IL FATTO

Davide Rosci scarcerato dopo 3 anni di carcere

Sconterà il residuo della pena ai servizi sociali

Redazione PdN

Reporter:

Redazione PdN

Letture:

2231

Davide Rosci scarcerato dopo 3 anni di carcere

Davide Rosci

TERAMO. E’ stato scarcerato nella giornata di ieri Davide Rosci, il giovane teramano condannato a 6 anni di carcere per l’assalto al blindato dei carabinieri avvenuto il 15 ottobre del 2011.

Rosci sconterà il residuo di pena, di circa 3 anni, ai servizi sociali, così come stabilito dal giudice di Sorveglianza de L’Aquila che ha accolto la richiesta di pena alternativa presentata dall’avvocato Filippo Torretta.

Rosci dopo la scarcerazione ha dato l’annuncio ai suoi amici via Facebook: «dopo 1884 giorni oggi finisce un incubo. Mi hanno appena scarcerato e torno ad essere un uomo “libero”. Ci sarebbero da dire mille cose ma un milione di sensazioni stanno attraversando la mia testa e il mio corpo. Una cosa pero’ ve la dico forte: grazie di tutto, siete i compagni e gli amici migliori del mondo!».

Nei mesi scorsi il tribunale dell'Aquila aveva accolto il ricorso presentato dal teramano per le pessime condizioni subite durante la detenzione. Il giudice ha riconosciuto per lui un risarcimento, da parte del Ministero della Giustizia, di 2.720 euro.

Bagno senza doccia e acqua calda, riscaldamento insufficiente, finestre troppo piccole: tutte condizioni detentive che rappresentano un trattamento inumano e degradante e quindi una violazione dell'articolo 3 della convenzione della salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali


LA PROTESTA DOPO LA CONDANNA

Dopo la condanna Rosci iniziò uno sciopero della fame per chiedere l’abolizione della legge di devastazione e saccheggio, ovvero la revisione del codice Rocco. Il giovane, infatti, è stato condannato non perché avrebbe materialmente messo a fuoco il blindato dei carabinieri ma perché venne fotografato nei pressi dei luoghi dove avvenivano gli scontri.

Lo sciopero venne poi interrotto qualche giorno dopo quando il segretario nazionale di Rifondazione Comunista prese l’impegno di proporre a tutte le forze che partecipano a Rivoluzione Civile di far propria la proposta di abolire la legge datata anno 1930 e gli altri residui dell’ordinamento penale fascista.



L’ASSALTO AL BLINDATO

«Non ho lanciato niente, guardavo solo il mezzo che andava a fuoco. Per questo mi hanno dato 6 anni di carcere», si è sempre difeso Rosci. «Sono stato fotografato nei pressi dei luoghi dove avvenivano gli scontri» e «non perché immortalato nel compiere atti di violenza o per aver fatto qualcosa vietato dalla legge, ma per il semplice fatto che io fossi presente vicino al blindato che prende fuoco. Non tiro una pietra, non rompo nulla, non mi scaglio contro niente di niente. Mi limito a guardare il mezzo in fiamme in alcune scene, e in un’altra ridere».