FRATTURE

Esperimenti sotto il Gran Sasso e mobilitazione: ed ora assemblea di tutti i sindaci

La chiede il primo cittadino di  Notaresco che sembra non fidarsi delle istituzioni

Redazione PdN

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Decreto terremoto, i sindaci di 8 Comuni teramani chiedono agevolazioni su mutui e scadenze

E i sindaci che dicono?

 

 

ABRUZZO. Un primo cittadino che chiede subito una assemblea con tutti i suoi omologhi dei comuni del Teramano per chiedere trasparenza, organizzare una protesta e contestare …. le istituzioni per la gestione della comunicazione dei Laboratori del Gran Sasso.

 

Il sindaco di Notaresco, Diego di Bonaventura, in una lunga lettera al Presidente della Provincia ripercorre i fatti delle ultime settimane che hanno ormai chiarito senza dubbi che nelle viscere della montagna si terrà un esperimento con materiale radioattivo con laboratori che non sono in sicurezza.

 

 

Gli obiettivi della assemblea richiesta sono «la partecipare alle varie iniziative di mobilitazione che i cittadini stanno organizzando e organizzeranno nei prossimi mesi; l’organizzare sul territorio incontri con chi ha divulgato, dati e documenti alla mano, l'avvio dell'esperimento SOX; la richiesta al Governo per la messa in sicurezza, una volta per tutte, dei Laboratori e delle gallerie autostradali sotto il Gran Sasso, in modo da eliminare definitivamente i rischi;    attivare un ricorso al TAR per le autorizzazioni già concesse senza alcuna trasparenza e partecipazione della comunità; chiedere di rivalutare il documento del Piano di Emergenza Esterno dei Laboratori assicurando la massima partecipazione;  chiedere di eliminare le sostanze chimiche pericolose e/o radioattive nei laboratori in modo tale che entro poco tempo i laboratori escano dalla normativa relativa agli Impianti a Rischio di Incidente Rilevante» .

Ma molti sono i passaggi rilevanti nella lettera di Bonaventura che dopo aver chiarito di credere alla scienza, alla ricerca e allo sviluppo inizia la lista di sbavature istituzionali che si sono verificate in oltre 15 anni.

La sua posizione sembra molto simile a quella del Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua che ha parlato di rischio elevato, di radiazioni in caso di incidente pari a quelle sprigionate a mare nell’incidente di Fukushima, di poca trasparenza, di laboratori che sono abituati a lavorare nell’ombra, del rischio sismico, dell'effetto cumulo  e molto altro.

 

«Ritengo inaccettabile il silenzio dei Laboratori e del Governo rispetto all'informazione e al coinvolgimento delle comunità che ospitano l'importante e prestigioso centro di ricerca rispetto a tale progetto nonostante sia stato pianificato da anni. É veramente incredibile e inaccettabile che», dice il sindaco, «la notizia sia uscita solo dopo una segnalazione anonima ben informata verificata poi come vera da un giornale online e, per quanto riguarda le caratteristiche di SOX, dal lavoro di attivisti sui documenti ufficiali dei ricercatori stessi presentati solo in consessi scientifici».

 


«LABORATORI FANNO SENZA AVVISARE NESSUNO»  

«Non posso che stigmatizzare il fatto che tale situazione segue quella già nota riguardante il fatto che i Laboratori, senza avvisare nessuno, abbiano già in passato causato problemi all'acqua potabile, nel 2002 con il rilascio di una grande quantità di trimetilbenzene proprio da Borexino e susseguente sequestro della sala C. Nell'agosto 2016 è stata persa una certa quantità di Diclorometano, dopo una serie di gravi superficialità (lo spettrometro per monitorare la presenza di sostanze inquinanti era spento; la cappa pare non abbia funzionato; la pulizia dell'apparato sperimentale poteva essere svolta all'esterno e invece è stata condotta in sotterraneo). Solo l'intervento della ASL, dopo una settimana dall'avvio delle attività, ha permesso di individuare la perdita.

 

Queste due situazioni la dicono lunga sull'affidabilità dei Laboratori del Gran Sasso di operare con sostanze altamente pericolose».

 


IMPIANTO A RISCHIO INCIDENTE RILEVANTE

Il sindaco di Notaresco ricorda che i Laboratori sono ora classificati come Impianto a Rischio di Incidente Rilevante in base al D.lgs.105/2015 e alle norme precedenti per la presenza di 1.292 tonnellate di trimetilbenzene (esperimento Borexino) e 1.000 tonnellate di acqua ragia (esperimento LVD).

«Il Piano di Emergenza Esterno non ci pare essere stato concordato con le comunità locali così come previsto dalle norme vigenti.  Inoltre l'Art.94 del D.lgs.152/2006 pone un divieto insuperabile allo stoccaggio di sostanze pericolose o radioattive entro un raggio di 200 metri dalle captazioni idropotabili e sappiamo che tale distanza nel sistema Gran Sasso non è rispettata.  Aggiungo che questa distanza al Gran Sasso, vista l'entità dell'acquifero, dovrebbe essere senz'altro maggiore in pratica in quanto i 200 metri sono il limite generico (cioè vale da Caltanissetta a Trento sia per sorgenti di 1 litro/secondo che per 1000 l/s) imposto dalla norma come vincolo transitorio nelle more della predisposizione delle regioni dei vincoli sito-specifici. A 11 anni dalla legge la Regione Abruzzo è ancora inadempiente in tal senso e questo espone la nostra risorsa idrica più importante a rischi inaccettabili».

Insoddisfacenti vengono poi definite le risposte del direttore Stefano Ragazzi nel dibattito pubblico ad Isola del Gran Sasso.

 



LA LEGGE CHE IMPONE LIMITI E DISTANZE

«A parte scusarsi per la comunicazione non corretta, il Direttore dei laboratori non mi pare abbia risposto alle numerose obiezioni di merito. In primis la distanza di 200 metri, che non si capisce come possa essere superata. Poi quelle relative al rischio di fuoriuscita della sostanza radioattiva dal contenitore di tungsteno».

Duro anche contro il ministro che ha parlato di «rischio zero» «ma il rischio zero in natura non esiste per cui questo la dice lunga sulla volontà di affrontare seriamente i problemi reali e concreti».

Una frase che la dice lunga sull’insofferenza che monta sempre più nei territori teramani, sempre più costretti a subire scelte imposte da Roma.

Scelte sempre più spesso incomprensibili con il forte sospetto che siano anche rischiose ma l’ordine supremo ed inderogabile che giunge dall’alto è: tranquillizzare sempre e comunque.

Con questi risultati.