ATTI E ACCUSE

Discarica Civeta: è scontro con Cupello Ambiente. Gerardini: «affermazioni false nelle carte del progetto»    

Martedì un incontro mentre dalla Puglia arrivano notizie di una inchiesta che non preoccupa

Redazione PdN

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Discarica Civeta: è scontro con Cupello Ambiente. Gerardini: «affermazioni false nelle carte del progetto»    

L'inaugurazione della terza Vasca



CUPELLO. «Nessun giallo», dice il commissario del Consorzio Civeta, in risposta alle affermazioni del Forum H2O Abruzzo, riguardo alla possibile costruzione di una nuova discarica in località Valle Cena.

Il commissario del Consorzio, Franco Gerardini, interpellato da PrimaDaNoi.it prova a spiegare e a fornire elementi di comprensione in più sull’iniziativa progettuale in corso.

 

Il consorzio Civeta commissariato dal 2015, diede in concessione ad un privato la terza vasca, adibita a discarica di rifiuti non pericolosi con un contratto stipulato nel 2014, ad un Ati composta dalla Riccoboni Spa azienda parmense e dalla Agecos Spa, azienda del foggiano, dell’imprenditore Rocco Bonassisa, in questi giorni finito sulla cronaca nazionale in quanto indagato per aver tentato di corrompere il sindaco di Cerignola, Franco Metta, con una mazzetta da 20 mila euro, per la costruzione del VI lotto della discarica Forcone-Cafiero, per cui è già agli arresti domiciliari Gerardo Biancofiore della SEDIR srl, socio nel progetto del Bonassisa e della Riccoboni.

 

 

La terza vasca di Valle Cena attualmente in funzione, gestita dalla Cupello Ambiente, ha un invaso di oltre 450 mila metri cubi, la sua vita prevista dal contratto stipulato nel 2014 è di 15 anni se adibita al solo conferimento di rifiuti provenienti dalla Regione Abruzzo, 8 anni se adibita al conferimento di rifiuti provenienti da altre regioni.

Inaugurata solo da un anno e mezzo, (venne inaugurata nel luglio 2016 dal presidente D’Alfonso, con tanto di taglio del nastro e benedizione di don Nicola Florio), avrà una durata di almeno altri sei anni, se venisse confermata dai report richiesti da Gerardini la provenienza di rifiuti extra regionali.

 

 

GERARDINI: «CIVETA MAI INTERPELLATO, NON ABBIAMO ALCUN ACCORDO»  

Così Gerardini sulla vicenda è chiaro: «Il progetto di discarica presentato da Cupello Ambiente – l’ATI che dal 2016 gestisce la terza vasca a servizio del Civeta - non può essere che un progetto presentato su iniziativa di un operatore privato. Noi non siamo stati assolutamente interpellati dalla Cupello Ambiente, né abbiamo autorizzato l’utilizzo del nostro nome nello studio per l’impatto ambientale. Questa cosa per noi è sembrata un atto assolutamente non condivisibile, perché noi non abbiamo alcun accordo sulla quarta vasca con la Cupello Ambiente. Se nello studio si dice qualcosa di diverso, come si dice di fatto, viene affermato in modo del tutto unilaterale da parte della Cupello Ambiente senza una nostra assoluta condivisione. Peraltro abbiamo visionato le carte e ci sono due particelle che sono di proprietà del Civeta che figurano nel progetto della quarta discarica, che loro dichiarano nella loro disponibilità, ma è assolutamente una cosa falsa, quindi abbiamo bisogno innanzitutto di chiarire con il nostro concessionario questa iniziativa, che ripeto non può essere condivisa da noi».

 

MARTEDI’ IL GIORNO DELLA VERITA?

Martedì ci sarà un incontro per chiarire questi aspetti, «noi chiederemo alla Cupello Ambiente», dice Gerardini, «di ritirare questo studio di impatto ambientale, in quanto siamo stati coinvolti impropriamente. E’ una iniziativa che contrasta con il Piano Regionale per i Rifiuti, che non prevede ulteriori vasche di iniziativa pubblica».

 

Perché c’è la necessità di una quarta vasca?

«Che ci sia la necessità di una quarta vasca lo dice la Cupello Ambiente, per quanto riguarda le esigenze del Civeta al momento non c’è alcuna esigenza di avere una quarta vasca».

 

Per quanto riguarda le due particelle di proprietà del Civeta, siete disposti a concederle?

