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Project Financing Chieti, anche il parere del secondo legale affossa il progetto Maltauro

Febbo: «nuovi ostacoli procedurali» e il nuovo Rup Primavera tace

Redazione PdN

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Ospesale Maltauro, Cgil Fp: «fermare il project financing»

Riunione del 7 agosto 2015

CHIETI. Dopo che il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha avocato a sé tutto il procedimento amministrativo del project financing della Maltauro sul nuovo ospedale di Chieti, arriva un fulmine a ciel sereno.

C’è infatti un nuovo parere negativo: è firmato dall’avvocato Velia Leone dello studio ‘Leone e Associati’ di Roma, incaricata dal primo gruppo di lavoro nominato dalla Asl a febbraio scorso.

Ad annunciarlo è il presidente della Commissione vigilanza Mauro Febbo che due giorni fa ha ricevuto il documento, su precisa richiesta, dal manager dell’Asl Pasquale Flacco.

Si tratta del secondo parere negativo dopo quello già espresso da Veronica Vecchi, docente responsabile dei corsi alla Bocconi in materia di partenariato pubblico e privato, espressa sul Piano economico finanziario presentato dal raggruppamento di imprese.

L’avvocato Leone, chiamata ad approfondire le tematiche giuridiche, vede il percorso del project financing pieno di ostacoli e cavilli giuridici non ancora chiariti.

Il parere era stato richiesto alla luce delle rilevanti criticità riscontrate, in corso di istruttoria, in merito alla proposta ricevuta dalla ICM, e per verificare la possibilità di poter richiedere modifiche a tale proposta ed in quali termini.

Ebbene, dopo un’attenta e approfondita analisi di tutte le questioni rilevate e sottoposte, la consulente ha così concluso: «le considerazioni finora svolte inducono a ritenere che l’ASL o la Regione , potrebbero trovarsi a dover affrontare notevoli criticità procedimentali…sia nel caso di un invito al RTI Proponente a modificare in modo radicale la Proposta, sia nel caso inverso, in cui intendano rigettare la Proposta, in virtù delle criticità rilevate dal GDL (Gruppo di Lavoro)».

Quindi l’avvocato Leone consiglia e suggerisce, per non incorrere in comportamenti illegittimi, alla ASL o alla Regione, a invitare la Proponente ad apportare le modifiche alla proposta, alla luce delle criticità rilevate dal Gruppo di Lavoro «purchè ciò sia possibile senza modificare l’oggetto o la sostanza della Proposta». Invece, nel caso in cui non si possa arrivare a una modifica della proposta, in modo da superare le criticità riscontrate, si ritiene che si possa rigettare la stessa, nel rispetto della procedura.



NUOVI PESANTI PALETTI

«Appare evidente – commenta Febbo – come il parere dell’avvocato Leone ponga ulteriori e pesanti paletti alla procedura del project financing rilevando come la stessa si presenti sempre più complessa e problematica. A questo punto, non si comprende la scelta della Regione di avocare a sé la procedura dopo che sono state riscontrate notevoli criticità a cui non è stata data alcuna soluzione o risposta, facendo decorrere ulteriore tempo e ponendo la ICM in una potenziale situazione di preferenza rispetto ad altre aziende interessate». Una situazione che nel futuro potrebbe aprire le porte a ipotesi di contenzioso nei confronti dei diversi operatori interessati.

Il parere rimesso dall’avvocato Leone, inoltre, impegna l’Ente interessato a valutare e considerare con peculiare attenzione e in maniera particolarmente approfondita tutte le criticità fino ad oggi dedotte e rilevate, ma mai attenzionate dalla Regione.

Nel corso dei mesi sono state messe sul tavolo criticità, rappresentate in maniera molto circostanziata, dal RUP “defenestrato” (Ingegner Manci), dai tecnici (sanitari e amministrativi) della ASL e dalla professoressa Vecchi consulente economico della Bocconi.

Senza considerare, che i termini per la dichiarazione di pubblico interesse sarebbero comunque scaduti il 15 maggio scorso.



IL NUOVO RUP TACE

«A tutto ciò», continua Febbo, «si deve aggiungere che nella delibera di giunta n.277 del 25 maggio 2017 la Regione, attraverso il neo direttore generale vicario Vincenzo Rivera (fedelissimo di D’Alfonso), doveva nominare sia il nuovo Rup (dopo la epurazione di Filippo Manci) sia altri tecnici di supporto per la valutazione del progetto».

Il nuovo Rup, ovvero l’ingegner Emidio Primavera doveva trasmettere entro il 30 Giugno, oggi, il parere che non è stato trasmesso «e non lo sarà nell'immediato», annuncia Febbo, «anche in considerazione della complessità dei rischi sia amministrativi sia penali che la questione sta producendo».

Secondo il presidente della Commissione Vigilanza il vero intento del Governo Regionale, e soprattutto del suo presidente, sarebbe quello di arrivare a "ingessare" la pratica, chiudere reparti importanti del nosocomio teatino e quindi far perdere i requisiti per il Dea di secondo, trascinandosi anche il trasferimento della Facoltà di medicina a favore di Pescara.

«Come indica l'avvocato Leone, per ultimo», fa notare Febbo, «se si fosse operato in buona fede si poteva da tempo rigettare questo progetto e chiederne altro più mirato a risolvere con urgenza le problematiche sismiche e soprattutto economicamente più confacente ai bilanci della nostra ASL».