RITORNO DAL PASSATO

Condanna maxi risarcimento Comune Spoltore: l’ex sindaco Ranghelli già a processo

Veti, inerzia interessata e interessi politici dietro il no al piano di recupero di Di Gregorio

Redazione PdN

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Condanna maxi risarcimento Comune Spoltore: l’ex sindaco Ranghelli già a processo

Franco Ranghelli

 

SPOLTORE. Dietro l’inerzia del Comune di Spoltore sul piano di riqualificazione a Villa Raspa proposto da Di Gregorio, e che ora costerà un bel po’ di soldi alle casse pubbliche, ci sarebbero stati i veti della politica di allora che avrebbero ostacolato un progetto in grado di fare concorrenza a quello sponsorizzato dal Pd dell’ex sindaco Ranghelli e non solo.

Insomma quella “cabina di regia” ipotizzata dalla procura di Pescara nella ormai lontana inchiesta sull’urbanistica che portò agli arresti clamorosi tra gli altri di Ranghelli e Marino Roselli, avrebbe volutamente messo i bastoni tra le ruote all’iniziativa privata che di fatto è stata zavorrata, osteggiata, sabotata e manomessa.

Il tutto per avvantaggiare il piano delle “due Torri” che doveva nascere a 300 metri dall’altra, a Villa Raspa, a ridosso del fiume Pescara.

Due proposte edilizie simili che hanno avuto destini opposti.

Dopo dieci anni e molti ricorsi al Tar, alla fine il Consiglio di Stato ha deciso che la colpa fu del Comune di Spoltore, all’epoca della giunta Ranghelli, e per questo l’ente sarà costretto a pagare un maxi risarcimento ancora da quantificare che potrà oscillare tra i 300mila e i 7 mln di euro.

Inoltre dovrebbe essere già scattata la segnalazione di danno alla Corte dei Conti per l’individuazione dei responsabili ai quali richiedere la somma rutto di danno erariale.

Ma quello che giova sapere oggi  è che per quei fatti l’ex sindaco Franco Ranghelli e l’assessore all’Urbanistica Partenza sono sotto processo ancora (visto che è stato fatto ricominciare da capo per il cambio del giudice)  e ben due capi di imputazione li inchiodano proprio sull’affare Di Gregorio.

Vittoriano Di Gregorio nel 2009 sporse denuncia la quale finì nella maxi inchiesta del pm Gennaro Varone.

Recentemente, dopo essere stato ascoltato dagli investigatori della Forestale, lo stesso Di Gregorio è stato ascoltato al processo confermando tutte le accuse.


 

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LE CARTE DELL'INCHIESTA. SPOLTORE. Avevano costituito una sorta di Consiglio comunale ombra o una giunta occulta. Una sottospecie di P4 di paese che riusciva però a determinare le decisione degli organi istituzionali “democratici”.


LA DENUNCIA

«Verso la fine dell’anno 2007, inizio dell’anno 2008», denunciò Di Gregorio, «tra i vari imprenditori che mi hanno contattato si è presentato il signor Di Persio (non indagato) in qualità di mediatore il quale mi riferii che l’impresa Trulli, se ricordo bene di Montesilvano, era interessata all’acquisto dell’area dove è sita la mia azienda. Ricordo che durante la trattativa con il signor  Di Persio, mentre si parlava di referenze utili per velocizzare la pratica edilizia, uscì il nome dell’architetto Marino Roselli, all’epoca Presidente del Consiglio Regionale, con riferimento al quale il Di Persio mi riferì che con Roselli “era tutto a posto” ».

Di Gregorio raccontò anche che alcuni giorni ricevette le telefonate del consigliere di maggioranza Leone Di Marzio (non indagato),  e persino di un pezzo grosso come Vincenzo Del Colle (non indagato), ex presidente della Giunta Regionale, famoso per essere stato coinvolto nella prima sanitopoli abruzzese con Angelini a metà anni ‘90.

La cosa strana è che entrambi i chiamanti parteggiavano per Di Persio spingendo Di Gregorio a vendere i suoi terreni.

