LA RIVOLUZIONE

La Commissione europea istituisce gli aiuti di Stato per i piccoli aeroporti

La battaglia avviata dall’Abruzzo per salvare dal fallimento Saga è stata vinta su tutta la linea

Redazione PdN

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La Commissione europea non ha voglia di aprire una infrazione sul caso Saga –Ryanair

Margrethe Vestager

 

 

ABRUZZO. Sarà anche “Delrio di onnipotenza”  ma quella che sembrava una pazzia diventa realtà. Anzi legge ed è con questa bisognerà ora fare i conti.

La Commissione europea ha approvato nuove norme sugli aiuti di Stato appena entrate in vigore che esonerano alcune misure di sostegno pubblico a favore di porti e aeroporti, della cultura e delle regioni ultraperiferiche dall'esame preliminare della Commissione. L'obiettivo dichiarato è «facilitare investimenti pubblici in grado di creare posti di lavoro e stimolare la crescita, pur mantenendo la concorrenza».

In pratica sostiene la Commissione europea che sovrintende alle regole del libero mercato e della concorrenza: se si danno aiuti di Stato a piccole società in zone “ultraperiferiche” ci sono scarse possibilità di minare la libera concorrenza e dunque il mercato.

Ora bisognerà capire quali sono queste zone “ultraperiferiche” (magari scopriamo oggi che a qualcuno fa gioco considerare l’Abruzzo la periferia del mondo -economica e culturale..) ma il provvedimento -che scatenerà una serie di effetti collaterali tutti da valutare- concentrandosi solo sul particolare perde di vista il panorama generale.

In pratica se è vero che pochi soldi dati ad un piccolo aeroporto non cambiano il mercato, pochi soldi dati a tanti piccoli aeroporti in tutta Europa forse qualche effetto sulla libera concorrenza del mercato possono generarlo…

A cantare vittoria saranno il governatore della Regione Abruzzo, il ministro Delrio e la maggiore beneficiaria: la compagnia aerea “low cost” Ryanair.

Il regolamento generale di esenzione per categoria del 2014 ha autorizzato gli Stati membri ad attuare senza previa approvazione della Commissione una vasta gamma di aiuti di Stato che hanno scarse probabilità di falsare la concorrenza. Di conseguenza è ormai esonerato circa il 95% degli aiuti di Stato attuati dagli Stati membri (per una spesa annua complessiva di circa 28 miliardi di euro). Ad esempio, nel settore della ricerca, sviluppo e innovazione il numero delle notifiche di aiuti di Stato si è dimezzato dal 2014 (si veda il quadro di valutazione degli aiuti di Stato 2016).

La Commissione ha ora esteso il campo di applicazione di questo regolamento ai porti e agli aeroporti, in seguito a due consultazioni pubbliche.


PICCOLI AEROPORTI SALVI

Per quanto riguarda gli aeroporti, gli Stati membri possono adesso effettuare investimenti pubblici negli aeroporti regionali che gestiscono fino a 3 milioni di passeggeri all'anno in piena certezza giuridica e senza previo controllo della Commissione. Questo faciliterà gli investimenti pubblici in più di 420 aeroporti di tutta l'Unione (che gestiscono circa il 13% del traffico aereo).

Il regolamento autorizza inoltre le autorità pubbliche a coprire le spese di funzionamento di piccoli aeroporti che gestiscono fino a 200 000 passeggeri all'anno. Questi piccoli aeroporti, che sono quasi la metà di tutti gli aeroporti dell'UE ma gestiscono solo lo 0,75% del traffico aereo, possono offrire un importante contributo alla connettività di una regione, ma difficilmente possono falsare la concorrenza nel mercato unico dell'UE.

Tra questi non rientra l'aeroporto d'Abruzzo che viaggia sui 500mila passeggeri all'anno dunque continuerà a non poter ricevere finanziamenti pubblici per il "funzionamento" come è accaduto fino ad ora -se le condizioni rimarranno immutate.