«Quelle sono particelle che fanno parte di un’area di cosiddetta compensazione ambientale agli attuali impianti, quindi al momento non è assolutamente possibile utilizzarle. Non sono nella loro disponibilità, contrariamente a quanto c’è scritto nello studio di fattibilità presentato per il Via».

 

Da dove provengono i rifiuti che oggi giungono al Civeta?

«Le provenienze noi non le conosciamo perché la Cupello Ambiente ha una sua amministrazione autonoma. Ora abbiamo chiesto di avere un report preciso di tutti i conferimenti con le relative provenienze. Con la Cupello Ambiente abbiamo delle cose da chiarire per poter avere un rapporto corretto».

 

Quindi non siete intenzionati ad aprire una nuova vasca?

«Noi diremo al comitato Via che lo studio di impatto ambientale, contiene alcune affermazioni non vere! Faremo una comunicazione nella quale diremo che questa è una iniziativa di un privato, che tutto ciò che in essa c’è scritto che riguarda il Civeta deve essere cancellato».

 

 

Perché dunque tanta fretta di costruire un nuovo invaso? Perché la Cupello Ambiente ha agito senza interpellare il Consorzio Civeta? Cosa ha fatto presupporre alla Cupello Ambiente la disponibilità dei terreni del CIVETA?

Domande che avranno delle risposte nell’incontro che Franco Gerardini avrà con i vertici della Cupello Ambiente martedì 7 novembre. La Cupello Ambiente, secondo quanto affermato da Gerardini, ha presentato una documentazione per lo studio di impatto ambientale, che poggia su presupposti che la società non poteva fornire, «non veri», come è possibile?

 

 


LA GRANA DA CERIGNOLA: L’INDAGINE E LE ACCUSE

Era il 7 dicembre del 2016, quando il sindaco di Cerignola Francesco Metta, riceveva presso il municipio di Cerignola, la visita di Rocco Bonassisa (titolare di Agecos spa che ha fondato Cupello Ambiente), che gli consegnava una scatola di biscotti, che si rivelerà contenere 20 mila euro in contanti.

Il sindaco denunciò subito il fatto alle autorità, fatto da cui ebbero inizio le indagini per il reato di tentata corruzione per cui sono indagati Rocco Bonassisa e Gerardo Biancofiore presidente regionale dell’Ance, l’Associazione nazionale costruttori edili, «perché in unione e concorso tra loro, offrivano la somma di euro 20.000 in contanti a Francesco Metta, sindaco di Cerignola e Presidente del Consorzio di Igiene Ambientale Foggia 4, per indurlo ad autorizzare (o comunque a favorire il rilascio dell’autorizzazione) proposta di project-financing per la realizzazione e successiva gestione del sesto lotto della discarica di rifiuti urbani da realizzarsi presso l’impianto SIA sito in contrada Forcone-Cafiero e comunque per acquisire vantaggi futuri».

Per quei fatti nel pomeriggio del 31 ottobre 2017 Gerardo Biancofiore è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, per il reato di istigazione alla corruzione e posto ai domiciliari.

 

IL PROGETTO

I rapporti tra il sindaco di Cerignola, Gerardo Biancofiore e Rocco Bonassisa hanno inizio nell’ottobre del 2016, quando i due avevano manifestato informalmente la loro intenzione di sottoporre al consiglio di amministrazione di SIA e al consorzio presieduto da Metta, una proposta di finanza di progetto per la realizzazione e successiva gestione del sesto lotto della discarica di rifiuti urbani in contrada Forcone-Cafiero, Metta aveva invitato i due a rappresentare la loro intenzione in forma scritta e ad indirizzarla al consiglio di amministrazione di SIA.

Proposta proveniente da una costituenda associazione temporanea di imprese di cui avrebbero fatto parte l’azienda del Bonassisa, quella del Biancofiore ed un terzo soggetto.

Tale richiesta era stata sottoposta da Metta al consiglio di amministrazione di SIA e all’assemblea dei sindaci del consorzio, che unanimemente aveva autorizzato la presentazione della proposta; tuttavia, su richiesta formale di Metta, il consiglio di amministrazione di SIA e l’assemblea avevano deciso di avviare trattative con diversi istituti bancari allo scopo di accedere al credito e realizzare direttamente il sesto lotto senza ricorrere a privati.

 

Antonia Schiavarelli