PROBLEMI E SOLUZIONI

Unione inquilini, «utilizzare immobili pubblici e privati vuoti»

«Serve rovesciamento politiche della casa»

Redazione PdN

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Unione inquilini, «utilizzare immobili pubblici e privati vuoti»

ABRUZZO. L’Unione Inquilini e Rifondazione Comunista rilanciano la proposta di riutilizzo degli immobili pubblici e privati vuoti o in disuso per fini abitativi, attraverso il recupero e l’autorecupero, attuando e rendendo l’intervento strutturale.

 

Dopo la giornata di mobilitazione nazionale “sfratti zero” dello scorso 10 ottobre, nei giorni scorsi l’Unione Inquilini ha inviato una lettera ai prefetti delle 4 province abruzzesi e ai sindaci di Pescara, Chieti, L’Aquila e Teramo invitando i prefetti in tempi brevi e con la massima trasparenza e pubblicità a dare seguito alla circolare del 1 settembre 2017, emessa dal Ministro dell’Interno nella parte in cui invita che i prefetti, i sindaci e la regione a provvedere tempestivamente alla mappatura degli immobili pubblici e privati inutilizzati e in disuso, da poter riutilizzare in alloggi per affrontare la precarietà abitativa e, anche, di prevedere la possibilità di dedicare a questa finalità immobili sequestrati alla grande criminalità organizzata, che purtroppo non mancano nelle nostre province.

Inoltre si chiede di valutare l’applicazione di quanto previsto dall’articolo 26 commi 1 e 1bis della legge 164/2014 (“legge Sblocca Italia”) in materia di utilizzo di immobili del demanio civile e militare da destinare prioritariamente ai fini di edilizia residenziale pubblica attraverso il recupero o l’autorecupero, da assegnare alle famiglie collocate nelle graduatorie o con sfratto per morosità incolpevole.

L’Unione Inquilini e Rifondazione Comunista ribadisce la necessità di istituire commissioni per la graduazione delle esecuzioni di sfratto, con tutti i soggetti istituzionali e le parti sociali, al fine di rendere operativo un percorso efficace e reale di accompagnamento sociale, che impedisca l’esecuzione dello sfratto senza il passaggio da casa a casa.

Ma si chiede anche un rovesciamento delle politiche nazionali sulla casa: «è urgente», dicono Walter Rapattoni e Corrado di Sante, «un piano nazionale per l’edilizia popolare pubblica, senza consumo di nuovo suolo. È vergognoso e criminale che, ubriacati dalle politiche di austerità che hanno favorito solo le speculazioni dei furbetti del mattone, governo e regioni abbiano risposto agli sfratti e alle 650.000 famiglie nelle graduatorie: con l’azzeramento del fondo contributo affitto, con la riduzione nel 2017 a soli 11 milioni di euro disponibili del fondo morosità incolpevole; con l’assenza completa di programmi di aumento dell’offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica».