L'APPROFONDIMENTO

La lunga strada verso il nulla

La storia infinita della Variante 16 dell'Anas, l'importante arteria che dovrebbe collegare Francavilla a Montesilvano. Venti anni non sono bastati per concludere l'opera. E le sorprese (amare) non mancano.

Redazione PdN

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La lunga strada verso il nulla

Variante 16 San Silvestro


Idee, studi di fattibilità, progetti, pareri, promesse, fondi, appalti e finalmente i cantieri. Anni di parole (molte) e fatti (pochissimi ed inutili). E’ la storia comune di una grande opera tutta italiana: la circonvallazione che collega Montesilvano e Francavilla. Nota come “variante Anas della statale 16”. Sono già 15 gli anni trascorsi dall’inizio della “fase operativa” ma, dalla circonvallazione esterna di Pescara, i prolungamenti verso i due grossi poli cittadini periferici non sono ancora funzionanti. Gli ultimi aggiornamenti dall’Anas parlano di attesa per «l’appalto degli impianti» relativi a ventilazione, illuminazione per le gallerie e la segnaletica orizzontale e verticale. Parole che lasciano trasparire la crudele realtà: c’è da attendere ancora anni per poter sfruttare quella importante arteria viaria. Inoltre «non è stato possibile espletare un unico appalto» dunque i ritardi e le lungaggini devono moltiplicarsi. Stiamo parlando del doppione della statale 16, quella che taglia tutta la costa della nostra regione e che è, in ogni suo chilometro, ingolfata di traffico ed inquinamento. Si pensi quali benefici avrebbe potuto portare un’opera simile ai residenti di Francavilla, Pescara, Montesilvano e a tutte quelle migliaia di persone che sono costrette a recarsi lì se le opere pubbliche servissero a risolvere i problemi invece che a vincere le elezioni ingannando gli elettori con false promesse. Inutile sottolineare che per ben 15 anni questo è successo.


Eppure è la stessa Anas, un paio di anni fa, ammetteva: «La realizzazione di quest’opera − ha dichiarato il direttore generale dell’Anas Francesco Sabato - rappresenterà un ulteriore tassello nella prosecuzione verso nord della variante alla strada statale 16 Adriatica e costituirà parte del futuro tracciato del corridoio adriatico nel tratto abruzzese. L’Anas considera questa infrastruttura strategica per l’Abruzzo, perciò abbiamo accelerato i tempi e contiamo di completare i lavori entro il dicembre del 2003». E’ solo una delle tante bolle di sapone. Inoltre spulciando la stampa quotidiana intorno all’anno 2000 si può ancora leggere: «l’entrata in esercizio del lotto 1, unitamente all'altro tratto in via di completamento a sud, tra i comuni di Pescara in località S. Silvestro e Francavilla a Mare, con raccordo alla statale 16 Adriatica in località Foro di Ortona, darà un notevole contributo all'alleggerimento dei traffico di notevole intensità che attanaglia le cittadine costiere, fortemente urbanizzate, interessate da punte di traffico di circa 30 mila veicoli giornalieri». Dunque c’è piena consapevolezza della portata della strada.
«Particolare attenzione è stata posta ai fini della sicurezza della circolazione in galleria», si legge ancora spulciando i vecchi comunicati Anas, «che sarà dotata oltre che degli impianti di illuminazione e ventilazione, anche di impianto idrico antincendio alimentato da apposito serbatoio, e di segnaletica luminosa e a messaggio variabile per la segnalazione di eventuali incidenti o anomalie».
Ma l’amara sorpresa deve ancora venire.

E’ vero, per una grande opera in un Paese come il nostro, occorrono tempi lunghi ma alla fine almeno si può tirare un sospiro di sollievo (o meglio saranno i nostri figli a farlo). Non in questo caso. Perchè 15 anni non sono bastati per completare soltanto metà dell’opera. Infatti, soltanto una sola delle due carreggiate che corre dal confine di Francavilla con Ortona fino ad oltre Montesilvano è stata finora realizzata. Con quali conseguenze?
«Le leggi sono cambiate nel frattempo», dicono all’Anas e come dargli torto, «per cui non è oggi possibile far circolare su una sola corsia auto in doppio senso di marcia». Solo sul tratto Francavilla-Pescara ci sono tre gallerie di 3 e 2 chilometri: una sola carreggiata per due sensi di marcia sarebbe troppo pericolosa oltre che contro la legge. Ecco allora il punto: fra «un anno» come dicono all’Anas -meglio due e mezzo- forse, ci sarà il tanto agognato taglio del nastro ma a poter circolare saranno soltanto le auto che procederanno nel senso sud-nord. Cioè i francavillesi impiegheranno meno tempo per raggiungere Pescara ma dovranno sorbirsi un ritorno travagliato sulla vecchia statale 16.
Tant’è. L’opera zoppa è servita.
Occorreranno sicuramente più di 6-10 anni invece per sperare nell’apertura del tratto di Montesilvano (le foto testimoniano l’avanzamento dei lavori). Inoltre recenti polemiche strumentali (ancora una volta sotto elezioni) hanno animato il dibattito sul «certo finanziamento» per la costruzione della seconda carreggiata. Polemiche e promesse che sembrano solo un oltraggio. Di sicuro c’è che «l’Anas ha inserito nel piano decennale» l’impegno del finanziamento. Non vi sono riscontri ufficiali circa l’inserimento nel piano triennale.



D’altro canto, l’ingegnere Vurro, una vera potenza dell’Anas regionale, in un mese e mezzo non è riuscito a
trovare il tempo per dare qualche risposta è impossibile per il gigante burocrate Anas che risulta sordo alle istanze di accesso agli atti: evidentemente l’argomento non era particolarmente gradito.
Alla direzione di Pescara non dicono nulla senza autorizzazione da Roma ed accedere a documenti pubblici è come al solito impossibile (la solita interpretazione utilitaristica della trasparenza).
Anche al Comune di Francavilla dicono di avere soltanto qualche disegno del tracciato e niente più. Inoltre non possono che citare soltanto voci che girano da più di un decennio. Di sicuro c’è un sollecito a firma del sindaco Roberto Angelucci alla stessa Anas per fare in fretta ad espletare le ultime gare di appalto («gare europee che vogliono il loro tempo»). Di certo sono stati spesi centinaia di milioni di euro per questa opera e tanti ce ne vorranno ancora per portarla a termine. Nel frattempo marcisce sotto i colpi del tempo. Di chi la responsabilità di questo immane fallimento? Inseguire il filo dello scaricabarile tra gli enti è cosa ardua.
Nel frattempo gli elettori avranno tempo e modo di riflettere accuratamente in coda sulla vecchia, trafficata, pericolosa, cara statale 16.