L'ULTIMA AVVERTIMENTO

Regione Abruzzo, la strigliata via posta ai dipendenti per concludere iter bandi pubblici

Lavoro da chiudere entro il 31 luglio o scattano valutazioni negative

Redazione PdN

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REGIONE ABRUZZO TARGA

ABRUZZO. Una scadenza perentoria: c’è tempo fino al 31 luglio prossimo per esaminare 200 domande istruttorie ancor in stand by dei partecipanti al bando del Pacchetto ‘Giovani Agricoltori’.

Il mancato rispetto dei tempi (scaduti il 30 giugno scorso) e eventuali nuovi ritardi produrranno conseguenze nelle valutazione dei risultati di attività di dirigenti e funzionari.

Il messaggio è stato spedito, per iscritto, il 29 giugno scorso, ai dirigenti del Servizio politiche per l’inclusione e politiche di rafforzamento della competitività in Agricoltura, dal direttore Antonio Di Paolo (Direzione Politiche agricole).

Il direttore ha comunicato di aver dovuto prendere atti «con vivo disappunto» del mancato raggiungimento dell’obiettivo che era fissato al 30 giugno, data entro la quale doveva essere pubblicata la graduatoria provvisoria. Di Paolo chiede di «trovare una soluzione idonea per accelerare l’iter» e assegna il nuovo «termine improrogabile», ovvero il prossimo 31 luglio. «Ovviamente», conclude, «l’accaduto sarà considerato in termini negativi in sede di valutazione».

In effetti la situazione è critica: a 17 mesi dall’uscita della Misura del Programma di Sviluppo Rurale, e a quasi un anno dalla sua chiusura, la Regione Abruzzo non è ancora riuscita a completare le istruttorie ed a stilare una graduatoria mentre migliaia di giovani attendono una risposta.

Un ritardo inspiegabile che blocca i 14 milioni di euro messi a bando con il rischio di doverli restituire all’Europa.

«E’ pazzesco», commenta il presidente della Commissione Vigilanza Mauro Febbo, contestando la missiva del direttore, «che il principale colpevole scarichi le colpe su coloro che fino ad oggi hanno solo subito ed eseguito gli ordini insensati ed utopistici di un Governo regionale ormai allo sbando più totale».

Di certo l’aria alla Direzione Politiche agricole della Regione Abruzzo non è facile dopo i problemi di riorganizzazione della struttura e degli uffici, la chiusura delle sedi periferiche e il pensionamento anticipato di decine di funzionari.

Nelle scorse settimane c’è stata anche una sentenza del Tribunale Ordinario di Teramo  che ha riconosciuto come antisindacale il comportamento della Regione laddove ha proceduto a collocare in disponibilità parte del personale della Direzione Politiche agricole senza consultare le organizzazione sindacali. Infatti i trasferimenti, oltre a creare forti disagi al personale regionale, hanno prodotto ripercussioni negative sulla filiera agricola della Regione Abruzzo. Infine è notizia di questi giorni che i Dirigenti della Direzione Politiche agricole, Valente e Di Fabrizio, responsabili anche delle Misure fondamentali come ristrutturazioni e investimenti, siano pronti a lasciare il proprio ruolo per essere collocati in altre Direzioni regionali.

Ora l’ultima novità: la punizione per dirigenti e funzionari per il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati per il Pacchetto Giovani.

Febbo parla di «epurazione» messa in atto «seguendo le orme del presidente D’Alfonso nella sostituzione del rup Filippo Manci nella vicenda del Project financing dell’ospedale Chieti».

«Il direttore (con la copertura politica dell’assessore)», continua l’esponente di centrodestra, «cerca i responsabili da punire tra coloro che in questi ultimi mesi hanno solo dovuto eseguire esclusivamente le sue di direttive senza una logica programmatoria».

I numeri parlano chiaro: ci sono voluti 17 mesi per arrivare ad esaminare ed istruire circa 500 domande ed adesso si pretende dalla propria struttura di chiudere solo in un mese le restanti pratiche che sono oltre 200.

«Questo comporterà verosimilmente la bocciatura della totalità delle domande ancora da istruire aprendo la strada a migliaia di ricorsi amministrativi ed al blocco dei fondi destinati ai giovani imprenditori», ipotizza Febbo.

Inoltre Di Paolo riveste anche il ruolo di Autorità di Gestione dei fondi PSR quindi, secondo il presidente della Commissione Vigilanza sarebbe arrivato il momento di accettare e riconoscere il fallimento della riorganizzazione del Dipartimento Politiche agricole voluta e pensata da D’Alfonso e, poi, «affossata e dissestata da Di Paolo con il silenzio assenso dell’assessore Dino Pepe».

Alessandra Lotti