SPROFONDO ROSSO

Corte dei Conti boccia Comune di Chieti: «rosso a quota 14,9 milioni»

M5S: «ennesima bacchettata per Di Primio»

Redazione PdN

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Corte dei Conti boccia Comune di Chieti: «rosso a quota 14,9 milioni»

Umberto Di Primio

CHIETI. Ennesima e gravissima bocciatura della Corte dei Conti per il Comune di Chieti.

La Corte con delibera numero 138 dello scorso 21 settembre inchioda il Comune ad una innegabile evidenza: il deficit di cassa è troppo elevato e rischia seriamente di causare il dissesto finanziario dell'ente.

Dopo il monitoraggio del periodo gennaio-agosto 2017 l’istruttoria ha evidenziato per il Comune di Chieti, un disequilibrio di cassa pari a -14,9 milioni di euro corrispondente al 59% delle riscossioni di parte corrente.

Circa 15 milioni che pesano anche sulla normale gestione dei servizi e che creano problemi quotidiani per i pagamenti.

La rilevazione appare ulteriormente aggravata dalla rilevazione di un fondo di cassa finale, al netto dei pagamenti e degli incassi, ancora da regolarizzare, pari a zero.

Il Collegio segnala anche una differenza di parte corrente negativa (-14 milioni) nella gestione di liquidità: «tale circostanza necessità di un costante monitoraggio, atteso che l’esistenza di disavanzi significativi può essere sintomo di una non sana gestione finanziaria», scrive il presidente Antonio Frittella.

I giudici sottolineano che il verificarsi di un deficit di cassa è uno dei principali indicatori di squilibrio finanziario per il quale «devono essere analizzate le cause e trovati gli opportuni rimedi, così da ripristinare regolari flussi che consentano all’ente di far fronte agli obblighi di pagamento con tempestività e nel rispetto delle direttive europee».


Da qui l’invito al Consiglio comunale affinchè prenda coscienza dei «profili di criticità segnalato» e provveda ad interventi «idonei a garantire il conseguimento dell’equilibrio nella gestione della liquidità alla fine dell’esercizio in corso, nonché il rimborso dell’anticipazione di tesoreria».


Se dopo il monitoraggio relativo a tutto il 2017 le criticità saranno ancora tutte in piedi la sezione annuncia che procederà alla verifica di sana gestione.

Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo del MoVimento 5 Stelle lanciano una chiara e pesante accusa all'amministrazione Di Primio rea di iscrivere a bilancio somme non corrispondenti alle reali capacità di entrata del Comune: «Lo abbiamo sostenuto da sempre e con crescente chiarezza. Se si iscrivono a bilancio somme che storicamente non si sono mai incassate, si è costretti a sopperire con le anticipazioni di tesoreria. Se queste risultano sproporzionate rispetto alla capacità di riscossione reale, l'ente si trova in una situazione di squilibrio. E' questo che è stato definitivamente accertato dai magistrati contabili confermando la tesi che abbiamo sempre sostenuto».

«A questo punto credo che nessuno potrà più riversare su altri le responsabilità per questa ennesima “bacchettata” della Corte -. dice Ottavio Argenio secondo il quale –le responsabilità organizzative di Teate Servizi mi sembrano minime rispetto a quelle che pongo a carico di chi amministra la città senza la necessaria prudenza ed accortezza. Non è possibile continuare ad iscrivere tra le entrate del bilancio quelle somme che secondo il trend storico degli ultimi anni, nessuno è mai stato in grado di incassare. Significa falsare il risultato ed essere costretti a farsi prestare più soldi del normale da parte del tesoriere (Ex Banca Marche), innescando un circolo vizioso dal quale è difficile uscire».

I due Consiglieri sostengono che il comune di Chieti è ormai in piena crisi finanziaria: «riteniamo che per superarla, la Giunta aumenterà ulteriormente le tasse a carico dei cittadini e sicuramente registreremo un significativo aumento delle attività di riscossione coattiva da parte di Teate Servizi. Noi invece chiediamo come prima cosa, l'istituzione di una commissione di inchiesta a norma degli artt. 34 e 35 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale che peraltro è il soggetto istituzionale al quale si rivolge la Corte dei Conti, perché vogliamo verificare la possibilità di garantire l'equilibrio finanziario senza incidere ulteriormente sulle possibilità di spesa dei cittadini».