 

PORTI

Per quanto riguarda i porti, gli Stati membri possono ora effettuare investimenti pubblici fino a 150 milioni di euro nei porti marittime fino a 50 milioni di euro nei porti interni in piena certezza giuridica e senza previo controllo della Commissione. Il regolamento autorizza le autorità pubbliche a coprire le spese di dragaggio dei porti e delle relative vie di accesso.

Inoltre, il regolamento prevede una serie di nuove semplificazioni in altri settori. In particolare, la Commissione si limiterà a esaminare i casi più importanti di aiuti di Stato che implicano importi più consistenti di aiuti per i progetti culturali (e solo se le misure in questione costituiscono effettivamente aiuti di Stato, il che nella maggior parte dei casi non si verifica) e per gli stadi multifunzionali.

La Commissione ha inoltre reso più semplice per le autorità pubbliche compensare le imprese per le spese aggiuntive sostenute quando operano nelle regioni ultraperiferiche dell'Unione, tenuto conto delle particolari difficoltà affrontate da tali imprese, per la lontananza di queste regioni e la loro dipendenza dal commercio di un piccolo numero di prodotti.

L'iniziativa mira a ridurre gli oneri amministrativi a carico delle autorità pubbliche e di altre parti interessate nell'ambito del programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT).

Nella pratica la Commissione non metterà bocca (dunque non controllerà) gli aiuti di Stato concessi secondo i parametri oggi indicati.

Margrethe Vestager, Commissaria responsabile per la Concorrenza, ha dichiarato: «Vogliamo fare in modo che le società possano competere a condizioni paritarie nel mercato interno, e vogliamo farlo nel modo più efficace possibile. Le norme dell'UE sugli aiuti di Stato sono le stesse per tutti gli Stati membri. I cambiamenti introdotti oggi risparmieranno agli Stati tempo e fatica negli investimenti per porti e aeroporti, per la cultura e le regioni ultraperiferiche dell'UE, tutelando al contempo la concorrenza. Ciò permetterà altresì alla Commissione di concentrare l'attenzione sugli aiuti di Stato che incidono più fortemente sulla concorrenza nel mercato unico, per essere "grandi sulle grandi questioni e piccoli sulle piccole", a vantaggio di tutti i cittadini europei».

 

COSA CAMBIA: I DOCUMENTI

Oltre alla revisione del regolamento generale di esenzione per categoria, occorre ricordare la comunicazione sulla nozione di aiuto di Stato adottata nel maggio 2016, che chiarisce quali misure di sostegno pubblico non rientrino nel campo di applicazione del controllo UE degli aiuti di Stato, ad esempio perché non falsano la concorrenza nel mercato unico, aiutando così gli Stati membri a formulare misure di sostegno pubblico applicabili senza previo esame della Commissione. Ad esempio, conferma che gli investimenti pubblici in strade, vie navigabili interne e reti di distribuzione dell'acqua possono generalmente essere attuati senza previo esame della Commissione.

Inoltre, nel settembre 2016 la Commissione ha adottato una serie di decisioni sugli aiuti di Stato (si veda anche il precedente pacchetto del maggio 2015) che chiariscono quali misure di sostegno pubblico possano essere attuate dalle autorità degli Stati membri senza previo esame della Commissione, in quanto non incidono sugli scambi tra gli Stati membri.

Insieme, queste iniziative contribuiscono a stimolare gli investimenti riducendo gli oneri amministrativi per le autorità pubbliche e le imprese, e rafforzando al contempo la certezza del diritto per i beneficiari degli aiuti e i concorrenti. Ciò consente agli Stati membri di assumere la responsabilità delle loro scelte politiche sulle misure locali di aiuto di Stato e alla Commissione di concentrare le risorse sull'esame di misure di aiuto di Stato in grado di incidere maggiormente sulla concorrenza nel mercato unico.