ECCEZIONI

L’Europa cede alla “diplomazia”: via libera alle “proroghette” e al piano Toto

Il pressing politico ha i suoi frutti: le regole del mercato hanno sempre più eccezioni

Redazione PdN

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L’Europa cede alla “diplomazia”: via libera alle “proroghette” e al piano Toto

Vestager e Delrio




BRUXELLES. L’Europa dice sì al governo Italiano e gli italiani pagheranno (tra gli altri) 2,5 miliardi di euro per i lavori sulla Autostrada dei parchi gestita dal gruppo Toto.

E’ l’ennesimo indizio di un minimo cambio di linea da parte della commissione europea, l’organo supremo che sovrintende sulla libera concorrenza e sugli aiuti di Stato.

L’impressione è che la rigidità di un tempo sui principi fondamentali che regolano la correttezza della concorrenza si sia un pò ammorbidita concedendo piccole grandi eccezioni.

E’ il frutto che il pressing della politica italiana sta facendo da mesi nei confronti della Commissione per sbrogliare situazioni incancrenite italiane che rigurdano ambiti importantissimi della economia nazionale come il finanziamento delle low cost, gli aiuti di stato alle banche da salvare, le proroghe delle concessinoi balneari e quelle delle autostrade.

E quello di ieri è stato definito un «accordo storico» che sblocca 10 miliardi di euro di investimenti.

E’ stato raggiunto dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio (lo stesso che premeva per i finanziamenti a Ryanair) e dalla commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager sulla proroga delle concessioni autostradali, questione in sospeso da oltre un anno e che ora l'Italia può considerare conclusa.

In seguito a questo accordo vi è stato anche un riscontro positivo ed esplicito da parte della Commissione per gli interventi sull’Autostrada dei Parchi, per 2,5 mld, volti alla messa in sicurezza post terremoto.




BENEDETTI DALL’EUROPA

Si tratta di un provvedimento trasversale voluto da tutti i parlamentari abruzzesi (esclusi i grillini) che ha permesso da una parte di abbandonare per ora il faraonico progetto di raddrizzamento dell’autostrada da 6,4 miliardi di euro e di accogliere lavori da 2,5 miliardi in cambio della proroga della concessione autostradale.

 

Il provvedimento prevede anche che i canoni arretrati non pagati da Toto che ammontano ad oltre 600 milioni di euro siano divisi in tre rate che scadranno il 31 marzo del 2029, 2030 e 20131.

C’era chi parlò di un «regalo»  a Toto sia per la dilazione del debito (a 20 anni) sia per la proroga della concessione in scadenza.


Non è così per il governo Renzi-Gentiloni, non è così nemmeno per la Commissione europea.


Si tratta di «un accordo definitivo su tutto il sistema delle concessioni autostradali, un accordo storico, frutto di un lavoro di 15-16 mesi», ha detto il ministro «molto soddisfatto».

Anche l'antitrust Ue conferma che la soluzione trovata, dopo mesi di negoziati, «rispetta le regole su aiuti di Stato e appalti».

Bruxelles spiega che «l'Italia ha previsto di modificare alcune concessioni senza una gara», per questo si è valutato l'aiuto di Stato.

Ma il ministro Delrio ha insistito in questi mesi che all'Italia venissero applicate le stesse regole usate per altri, come la Francia.

Infatti, spiega la Ue, «le regole Ue consentono agli Stati di dare sostegno per la fornitura di servizi di interesse generale, ma a determinate condizioni».

Ovvero: evitare sovra-compensazioni e assicurare la concorrenza.

Quindi, l'Italia si sarebbe impegnata a limitare i livelli di profittabilità dei concessionari, ridurre la durata delle proroghe e altre misure per consentire gare competitive per le proroghe in futuro.


Secondo il ministro Delrio l’accordo prevede: in primo luogo investimenti per favorire la crescita economica e la concorrenza, proteggendo i consumatori da tariffe non sostenibili, con un rallentamento dell’aumento tariffario che non andrà oltre lo 0,5% annuo di inflazione.

«E’ previsto  lo sblocco di interventi strategici che insistono sulla rete Ten-T per oltre 10 miliardi che mirano al completamento della  rete autostradale. Si tratta di opere essenziali e già previste nell’Allegato al Del 2017 del Ministero “Connettere l’Italia”: in Liguria, come il Passante di Genova, in Piemonte, come il completamento dell’Asti-Cuneo, in Toscana e in Emilia, con il triplicamento e quadruplicamento dell’A1, che rafforzeranno le performance del settore economico», ha detto Delrio.


Si guarda al 2030 come scadenza per il completamento di una rete integrata del Nord-Ovest costituita da Torino-Milano, Torino-Piacenza, Torino-Ivrea e Asti-Cuneo.

Secondo Delrio sarebbe  garantito «il rispetto dei principi del mercato interno, con la messa a gara in tempi brevi delle concessioni per la Torino-Ivrea e la Torino-Piacenza. Si prevede una rimodulazione della concessione con proroga al massimo per 4 anni, in linea con parametri europei, della Torino-Milano e degli interventi di Aspi per consentire il rallentamento tariffario».


La roadmap apre la strada a una notifica di aiuti di Stato che il Governo italiano depositerà a breve presso la Commissione che dovrà esprimersi in merito.



LA PROMESSA DI DELRIO: «PROROGHE IN CAMBIO DI STOP AD AUMENTI»

Il ministro ha spiegato che l'accordo «mirava a rendere credibili i piani degli investimenti, rendere il Paese più competitivo e completare le grandi arterie di cui ha bisogno per migliorare la crescita».

Inoltre, «c'è l'accordo sulla Gronda di Genova, sulla Asti-Cuneo e c'è una scelta strategica di fondo dell'Italia non solo di non chiedere proroghe ma di continuare a fare gare».

Le proroghe concesse, ha chiarito, «sono limitate, servono a uno scopo principale cioè calmierare le tariffe».

Quindi verranno fatte «molte più gare, al 2030, per unificare e rendere più forti anche i sistemi autostradali che oggi sono troppo frazionati».

Parlando delle proroghe, il ministro ha spiegato che «sulla Gronda di Genova ce n'è una di quattro anni ad Aspi, autostrade per l'Italia. Per l'Asti-Cuneo si manda in gara la Torino-Milano ma si dà una piccola proroga sull'altra concessione, e questo consente il completamento e l'investimento di 350 milioni sulla Asti-Cuneo. Poi tutte e tre insieme, insieme ad Ativa, andranno in gara, però dopo verranno unificate con la Asti-Cuneo per un'unica concessione. Raggiungendo uno degli scopi del Governo cioè creare un unico gestore di un sistema del Nord Ovest, con l'idea di aggregare il più possibile le tratte autostradali».