 E poi ci sono stati gli incontri con l’ex sindaco Ranghelli…


«In ogni incontro il Sindaco si mostrava sempre vago e poco entusiasta del mio progetto edilizio e continuava a rinviare e posticipare di mese in mese la discussione del progetto», disse Di Gregorio, «nell’ incontro tra gennaio e febbraio 2009 insieme all’avvocato Belli ed all’ingegner Giuseppe De Santis sono stato ricevuto nell’Ufficio del Sindaco Ranghelli. Il Sindaco una volta visto gli elaborati grafici del Piano di Recupero di Gregorio mi riferii in maniera diretta che si doveva attendere prima il completamento dell’iter di approvazione di un altro piano di recupero pendente ovvero la “Villa Costruzioni”. Alla mia domanda che cosa ci entrasse il mio Piano di Recupero con quello della Villa Costruzioni, il Sindaco mi rispose che potevo aspettare per l’approvazione….

Nell’incontro del 15 Ottobre 2009, tenutosi presso la stanza del Sindaco, alla sua presenza, del sottoscritto, del tecnico progettista Arch. Cipoletta e dell’allora Assessore all’Urbanistica, Dino D’Onofrio, il Sindaco Ranghelli mi disse espressamente che il progetto presentava una serie di problemi progettuali e pertanto se non avessi ritirato il progetto, lui l’avrebbe fatto bocciare aggiungendo che lui possedeva anche capacità di voto in Consiglio Comunale».

Una volontà preordinata e chiara quella ribadita nella denuncia ascritta al primo cittadino che trovava il tempo anche di manifestare la propria “potenza” potendo predire o imporre l’esito del consiglio comunale come in effetti accadde.

 

 

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IL CONSIGLIO COMUNALE ETERODIRETTO

 Il 26 novembre 2009 il Consiglio comunale bocciò il Piano di Recupero di Gregorio in virtù di un vizio contenuto nello schema di convenzione dove era previsto lo scomputo degli oneri derivanti dalle urbanizzazioni secondarie e dal costo di costruzioni in contrasto con la legislazione vigente che lo vietava.

 

Ma l’avvocato di Di Gregorio, Belli, anche lui ascoltato dalla Forestale durante le indagini, fece mettere a verbale che quel documento contestato era apocrifo e dunque la pratica manomessa.

 

Il giorno dopo il voto del consiglio comunale si precipitò all’ufficio tecnico per vedere le carte e lì incontrò il dirigente Santroni e l’architetto Ciro Cipolletta.

«Qui ho potuto constatare una “manomissione” di alcuni documenti», denunciò Beli, «in precedenza depositati dallo stesso arch. Cipolletta, con il fine di sostituire un documento presente nella istanza (precisamente lo schema di convenzione) con altro documento non idoneo tanto da permettere la “bocciatura” dell’intero progetto “Di Gregorio”, con una motivazione. (...)  Con tutta evidenza, io e l’Arch. Cipolletta, abbiamo notato che sul frontespizio si vedeva chiaramente che le punte metalliche della cucitrice, che fascicolavano la documentazione, erano state tolte e riapplicate in posizione diversa da quella originale tante che si notavano chiaramente i forellini della precedente spillatura in posizione diversa dall’attuale spillatura».

Nel capo di imputazione l’ex sindaco Ranghelli è accusato di concussione «perché, con abuso della funzione e dei poteri di sindaco di Spoltore, al fine di favorire il PRU presentato da Villa Costruzioni, che rischiava di subire la concorrenza commerciale del PRU Di Gregorio, chiedeva espressamente a quest’ultimo di rinunziarvi, dietro minaccia di bocciatura del PRU in consiglio comunale (bocciatura che, poi, egli stesso promuoveva, con estemporanea decisione, superando, in tal modo, l’azione del commissario ‘ad acta’, nominato dal TAR Abruzzo per far fronte all’inerzia della pubblica amministrazione), avvalendosi di una relazione (che egli stesso richiedeva con urgenza, allo scopo di utilizzarla pretestuosamente), con la quale i tecnici  indicavano una serie di irregolarità»

 

Sempre secondo l’accusa Ranghelli avrebbe posto in essere «atti idonei e diretti in modo non equivoco a costringere od indurre Di Gregorio a promettergli la rinunzia alla realizzazione del PRU proposto, a beneficio ed utilità di Villa Costruzioni e di Marino Roselli (tecnico di Villa Costruzioni, cui il Ranghelli era legato nell’ambito dell’associazione a delinquere separatamente contestata); non riuscendo nell’intento per cause non dipendenti dalla sua volontà».

Sono passati quasi 10 anni: la giustizia non ha ancora fatto il suo corso, presto piomberanno sugli imputati le prescrizioni ma la vicenda continuerà  a pesare sulla collettività ancora per molti anni  e saranno solo i cittadini a pagare. Sempre che il risarcimento non provochi il default del Comune….

 

a.b.