi. Ed ora c’è chi sostiene che è necessaria una quarta vasca perchè la terza inaugurata un anno fa potrebbe saturarsi molto prima del previsto.

E grida vittoria il Forum H2o dopo l’intervista rilasciata a PrimaDaNoi.it da parte del commissario del consorzio Civeta, Franco Gerardini.


Il commissario aveva confermato che il progetto della quarta vasca da 455.000 metri cubi è stato presentato dal privato Cupello Ambiente alla Commissione regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale, ad insaputa del Civeta, coinvolgendo terreni del consorzio pubblico ed imputando l’utilizzo dell’impianto al Civeta.

Inoltre Gerardini -secondo il Forum- «rivela altri particolari che per noi configurano una situazione inaccettabile in generale nella gestione di una discarica, figurarsi di una pubblica».


Il Forum termina chiedendo «che il progetto, una volta verificato se quanto dichiarato alla stampa dal Commissario corrisponde ai fatti, sia immediatamente dichiarato improcedibile dalla Regione Abruzzo, Servizio VIA».

Il Polo tecnologico Civeta nasce nel 1998, come una discarica di servizio ai comuni soci del Consorzio: Cupello, San Salvo, Monteodorisio, Vasto, Pollutri, Villalfonsina, Scerni, Casalbordino quindi atta a ricevere i rifiuti di questi comuni.

Infatti il legislatore nazionale ha stabilito il principio dell’autosufficienza su base regionale dello smaltimento dei rifiuti urbani e stabilisce che è vietato smaltire i rifiuti urbani non pericolosi in Regioni diverse da quelle dove gli stessi sono prodotti, fatti salvi eventuali accordi regionali o internazionali.

Quindi secondo la normativa nazionale al Civeta possono giungere solo rifiuti solidi urbani regionali.

Ma è la stessa normativa in qualche modo che permette di aggirare l’ostacolo.

Come?

Ai rifiuti speciali non pericolosi, va applicato un criterio, pure previsto dal legislatore, della prossimità al luogo di produzione, in modo da ridurre il più possibile la movimentazione dei rifiuti.

Quindi i rifiuti speciali non pericolosi possono superare i confini territoriali regionali (codici Cer 191212), rifiuti urbani trattati che si trasformano in rifiuti speciali, scavalcando la norma generale.

Questa tipologia di rifiuti è stata adottata dalla Regione Abruzzo per i rifiuti conferibili al Civeta con una determina dirigenziale del 28.04.2016, N. DPC026/76

Allora quanti di questi rifiuti vengono conferiti al Civeta e quanti vengono conferiti da fuori regione?




L’EMERGENZA RIFIUTI A SAN SEVERO

Un dato lo possiamo evincere dai documenti del Comune di San Severo: la determina dirigenziale 1237/2017 del 26/07/2017, chiarisce che in condizioni di difficoltà, l’ente conferirà al Civeta, 200 tonnellate al mese di rifiuti “Forsu” (frazione organica di rifiuto solido), in quanto l’impianto Agecos (società dell’imprenditore Bonassisa) di Deliceto, ha comunicato che «non saranno accettati conferimenti di rifiuti urbani tal quale a preponderante prevalenza Forsu che causerebbero danni all’impianto di biostabilizzazione».

Per far fronte a questa emergenza l’unico impianto resosi disponibile ad accogliere i rifiuti della città di San Severo è stato l’impianto del Consorzio intercomunale Civeta e, data la chiusura forzata degli impianti della Bioecoagrim società i cui impianti sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’Arpa Puglia, ad oggi molti altri comuni pugliesi versano in emergenza rifiuti.

Il punto dunque è: più rifiuti pugliesi, più corta la vita della discarica del Civeta. La “generosità” ha un prezzo e forse è per questo che qualcuno reputa necessaria una quarta vasca.

 




CI SONO ACCORDI INTERREGIONALI?

Ma ci sono accordi tra la Regione Abruzzo e la Regione Puglia per accogliere rifiuti non speciali, o questi rifiuti vengono da qualche parte trattati per diventare rifiuti idonei per essere conferiti in Abruzzo?

Sembrerebbe così, da quanto affermato da Franco Gerardini, che attende comunque i tabulati da parte della Cupello Ambiente, con la quale avrà un incontro proprio questa mattina alle ore 10.00 negli uffici della Regione Abruzzo.

La terza vasca data in gestione alla Cupello Ambiente, ha una capienza di 450.000 metri cubi ma ha un limite di conferimento per rifiuti extra regionali? Di quanto saranno diminuiti i tempi di utilizzo dell’impianto? Per questo è così importante per la Cupello Ambiente cominciare i lavori di creazione di un nuovo impianto?

La politica che ha permesso il conferimento di questi rifiuti nel 2016, era cosciente della trasformazione di una discarica da sito a servizio di un territorio “limitato” a sito di interesse extra regionale?

Il Forum H2O termina il proprio comunicato affermando infine che sia «Indispensabile chiarire pubblicamente, con il deposito sui siti regionali di tutta la documentazione, le modalità gestionali del terzo invaso», compresa aggiungiamo la provenienza dei rifiuti.

Antonia Schiavarelli